Innamorarsi


Questo e’ l’articolo scritto per l’ultimo numero di Esse Elle Movie Magazine [Link]. L’argomento di questo mese e’ ispirato all’Amore e alla Morte. Eros e Thanatos, dunque, cosi’ come vengono interpretati in questo mondo virtuale in cui i nick e gli avatar possono “morire” semplicemente con un click sul pulsante del “cancel account”. Oppure possono arrivare a creare relazioni durature, intense, coinvolgenti, spesso interpretate come “amicizia” o anche come “amore”.

Innamorarsi

Innamorarsi nel virtuale: e’ possibile? Chi frequenta questo mondo sa che le opinioni sono alquanto discordi. C’e’ chi resta convinto che le due realta’, quella reale e quella virtuale, debbano restare nettamente separate. Poi c’e’ chi, invece, pensa che una realta’ non escluda necessariamente l’altra, ma ne sia complementare, e che entrambe rappresentino solo le tessere indispensabili alla costruzione di un mosaico piu’ complesso. Un’unica vera realta’: la propria.

Nella vita di tutti i giorni, Internet e’ divenuto ormai indispensabile. E’ uno strumento di consumo, di svago, di lavoro e ancor prima che se ne siano compresi i pregi e i difetti, si e’ imposto come mezzo di comunicazione, esattamente comi in passato e’ stato per la televisione e il telefono. Ma la domanda che ancora ci poniamo e’ se, in fondo, tutto cio’ rappresenti liberta’ oppure schiavitu’.

Il Web e’ nato dall’esigenza di scambiarsi informazioni rapidamente. Informazioni che, col tempo, si modificano, cambiano rotta, si deformano. Scoprire questo mondo, oltre alla meraviglia di un nuovo modo di comunicare, pone molti interrogativi. La prima impressione che si ha entrandovi e’ che tutti sono amici fin da subito e si raccontano la loro vita in maniera anche troppo particolareggiata.

Nelle chatroom, ad esempio, i nickname appaiono in fila e sembrano fantasmi appesi in un armadio. Da conversazioni inizialmente sterili, prive di suoni e di odori, nascono simpatie, empatie e attrazioni fisiche, esattamente come nella vita reale. Il messaggio di saluto, ogni volta che si entra, diventa per molti un rito, ed e’ in questo terreno fertile che emerge quell’Io sofferente per le sue mancanze e per i suoi bisogni, che vive e trasforma tutto quanto in giochi di parole inventati al momento, magari non realmente pensati.

Sono pochi coloro che si rendono davvero conto della potenza di questo grande mezzo di comunicazione che, se non usato nella giusta misura, puo’ diventare un condizionamento molto forte, poiche’ arriva a bloccarci completamente. E fra domande e risposte, ci vediamo passare davanti un’intera giornata senza aver vissuto realmente se non nelle emozioni, nei pensieri e nelle frasi che cadono o vengono apprezzate secondo la percezione della persona sconosciuta con la quale si interagisce.

Ma gli esseri umani non sono solo corpo. Sono anche mente. Eros rappresenta il sentimento, l’irrazionale, Logos e’ invece il pensiero, il razionale. E nella realta’ Eros reagisce agli stimoli piu’ velocemente di Logos. Eros e’ più immediato, e quando ci sentiamo attratti da qualcuno, la dimensione dell’irrazionale e dell’emozione (gioia, paura, amore, sentimento) e’ predominante rispetto alla razionalita’ del pensiero.

Nei rapporti virtuali, pero’, l’Eros viene smarrito perche’ cio’ che sentiamo diventa la proiezione di una solitudine o un modo personale di vedere la vita che e’ tutto nostro, e che non ha riscontri con un altro essere. I sensi nel Web si descrivono, ma non si vivono, e la stessa sorte la subiscono i suoni, i profumi, il sesso. Il virtuale diventa in tal modo il potere nelle mani dell’immaginazione che distrugge corpo, odori e sapori.

La mente reagisce cosi’ tanto velocemente quanto il corpo resta fermo, bloccato, immobile di fronte ad una tastiera e a uno schermo. Ecco perche’ una corrispondenza di amorosi sensi virtuale ha per molti una grande attrazione: perche’ ci si sente meno soli, meno isolati, e diminuisce il bisogno che si ha di parlare, la voglia di uscire, e il desiderio di essere coccolati, accarezzati, sfiorati. Amare nel virtuale e’ come scordare se’ stessi, per andare oltre se’ stessi con l’energia dell’eccitazione eternamente compressa e mai scaricata.

E i nostri pensieri sono come farfalle il cui volo non possiamo costringere, non possiamo direzionare, perche’ non possiamo prevederne la traiettoria. La mente corre verso stimoli nuovi, colori nuovi, profumi nuovi, verso l’illusione del “simile a noi”, alla ricerca di un’affinita’ con l’altro impossibile da trovare se non nella nostra immaginazione, ma restando convinti di averla trovata.

E’ in questo modo che il virtuale produce quel grande spettro che e’ l’individualismo, mentre nella nostra vita di tutti i giorni entrare in contatto con se’ stessi resta un lavoro arduo, faticoso, che avviene per mezzo del confronto con l’altro che e’ reale e non immaginato. Si tratta di quel famoso “viversi” fatto di paure, di quotidianita’, di competizione, di gelosia, di possesso, di sentimenti nobili e meno nobili che tutti insieme danno senso e forma alla Vita.

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