Erotica, ma anche un po’ pornografica


Avevo intenzione di scrivere qualcosa. Uno di quei raccontini che sono tanto graditi, diversamente da quanto, invece, accade per le lunghe e noiose elucubrazioni sui meccanismi biochimici ai quali pochi sono veramente interessati. Percio’, ieri, avendo un po’ di tempo libero, mi sono piazzata alla tastiera e ho buttato giu’ un paio di paginette intrise di sesso e oscenita’. Un modo come un altro di passare piacevolmente il tempo. Anche perche’, lo dico chiaro, a me il sesso piace davvero… soprattutto se e’ anche condito con un po’ di perversione.

Sono infatti convinta che sul sesso non si possa scrivere usando accortezza, grazia e gentilezza, Ponendo attenzione alle parole che si usano. Il sesso, quello vero, quello che fa andare via di testa e fa dimenticare tutto, e’ istinto e come tale va trattato, anche quando lo si descrive, esattamente come quando lo si fa. Per questo, non disdegno a volte l’uso di termini espliciti, osceni, persino volgari. Altrimenti tutto mi sembra insipido. Mentre se c’e’ qualcosa che amo, sono i piatti molto saporiti.

Comunque, arrivata alla fine, rileggendo quello che avevo scritto, mi sono accorta che, se lo avessi pubblicato, Google mi avrebbe chiuso l’account per pornografia, bannando in eterno il mio IP, oltre a far emettere contro di me un ordine di cattura internazionale per “istigazione alla perversione sessuale”.

Adesso non state li’ a chiedervi cosa mai io abbia scritto di tanto osceno il quel raccontino da farmi prendere la decisione di archiviarlo. Non e’ che sia importante il contenuto (chi ha un po’ di fantasia ed azzarda, puo’ arrivare benissimo ad immaginarlo), ma e’ strano che proprio io sia arrivata a scrivere certe cose, usando parole e descrivendo fatti da farmene quasi vergognare. Io che ho sempre creduto di mantenermi al di qua di quella sottile linea che separa l’erotismo dal pornografico, senza mai sconfinare oltre.

Se infatti penso all’erotismo, penso a quella che e’ la filosofia della mia vita. Finora, non mi sono mai considerata una pornografica, neppure quando esercitavo il mestiere – e sono certa di averne davvero viste e fatte di tutti i colori – e sono sempre stata convinta che, piu’ che una forma d’arte, l’erotismo rappresenti il nostro agire: come ci comportiamo nelle piu’ svariate situazioni della vita. Se si e’ erotici, lo si e’ indipendentemente da cio’ che si fa; si e’ erotici guidando l’auto, camminando per strada, parlando al telefono. Lo si e’ finanche riparando il rubinetto di casa. Anzi e’ soprattutto in tali occasioni, quelle in cui l’erotismo proprio non c’entra per niente, che chi e’ davvero erotico lo esprime maggiormente.

Ma si puo’ essere erotici ed allo stesso tempo anche pornografici? Possono mischiarsi le due cose? Oppure una cosa esclude l’altra? E qual e’ il vero confine fra erotismo e pornografia?

Credo che il corpo femminile si sia evoluto cosi’ tanto nella sua bellezza, che oggi puo’ essere considerato eccitante sia per gli uomini che per le donne. Ma e’ a causa della grande industria della pornografia che si e’ sviluppata intorno a tutto cio’ che molte donne hanno la tendenza a ribellarsi all’idea di essere definite per quello che e’ il loro aspetto fisico, ritenendosi dequalificate se vengono prese in considerazione il loro bel culo, o per le loro tette, prima ancora di essere apprezzate per i loro pensieri.

Io, invece, sono propensa a credere che una cosa non escluda l’altra, e che entrambi, il corpo e la mente, debbano essere ugualmente valorizzati, se possibile resi belli, piu’ belli possibile, per piacere, per attirare interesse, per soddisfare l’atavico bisogno femminile – che e’ anche maschile – di essere ammirate e desiderate. Quindi, penso che non ci sia niente di sbagliato nel coltivare sia il corpo che la mente per aumentare il piacere e la gioia vivere nostra, di chi ci sta accanto oggi, e di chi in futuro incontreremo.

Se il sesso e la sensualita’ sono una parte importante e piacevole della vita da cui traggono godimento sia gli uomini che le donne, dunque l’arte che raffigura o descrive la bellezza della sessualita’ non e’ necessariamente umiliante per il genere femminile, ed e’ con l’uso di tali immagini, oppure con storie e racconti un po’ audaci, che si stimolano entrambi i sessi. Anche se uomini e donne rispondono a tutto cio’ in modo assai diverso.

Ma c’e’ differenza tra pornografia ed erotismo?

Sicuramente c’e’, anche se ancora non mi e’ chiaro se sia solo una questione di forma o anche di sostanza. C’e’ chi afferma che la pornografia sia caratterizzata per essere sempre sessualmente esplicita, percio’ non necessariamente provocante ed eccitante – soprattutto se le persone coinvolte non sembrano divertirsi, cioe’ si capisce chiaramente che sono mosse prima di tutto dalla ricerca di un profitto piuttosto che da un piacere.

Dicono che se c’e’ qualcosa che ruba i sogni delle persone, cristallizzando il loro immaginario erotico e congelando qualsiasi estrosa fantasia, questa e’ proprio la pornografia, con le sue storie tutte uguali e quelle scene che, nel tempo, deludendo sempre piu’ spesso le aspettative, costringono le persone a cercare sempre nuove situazioni e nuovo materiale con cui eccitarsi.

Ma ogni “nuova” offerta di pornografia dopo i primi cinque minuti e’ gia’ “vecchia”: i protagonisti si somigliano tutti, fanno tutti piu’ o meno le stesse cose, i loro organi sessuali sono esposti come pezzi di carne al mercato. Ed i sogni, le fantasie, le emozioni non vengono assolutamente contemplate. Ogni cosa e’ azzerata ai minimi termini, alla semplice raffigurazione esplicita di soggetti erotici o di fatti osceni, a scopo commerciale per chi produce, voluttuario per chi consuma. In sostanza, in tutto cio’ l’intento artistico e’ totalmente assente.

L’erotismo, invece, diversamente, e’ in generale meno esplicito dal punto di vista delle immagini, pero’ risulta essere sempre sessualmente eccitante. Questo proprio perche’ l’erotismo e’ piu’ artistico della pornografia nel catturare la forma e la bellezza del corpo umano nelle sue rappresentazioni piu’ profonde delle emozioni, soprattutto la lussuria e il desiderio, trattando il rapporto sessuale in relazione al sentimento o a una situazione che coinvolge tutti i sensi, non solo quello della vista.

Sembra dunque che l’erotismo, sia esso raffigurativo o descrittivo, ritragga sempre una sana sessualita’, piu’ “sensuale”, ed ovviamente un sesso piu’ gioioso, eccitante, intimo, interessante, piacevole, libero, mentre la pornografia esprima il lato piu’ “oscuro” della persona, il piu’ perverso, quello che non confesseremmo mai.

Posso anche essere d’accordo. Dopotutto, risulta palesemente come la femminilita’ sia piu’ compatibile con l’erotismo di quanto lo sia con la pornografia che, invece, ritengo si concili bene con gli uomini per via della loro sessualita’ piu’ esplicita, diretta e protesa alla rapida esecuzione.

Ma se e’ cosi’, perche’ questa mia perversione? Perche’ ogni tanto, come ieri, mi capita di pensare e scrivere cose che erotiche non sono affatto, ma sono soltanto pornografiche? Anzi, addirittura piu’ pornografiche di quanto, credo, possa arrivare ad immaginare qualsiasi uomo?

Posso supporre che tutto cio’ sia in qualche modo in relazione alla mia sessualita’ “modificata” dopo tanti anni in cui l’ho “usata” a puro scopo commerciale. In sostanza, vendevo pezzi del mio corpo, proprio come avviene nella pornografia. E del resto, “pornografia” e’ una parola che viene dal greco (porne – prostituta e graphè – disegno) ed e’ una rappresentazione del sesso senza sentimenti, quello che viene fatto, appunto, con le prostitute, in incontri occasionali, impersonali, spesso violenti.

A questo punto, tutto sarebbe chiaro: sono erotica per come agisco, mangio, cammino, scrivo, guardo, guido l’auto, riparo il rubinetto di casa… per come faccio l’amore, e mille altri motivi. In definitiva per come vivo. Ma nel contempo sono anche pornografica per cio’ che nella vita ho fatto, e che in fondo mi piaceva.

Tuttavia, c’e’ ancora una domanda alla quale non so dare una risposta sincera: sono veramente diventata pornografica in quanto ho fatto la prostituta, oppure ho scelto di fare la prostituta perche’ fin da prima ero gia’ pornografica?

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