Un dolce, malinconico, ricordo


“Come amante, Andrej, era decisamente il migliore: ricco di fantasia, riusciva a soddisfarla ogni volta in un modo nuovo, mai monotono e sbrigativo come altri uomini che aveva conosciuto, che giungevano velocemente all’orgasmo non curandosi piu’ di tanto dei tempi e delle fantasie necessarie a lei, donna, per raggiungere il piacere. Con Andrej, invece, il sesso era sempre sopra le righe, scevro di pudori e al di fuori di ogni convenzione. Non aveva bisogno di scuoterlo, coinvolgerlo, stimolarlo, di prendere l’iniziativa, di comunicargli i desideri, le voglie, e le fantasie che le passavano di continuo per la testa; lui riusciva sempre ad anticiparla, e la faceva godere cosi’ come lei voleva. A volte lo faceva con impeto, senza tanti preliminari, sbattendola contro una parete o su un tavolo, senza toglierle neppure i vestiti di dosso, concentrando l’amplesso in un unico attimo di estremo piacere, altre si dedicava ad esplorare ogni parte del suo corpo, lentamente, con cura, come fosse un francobollo prezioso, portandola in paradiso per notti interminabili.
Spesso la metteva anche nel letto di altri uomini. Per “affari”, diceva, ma era solo perche’ gli piaceva. Si eccitava a guardarla mentre veniva scopata. Oppure, dopo a casa, si faceva raccontare tutto cio’ che aveva fatto, nei minimi dettagli. Con uno come Andrej era come essere sempre sulle montagne russe, come avere non uno, ma mille amanti, sempre diversi, sempre nuovi, da non desiderarne altri. Ma piu’ di ogni altra cosa Andrej era bello come un dio, ed affascinante e perverso come il demonio. Con lui, Irina, aveva solo due obblighi: mai nascondergli niente e, soprattutto, mai perdere la testa per qualcuno.
E se non si fosse innamorata di Marga, non lo avrebbe mai lasciato”.

Seduta alla sua scrivania, Irina digita sulla tastiera del computer in modo quasi automatico. Alza per un attimo gli occhi e rilegge cio’ che ha scritto. Come preambolo per il suo nuovo racconto puo’ bastare. Gli ingredienti ci sono tutti: sesso, dominazione, voyeurismo, saffismo. Anche stavolta si sorprende di come le sia facile giocare con l’immaginazione e le situazioni, riuscendo a catturare l’atmosfera e a trasformarla in parole. Ha sempre avuto una fantasia particolare e la capacita’ di raccontare fiabe le e’ stata piu’ volte utile nella vita, non solo nel fare la scrittrice. Pero’, con i racconti erotici, non e’ esattamente come con le fiabe…

Eppure, se ci pensa, si tratta esattamente della stessa cosa. Sia le fiabe che i racconti erotici si basano sull’uso ripetuto di stereotipi che sono sempre gli stessi ed anche le situazioni, in fondo, variano di poco. Cio’ che conta e’ la capacita’ di risistemare le tessere del puzzle in modo sempre nuovo, cosi’ da comporre ogni volta un’immagine diversa. E’ in questo che Irina ha buon gioco, perche’ non tutto quello che scrive e’ frutto di fantasia. A volte e’ vita vissuta.

Capelli biondi come il miele, occhi del colore del mare, un corpo stupendo, Marga era stata la prima donna che aveva amato. Era con lei che Irina aveva scoperto la sua natura bisessuale. Allo stesso modo in cui, con Andrej, aveva fatto emergere la sua prorompente femminilita’. Volge gli occhi dallo schermo e abbandonandosi sulla poltrona, con un sospiro ripensa al giorno in cui, per la prima volta, era finita a letto con Marga. Il pensiero, malinconico e dolce, la turba e come al solito si tramuta presto in un lungo fremito di piacere, in un languore che inizia a dilagarle nel ventre.

~

Era stato Andrej a metterle insieme, forse perche’ fisicamente erano molto differenti: l’una con i capelli neri e la pelle chiarissima, l’altra bionda, ma dalla pelle ambrata. Una combinazione esotica che, per il tipo di affari che Andrej conduceva, garantiva quasi sempre il successo. Ma anche il miglior stratega, a volte, commette degli errori. Se Andrej avesse avuto occhi piu’ attenti avrebbe capito subito che era destino che quell’amicizia tutta femminile si sarebbe prima o poi saldata in un qualcosa di diverso e di molto piu’ profondo.

Trascorrevano lunghe ore insieme, a studiare, a prendersi cura del proprio corpo, ad imparare tutto cio’ che c’era da imparare per svolgere al meglio il loro lavoro, e questo le aveva fatte entrare in grande confidenza. Da subito, si era creata una forte sintonia che presto si era tramutata in una complice, intima, amicizia. Spesso uscivano insieme, per pranzo, per fare shopping oppure unicamente per far girare la testa agli uomini che, immancabilmente, si voltavano a guardarle per strada. Cosi’, dopo un pomeriggio passato a girare per negozi, ridendo e scherzando come due adolescenti, si erano ritrovate in casa da sole. Dopo aver mangiato qualcosa, si erano messe comodamente sedute sul divano a bere del buon vino, continuando a chiacchierare e a spettegolare, in particolare degli uomini incontrati e delle altre ragazze.

Forse per aver bevuto qualche bicchiere in piu’ e forse anche per la situazione sempre piu’ intima e rilassata, l’atmosfera era andata lentamente a surriscaldarsi e la passione ed il desiderio si erano affacciati in modo dirompente. Quasi senza accorgersene, Irina aveva iniziato a cogliere insistentemente certi particolari e dettagli di Marga che, fino ad allora, non aveva mai osservato con eccessiva attenzione. Parti del suo corpo che improvvisamente, in modo inspiegabile, avevano iniziato a crearle un lieve turbamento: la pelle liscia e perfetta del volto, la bocca carnosa, la curva morbida del seno sotto la maglia, il modo sensuale con cui accavallava le gambe, la corta gonna che le lasciava scoperta parte delle cosce, i polpacci, le caviglie, una delle quali impreziosita da un sottile tatuaggio, erotico e invitante…

Era un continuo percorrerla con la vista, lambirla con gli occhi, sfiorarla con lo sguardo, e non riusciva a fare a meno di soffermarsi su quelle parti che, a poco a poco, le accendevano un desiderio sempre piu’ incontrollabile. Alla fine, improvvisamente, lo sguardo di Irina cadde sul bicchiere di vino che Marga teneva in mano e che, di tanto in tanto, portava alle labbra, bevendo a piccoli sorsi. Era un flute, e Marga lo teneva alla base con la mano sinistra, mentre le dita della destra scivolavano lungo il vetro, accarezzandolo in su e in giu’, con un movimento regolare e armonioso.

E mentre Marga continuava a parlare di questo e di quello, nella mente di Irina andava sempre piu’ formandosi un’immagine sensuale e affascinante, iniziando a fantasticare che al posto del bicchiere, tra quelle mani ci fosse stato ben altro. Vedeva quelle bellissime dita, affusolate e dalle unghie lunghe e smaltate di un rosso acceso, percorrere lentamente le pareti del bicchiere e le immaginava mentre con la stessa sensualita’ accarezzavano il pene di un uomo. Piu’ passavano i minuti, piu’ Irina, con la mente, creava figure sempre piu’ erotiche ed eccitanti, immaginando Marga in un crescendo di situazioni sensuali e lascive, fino al punto di fantasticare di vederla godere sotto i colpi di tutti quelli con i quali aveva fatto sesso.

Situazioni del genere non avrebbero dovuto procurarle alcun turbamento. Era abituata a ben altre cose, ed aveva fatto sesso anche con altre donne, ma mai essendone veramente coinvolta. Stranamente, pero’ quella situazione la stava eccitando in un modo del tutto nuovo. Tanto che anche Marga si accorse di quel suo turbamento, del suo sguardo sognante e rapito, e capi’ immediatamente cosa le passava nella mente, forse anche lei catturata dall’atmosfera provocante e trasgressiva.

Guardando Irina dritta negli occhi e smettendo di parlare, Marga fece scorrere con molta lentezza la punta di un dito sull’orlo circolare del bicchiere. Quel semplice gesto infiammo’ il desiderio di Irina ancora di piu’. Nella sua immaginazione il bordo del bicchiere si era magicamente trasformato nell’areola di un capezzolo femminile. Con un brivido e con il cuore che le batteva in gola, accosto’ cosi’ la sua mano al bicchiere, prendendo anche lei a far scivolare le dita sul vetro liscio, sovrapponendole a tratti a quelle della sua amica. Furono solo alcuni istanti, tutte e due stupite da quanto stava per accadere, poi le loro bocche si avvicinarono e le labbra si incontrarono, prima quasi titubanti, timide, incerte da quel morbido e inatteso sfiorarsi; poi, infine, si schiusero.

Quel primo bacio, forse da sempre inconsciamente desiderato da entrambe, fu l’inizio della loro storia. Abbandonate sul divano, erano rimaste a lungo smarrite nel piacere e travolte da mille sensazioni. Era stato cosi’, con Marga, che Irina aveva provato per la prima volta qualcosa di assolutamente unico e fantastico, neppure lontanamente comparabile a tutte le esperienze avute con gli uomini o con le altre donne. E fu quello il primo di una lunga serie di momenti d’amore che avrebbero passato insieme. Momenti clandestini vissuti intensamente, ma sempre col timore di essere scoperte. Perche’ Andrej non le avrebbe perdonate.

~

Scuotendosi dai pensieri, Irina si accorge che la mano le e’ scivolata proprio li’, dove il ricordo ha reso umido il suo desiderio. Il cursore lampeggia a intermittenza sul documento Word, indicando il punto esatto dove ha appena terminato di scrivere l’ultima frase. No, non e’ facile raccontare di erotismo; alla fine e’ inevitabile il ripetersi delle situazioni. Sempre gli stessi stereotipi, le stesse trame. Non c’e’ piu’ niente che ormai riesca a eccitare la fantasia. Piu’ niente… se non la realta’ della vita vissuta.

Chiude gli occhi per tornare di nuovo a quel giorno lontano. Per un istante le pare di sentire ancora le mani di Marga che la sfiorano intimamente, e l’odore del suo nettare assaporato a piccoli sorsi. Lentamente, solleva il vestito e lascia che le dita le scivolino sotto l’elastico delle mutandine. E mentre il cursore sullo schermo pulsa a tempo col suo piacere, gode di quell’istante fino in fondo, fino a spegnere la voglia che le brucia dentro, e con l’orgasmo annullare anche quel dolce, malinconico, ricordo.


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