Archive for the ‘Comunismo’ Category

La legge bavaglio in Ungheria

22 dicembre 2010


Il Parlamento ungherese ha approvato la madre di tutte le leggi bavaglio che d’ora in poi saranno prese ad esempio dai leader piu’ reazionari e liberticidi d’Europa. Qualcosa che, come direbbe qualcuno, “neanche nello Zimbawe”. Ma a quanto pare i tempi stanno stringendo, le caste privilegiate iniziano a sentire odore di bruciato dietro al culo, i politici temono di perdere le loro poltrone e cercano di tutto per tappare le falle dalle quali sta sfuggendo inesorabilmente il consenso. Purtroppo, una volta arrivata al potere con mille promesse, certa gente non ha poi le ricette giuste per aggiustare la situazione economica e sociale, ormai degenerata, e la repressione delle liberta’ diventa l’unico strumento per tenere a bada coloro che potrebbero anche essere tentati un giorno o l’altro di prendere i forconi. (more…)

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Dopocena con Irina

13 settembre 2010


La donna russa seduta dall’altra parte del tavolo sa perfettamente quanto le costa questa cena, almeno dal suo punto di vista. Per essere certa di piacere e di essere ammirata, ha passato almeno due ore davanti allo specchio per prepararsi, depilarsi alla perfezione e truccarsi, cinque ore in giro per negozi per scegliere le scarpe giuste, tre giorni per trovare un vestito adeguato e sei giorni di dieta per entrarci dentro alla perfezione. Aggiungeteci quello che ha speso per la pedicure, la manicure ed il parrucchiere ed avrete ben chiaro che questo appuntamento e’ assai vicino a qualcosa che assomiglia ad un evento da un milione di euro. Seppiatelo. Quindi, con tutti quei preparativi, e’ impossibile che lei non si senta terribilmente in credito nei vostri confronti, e si attenda che, oltre ad ammirarla, le consentiate anche ogni suo capriccio. E come il protagonista del romanzo di J.D. Salinger, “Il giovane Holden”, accuratamente osserva: “Se una ragazza e’ cosi’ attraente quando ti incontra, chi se ne frega se e’ arrivata in ritardo? Nessuno.” (more…)

A cena con Irina

13 settembre 2010


Olga, Natasha, Oksana, Irina… sono nomi che fanno venire in mente qualcosa di ben preciso, stereotipi femminili troppe volte basati sul sentito dire, ma che spesso niente hanno a che vedere con la realta’. Ma io credo di conoscerla assai bene quella realta’, e se vorrete seguirmi potrei farvi scoprire qualcosa di leggermente diverso da quello che siete portati ad immaginare ogni volta che pensate alla Russia, ed in particolare alle donne russe. (more…)

Международный Женский День

8 marzo 2010


L’8 marzo e’ la Giornata internazionale della donna. Nemzetközi nőnap in lingua magiara. Ma se quasi dappertutto e’ considerata una semplice ricorrenza, in Russia ed in ogni altra Repubblica ex sovietica, esclusa la sola Georgia mi pare, oggi e’ invece festa nazionale. (more…)

La Confessione

14 marzo 2009


Esistono due tipi d’ingiustizie. Ci sono quelle grandi che sono fuori del controllo di chiunque. E’ il considerarsi inermi di fronte alla loro vastita’, sapendo che nessuno possiede la soluzione per risolverle, che ci fa sentire, tutti quanti allo stesso modo, non colpevoli e ci permette di discutere dei fatti con il dovuto distacco, organizzare conferenze, raccolte di denaro e spettacoli di beneficenza con la rituale partecipazione dei vari clown, ballerine e nani da sempre alla ricerca di popolarita’ e consensi. (more…)

Márió, a varázsló – Una favola d’amore e follia

4 gennaio 2009


Ci sono alcune domande che in questi giorni, complice anche una discussione su MenteCritica, stanno ronzando nella mia testa. Quante volte, anche davanti all’evidenza dei fatti, abbiamo perso la testa per un amore non ricambiato? E quando si e’ innamorati di qualcuno, quante volte c’inventiamo sguardi e segnali che non esistono, ma ci fanno stare bene? Le delusioni amorose, i sogni infranti, le pene che proviamo per il nostro sentimento non corrisposto, sono davvero attribuibili all’altra persona oppure e’ solo la nostra errata valutazione, la nostra voglia d’illuderci, il nostro assegnare valori e significati immeritati la vera causa della sofferenza?

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Ricordo degli esami

4 ottobre 2008

Ricordo che ogni volta che dovevo sostenere gli esami, indispensabili per non avere un futuro da contadina oppure da operaia, era sempre un’angoscia. Dal risultato degli esami dipendeva infatti la mia vita, almeno cosi’ mi facevano credere quando ancora la Cortina di Ferro separava il mondo verticalmente, fra Est ed Ovest e non orizzontalmente, fra nord e sud, come avviene adesso.

Non tutti a quei tempi avevano l’opportunita’ di proseguire gli studi oltre il livello base garantito dallo Stato. Non era una questione di soldi, in quanto era tutto a carico dello Stato, ma dopo i 14 anni solo chi dimostrava di avere, attitudine, capacita’ e volonta’ per andare avanti veniva ammesso agli istituti superiori. La competizione fra studenti diventava poi serrata con l’ammissione all’Universita’, perche’ l’esistenza del numero chiuso induceva chi intendeva conseguire la laurea a dare il meglio di se’. Ed in certi Paesi la laurea era necessaria finanche per poter essere “commerciante”.

Ma la cosa piu’ bella che ricordo e’ che non esistevano differenze fra sessi, fra etnie, oppure fra diversi livelli sociali; figli di burocrati slavi potevano benissimo studiare fianco a fianco con figlie di contadini zingari. Cio’ non creava alcun problema. Il Sistema non consentiva a nessuno di sentirsi forte di alcuna “superiorita’” che non fosse meramente inerente alle capacita’ personali. Quindi niente privilegi per “discendenza”. Anzi, era proprio chi aveva provenienze “eccellenti”, chi aveva un genitore importante, che era in qualche modo piu’ sottoposto a stress, poiche’ doveva, piu’ di chiunque altro, dimostrare di essere all’altezza del nome che portava, altrimenti veniva dileggiato dai compagni, ma prima di tutto dalla sua famiglia.

Ricordo anche che c’era un esame il cui superamento era indispensabile, altrimenti si veniva considerati “poco intelligenti” e non adatti a proseguire. L’esame era “la storia del Partito”. Una domanda del tipo “quale partito?” sarebbe stata considerata motivo di bocciatura, oltre che di stupidita’, e di quale Partito si trattasse e’ facile intuirlo.

In effetti, adesso ricordo, una piccola discriminazione veniva fatta anche in quel Sistema. Coloro che potevano contare su genitori che facevano parte della “nomenklatura”, in quello specifico esame erano favoriti: in caso di esito negativo, bastava una telefonata di papa’ al preside della scuola per dar modo al figlio di poterlo ripetere. Tale procedura avveniva pero’ ufficiosamente ed in modo riservato. Niente di questo piccolo “favoritismo” doveva trapelare, e se lo studente si fosse rivelato una seconda volta impreparato, a quel punto nessuno avrebbe potuto evitargli l’esclusione dagli studi. Fosse stato anche il figlio del Presidente del Partito.

Per avere un’idea di come la reputazione fosse importante per certi uomini, basta ricordare il fatto che, alla fine degli anni ’70, primi ’80 in Russia, coinvolse il ministro degli interni Yuri Churbanov, genero di Brezhnev, terzo marito della figlia Galina. Allorquando si sparse la voce di tangenti che aveva ricevuto, fu immediatamente estromesso dall’incarico, ed una volta appurata la sua colpevolezza fu condannato a 12 anni di carcere duro (di cui 6 amnistiati).

Essi’, erano proprio strani i burocrati di allora che non conoscevano l’utilizzo di certi “lodi ad personam”. Tenevano sia alla loro reputazione che a quella dei loro familiari e mai avrebbero “spiattellato” sui giornali di avere un figlio non all’altezza di superare un esame. Ancor meno avrebbero portato il caso di fronte al Ministro dell’Istruzione.

Ma si sa… quelli erano comunisti.

«Non è possibile che un ragazzo possa essere massacrato agli esami soltanto perché ha portato una tesina su Carlo Cattaneo» (Umberto Bossi)