Archive for the ‘Utopie’ Category

Immagini sbiadite di una citta’ invisibile

10 settembre 2011


A láthatatlan város”, la citta’ invisibile, pare una contraddizione in termini. Se una citta’ esiste, come puo’ essere invisibile? Come possono le sue case, le strade, le piazze, gli abitanti, sparire? La citta’ invisibile pero’ esiste: e’ quella che c’e’ dentro di noi. (more…)

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I Dieci Comandamenti

5 luglio 2011


Nella Citta’ invisibile, la vita scorre in modo diverso da “fuori”. Ha altri tempi, un ritmo diverso, uno stile diverso. Le persone condividono valori diversi, hanno sogni, speranze, abitudini e persino desideri che sono diversi. Percio’ le regole che vigono all’interno, sono diverse. Chi ci vive lo sa ed accetta tutto questo senza alcuna remora perche’ non altro luogo dove vorrebbe stare. (more…)

La Democrazia

1 luglio 2011


Non esiste un’Utopia che sia piu’ utopistica. Democrazia e’ una melodia che arriva da lontano. E’ un desiderio irraggiungibile, irrealizzabile, forse impossibile. Tuttavia la auspico, la sogno, la ammiro e talvolta, con nostalgia, la ritrovo seppellita sotto le rovine di quell’Atene ormai distante che ancora, pero’, riesco a far sopravvivere nella memoria. (more…)

Il risveglio

15 febbraio 2011


Saranno le donne a cambiare il mondo. Cosi’ era scritto, ma gli uomini lo hanno cancellato. Saranno le donne a rendere piu’ equa, giusta e solidale l’esistenza di ogni essere umano, e doneranno nuova linfa a questo pianeta martoriato dall’avidita’ e dalla bramosia del potere. (more…)

Senza uomini

10 febbraio 2011


Ancora una volta ho capito perche’ nella citta’ invisibile non vogliamo uomini. Perche’ ogni maschio che si presenta alla porta possa al massimo entrare in cucina e non gli sia consentito di stazionare per piu’ di una decina di minuti. Ho capito questo, ed ho capito anche che questa decisione di negarci a chi non e’ in grado di comprendere il nostro mondo e’ la cosa piu’ assennata che tutte insieme abbiamo concordato. E’ una regola non scritta che osserviamo perche’ sappiamo bene che infrangerla significherebbe frantumare la struttura su cui si basa il nostro progetto, la nostra utopia, e di li’ a poco rischieremmo di veder crollare quello che abbiamo cosi’ faticosamente edificato. Non abbiamo alcun bisogno di chi viene qua a rompere l’equilibrio che ci e’ necessario per andare avanti e gli uomini, soprattutto alcuni, sembrano nati apposta per farlo. (more…)

Il fiammifero e la candela

23 settembre 2010


Esistono meccanismi che, una volta attivati, vanno avanti da soli e fintanto non accade qualcosa che li inceppa, continuano a funzionare senza che si debba far quasi nulla, anzi godendo dei loro risultati benefici. Si chiamano circoli virtuosi. E’ come se con un fiammifero accendessimo una candela, e poi con il fuoco di quella candela accendessimo altre candele fino ad illuminare tutta la stanza. (more…)

Uomini e donne: immaginazioni in quadricromia

24 febbraio 2010


«Uomini e donne… gli uni sono avorio, le altre ebano ed il mondo altro non e’ che un’enorme scacchiera»

Nicole, nel suo blog, ha scritto che io tenderei ad assolvere piu’ le donne degli uomini. Forse ha ragione, forse l’ebano mi affascina piu’ dell’avorio, o forse davvero credo che i comportamenti non siano gli stessi nei due generi e che la donna abbia la capacita’ di non disgiungere l’efficienza dall’etica e dalla morale, caratteristica di cui l’uomo, a mio parere, e’ privo. (more…)

Legge ad personam

4 gennaio 2010


Wikipedia ne da’ questa definizione: “Con la locuzione legge ad personam s’intende una legge (o atto avente forza di legge) che si ritiene sia stata realizzata mirando specificamente al raggiungimento di determinati effetti favorevoli (o sfavorevoli) per una singola e individuata persona o ristretto gruppo di soggetti, cio’ nonostante possa essere apparentemente formulata in modo generale”. (more…)

Il mondo delle mele

13 dicembre 2009


Non sono molto intelligente, e neppure abbastanza esperta per trattare argomenti che parlino di economia, di politica oppure di sociale. Di sicuro c’e’ chi, su tutto cio’, ne sa assai piu’ di me, e che potrebbe insegnarmi un sacco di cose. Pero’, purtroppo, ho strane idee, strampalate, che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, e cosi’ radicate che, anche se volessi, non mi ci potrei mai sottrarre. La colpa di tutto e’ di mia nonna, anche lei poco intelligente e con idee piuttosto bislacche. (more…)

La Rosa di Kazanlak

1 novembre 2008


Nella Citta’ Invisibile la giornata inizia alle sei del mattino.
Quando mi sono svegliata era ancora buio, il sole sarebbe arrivato solo una ventina di minuti dopo. Se il cielo e’ sgombro da nubi lo si puo’ vedere sorgere oltre Kisvárda, da dietro i Carpazi e riflettersi nel Tisza trasformandolo in un lungo nastro dorato; ma la mia camera non ha finestre che si affacciano ad Est.

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