Soulmate


Domenica mattina. E’ tardi. Abbiamo passato la notte insieme. Fuori il cielo e’ sereno, ma l’aria e’ fredda. Ci rannicchiamo fra le coperte. Restare a letto, la pigrizia, le coccole, il desiderio, il piacere. Poi di nuovo la pigrizia. I tuoi baci al gusto di caffe’ mischiati ai miei che sanno di te’… e di te.

Improvvisamente, mi proponi una cosa strana: “Tagliami i capelli”. Ti dico che non li so tagliare, ma tu insisti: “Non importa. Tagliami i capelli”. Mi ricordi il Piccolo Principe che chiede di disegnargli una pecora.

Ci spostiamo. Io su una sedia dietro di te, e tu sul pavimento con la testa gettata all’indietro tra le mie cosce. Indossi solo i boxer. Io la tua camicia di ieri sera ancora impregnata di profumo e del tuo sudore. “Soulmate” e la voce di Natasha Bedingfield con noi…

Le forbici sono vecchie e arrugginite. Il tipo che mia madre usava quando ero piccola per cucirmi gli abiti che vedeva sui giornali, ma che non poteva permettersi di comprare.

La tua testa, dunque, tra le mie cosce. Inizio dall’alto. La mano non trema, pero’ mi ci vuole un po’ per tagliare la prima ciocca che tengo stretta tra il pollice e l’indice. La ciocca infine si stacca ed ho i tuoi capelli tra le dita. E’ una sensazione bellissima. Li deposito su un vecchio giornale aperto accanto a me.

Una seconda ciocca, una terza, una quarta. Quando arrivo a dieci, decidi di cambiare posizione e ti giri sedendoti direttamente di fronte a me. “Who doesn’t long for someone to hold…” in sottofondo, mentre continuo a tagliare tutta concentrata per non sbagliare. Non l’ho mai fatto prima, e dubito di saperlo fare nel modo giusto. Presto avrai i capelli tagliati malissimo a causa mia. Pero’ mi piace sapere che hai fiducia e che ti lasci andare a me.

Le ciocche si accumulano sul giornale sopra un articolo che parla di WikiLeaks. Poco a poco, spingi la testa tra le mie ginocchia, ti infili fra le cosce e cominci a leccare. La coscia destra per prima, poi la sinistra, risalendo lentamente verso la collina. Tremo, ma non dico niente. Serro solo un po’ le gambe per frenare i brividi, e continuo a tagliare.

Penso a cosa fare con tutti questi capelli. La prima idea e’ quella di infilarli in un peluche per tenerli accanto quando dormo da sola, ma subito mi sento ridicola. E’ una cosa sciocca, da adolescenti. Lo decidero’ piu’ tardi cosa ne faro’, ma e’ sicuro che non li gettero’ via.

Tu intanto procedi, procedi… raggiungi il mio sesso. Ma non lo tocchi. Lo lecchi tutto intorno senza sfiorarlo. Poi con la bocca te ne impossessi. Dolcemente, come piace a me, avanti e indietro con la punta della lingua. Ho voglia di gridare, ma e’ solo un gemito quello che mi esce dalle labbra.

Mi concentro sui tuoi capelli nei quali m’immergo con la faccia ed affondo le dita. Non posso piu’ continuare a tagliare. Non posso. Proprio come tu non hai potuto continuare a guidare quando ieri sera, tornando dalla cena, te l’ho succhiato in auto.

Poi, improvvisamente, arriva. E’ come un flash. Un’onda improvvisa che disseta te, placa me, e spazza via tutto.

E’ ormai mezzogiorno. E’ ora di andare. I nostri giorni finiscono qua. Sono stata bene, ma non so se ti rivedro’. Dovro’ pensarci a lungo. Un’anima gemella e’ quanto di piu’ pericoloso possa accadermi nella vita. Ma ho le ciocche dei tuoi capelli nella borsa.

E a te? A te resta il mio gusto salato in bocca, mentre Julian Assange, quasi sorpreso, continua a guardarci dalla pagina sul vecchio giornale.

Sono cosi’
non ho tempo per i rimpianti
gioco con i destini, mi annoio facilmente
prometto e non mantengo.

Inutile cambiarmi:
La certezza mi e’ estranea
per l’imbarazzo dell’amore
per l’immaginazione
perche’ sono devota
solo
all’indolenza.

Imprevedibili i miei appuntamenti
sono una fuga prima del tempo
un sole che non basta
una notte che mai si schiude
sono impetuosi sussulti tra la sete e il dissetarsi.

Sono cosi’
un silenzio per raccogliermi,
un lento terrore per disperdermi,
un silenzio e un terrore per curare una crudele memoria
non c’e’ luce che possa guidarmi:
Possiedo solo
i miei peccati.

(Joumana Haddad)


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