Compleanni


E cosi’ un altro anno e’ quasi trascorso…

E quindi? E quindi non posso far altro che prenderne atto. D’altronde, se tutto restasse immobile, immutabile, cristallizzato, non sarei viva.

Una cosa e’ certa: ora intravedo le prime rughe intorno agli occhi. In vita mia, e’ vero, ho riso molto, ed ho anche pianto molto. Ho vissuto molto. Il meglio deve ancora arrivare, lo so, ed ho ancora tanta voglia di vivere, di ridere, di piangere. Sara’ dunque la mia pelle che alla fine paghera’ il prezzo della mia avidita’? Non ha importanza, mi sta bene cosi’. Perche’ anche se in questo momento sono sola, sono molto meno sola di quando avevo il volto completamente liscio. Adesso, i frutti, non li desidero piu’. Li divoro. E lo faccio con gli occhi bene aperti.

Una cosa e’ certa: ora mi accorgo dei primi capelli grigi sulla mia testa. In vita mia, lo confesso, ho visto un sacco di cose: buone, cattive, belle, brutte. Ho combattuto molto. A volte ho vinto, altre ho perso. Saranno dunque i miei riccioli d’ebano che alla fine pagheranno il prezzo della mia tenacia? Non ha importanza, mi sta bene cosi’. Perche’ non ho bisogno di tingermi i capelli per sentirmi giovane. Il fuoco della passione che ho dentro si prendera’ cura di loro, ed e’ talmente rosso che non diventera’ mai grigio.

Una cosa e’ certa: ora sto molto piu’ attenta quando corro e salto. Pero’ ancora riesco a correre e a saltare, sapete? Anche quando non c’e’ nessuno che mi insegue e vuol catturarmi. In fondo, riesco benissimo a catturarmi da sola. Lo faccio da sempre. Mi spezzero’ forse qualche osso? Va bene, non ha importanza. Spezzero’ il cuore a qualcuno oppure qualcuno spezzera’ il mio? Non ha importanza, mi sta bene cosi’. Perche’ le strade sbagliate sono l’unico percorso che conduce a nuove scoperte, ed io non voglio smettere di viaggiare verso l’ignoto. Sempre. E le mie ginocchia ammaccate sono piu’ forti di quello che sembrano.

Una cosa e’ certa: ora ho molto meno fiducia negli altri di quanto avessi una volta. Pero’ mi resta ancora un po’ di fiducia. Anche quando sono terrorizzata. Perche’ ho imparato che chi veramente perde nella vita e’ chi inganna, non chi e’ ingannato. Ogni tanto mi capita di prendere qualche schiaffo? Ogni tanto vengo pugnalata alle spalle? Non ha importanza, mi sta bene cosi’. Perche’ sono orgogliosa delle cicatrici che ho e delle mie ferite sempre aperte. E piu’ sanguinano, piu’ ho voglia di bere dal calice della vita.

Una cosa e’ certa: ora non credo piu’ in molte cose. Ma ancora credo in qualcosa: nella liberta’, nell’amore, nell’amicizia, nel mistero, nel desiderio, nella sorpresa, nelle parole, nei silenzi, nella dignita’, nell’essere umili e nel possedere poco, nel donare che e’ piu’ gratificante che prendere. E soprattutto credo in me stessa. A volte mi vengono dette bugie? A volte mi lascio ingannare? Non ha importanza, mi sta bene cosi’. Perche’ la vera crudelta’ e’ mentire a se stessi, non agli altri. E la meritata punizione, chi mente a se stesso, la porta gia’ dentro di se’.

In effetti, un altro anno e’ quasi trascorso [1]… pero’, nonostante tutto, dentro di me un’adolescente ancora gioca, ride, corre. E a lei non frega niente delle rughe, dei capelli grigi, di rompersi le ossa o di spezzarsi il cuore. Lei non si preoccupa dell’inganno, della paura, degli schiaffi, delle coltellate e delle cicatrici. E’ come la luce, come l’acqua, come la luna, incurante di tutto come una poesia che ancora nessuno ha scritto.

…E non ha intenzione di invecchiare tanto presto.

Non fatevi ingannare dal rossetto,
lei e’ una bambina.
Il suo gioco preferito? Nascondersi e poi cercarvi.
Non fatevi ingannare dalle scarpe da ginnastica,
lei e’ una donna matura.
Il suo gioco preferito? Cercarvi e poi nascondersi.

(Joumana Haddad)

[1] Esistono usanze in alcuni popoli, e in special modo in alcune comunita’ particolarmente attaccate a tradizioni antiche, che possono sembrare bizzarre. Per indicare la propria eta’ non viene preso come riferimento il giorno di nascita, ma un unico giorno, che puo’ essere una ricorrenza, una festivita’ religiosa, il passaggio di data sul calendario dall’anno vecchio a quello nuovo oppure, piu’ frequentemente, un fenomeno della Natura, come ad esempio un solstizio o un equinozio. E’ l’individualismo che cede il passo alla collettivita’. E’ far sentire tutti parte di un tutto. Cosi’ accade che le persone della comunita’, sebbene nate in momenti diversi, festeggino il compleanno tutte insieme, lo stesso giorno, ed un bimbo appena nato compia il suo primo anno di eta’ in quella particolare data.


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