Perche’ le donne sono uno scopo, e gli uomini soltanto un mezzo? – III parte


La strategia procreativa femminile e’ molto diversa da quella maschile. Esiste un limite definito (e non particolarmente alto), al numero di figli che una singola donna puo’ avere. Ma molto piu’ importante e’ lo sforzo metabolico ed il rischio che la gravidanza, il parto e lo svezzamento di un figlio comportano; un costo che tende a essere asimmetrico e molto piu’ a carico della femmina. Le donne, in particolare quelle incinte o hanno figli piccoli, sono estremamente avverse al rischio ed hanno una preferenza intrinseca per una comunita’ che abbia la caratteristica di essere molto ordinata e stabile. Una comunita’ in cui la liberta’ sia barattata per la sicurezza, e dove le meno affidabili risorse private siano sostituite dalle piu’ affidabili risorse collettive. Questa tendenza a preferire la sicurezza alla liberta’ e’ proporzionale alla capacita’ di attrazione sessuale che la donna esercita, poiche’ il rischio di stupro e’ ovviamente maggiore per le donne piu’ attraenti. Il tutto culmina in quella che Christina Hoff Sommers chiama “bureaugamia”, un sistema sociale in cui le donne si affidano allo Stato considerandolo protettore e sostenitore. In sostanza, un capofamiglia. La “bureaugamia” e’ un ibrido formato da tre componenti: l’appetito insaziabile della femmina per la sicurezza, il fondamento su cui si basa una sfrenata democrazia universale, e la burocrazia descritta da Hegel.

La strategia procreativa femminile e’ simile a quella degli organismi unicellulari: una costante e inesorabile pulsione a moltiplicarsi. Tuttavia, l’evoluzione non ha ancora avuto l’opportunità di incorporare nel genoma la consapevolezza del rischio di conflitto che questa strategia crea nei rapporti fra i due generi quando e’ perseguita in una situazione in cui la tecnologia assume un ruolo rilevante. Ed il primo di questi conflitti inerente alla specie e’ che, mentre questa strategia e’ filogeneticamente predominante per le femmine, le caratteristiche che portano all’innovazione tecnologica sono filogeneticamente di predominanza maschile.

In ogni caso, coerentemente con questa strategia, le femmine preferiscono procreare con i maschi importanti della comunita’, e cio’ porta alla tendenza di quest’ultimi a cercare di raggiungere l’importanza come obiettivo principale. L’importanza viene raggiunta in due modi: influenzando o controllando molti altri individui, oppure (o anche) procurando il benessere collettivo. Nel primo caso, il vantaggio e’ che il maschio si posiziona per sfruttare le risorse della comunita’ al fine di incrementare il proprio successo procreativo, e quindi mostra di portare in se’ i geni che favoriscono l’elevazione nella gerarchia sociale. Nel secondo caso, agiscono due distinte pulsioni. La prima e’ simile a quella che riguarda il fascino che hanno gli uomini influenti: la famiglia di un uomo su cui si basa il benessere collettivo puo’ attendersi protezione e gratitudine straordinarie da parte dell’intera comunita’ (dal punto di vista della femmina, la vocazione del maschio a procurare benessere e’ solo un modo per avere influenza all’interno della comunita’ stessa). La seconda pulsione e’ molto diversa. La perpetuazione dei geni che producono individui che hanno speciali attitudini per attivita’ finalizzate alla prosperita’ di una comunita’ e’ di vitale importanza per la sopravvivenza della specie, e cosi’ tali geni vengono selezionati e scelti, dalla naturale “sartoria” femminile, perche’ abbiano maggiori probabilita’ di successo nel propagarsi.

In un apparente paradosso, le femmine spesso scelgono di procreare con i maschi che hanno una predisposizione filogenetica a scatenare il caos, scombinando l’ordine e la stabilita’. Sono questi gli individui che maggiormente perseguono il raggiungimento eroico dell’obiettivo procreativo. La spiegazione per questo istinto e’ che, senza la perpetuazione di geni che portano a tale attitudine, la comunita’ rischia di perdere la sua capacita’ di affrontare le crisi (disordine, instabilita’ e, in particolare, guerre e catastrofi naturali), e quindi e’ in condizione di netto svantaggio rispetto a comunita’ che, invece, hanno mantenuto tale capacita’. Infatti, senza saper affrontare le crisi e risolverle, l’umanita’ sarebbe da tempo gia’ estinta. Colui che sovverte l’ordine, e’ normalmente disprezzato perche’ minaccia di provocare la devastazione, pero’ d’altro canto, e’ anche colui che, maggiormente portato ad azioni eroiche, viene venerato nel momento in cui salva la comunita’ da problemi molto piu’ gravi.

Per paradosso, i maschi – molti dei quali hanno una predisposizione filogenetica a scombinare l’ordine e la stabilita’ – spesso scelgono di procreare con le femmine che piu’ sono avverse al rischio ed ostili verso tutto cio’ che minaccia l’ordine e la stabilita’. La spiegazione e’ che influenze stabilizzanti e conservative hanno un grande valore per la sopravvivenza, ma anche perche’ sono questi i tratti piu’ favorevoli per allevare con successo i figli.

E’ bene ricordare alcune caratteristiche di base, alcune dimorfiche, altre no, che giocano un ruolo fondamentale nella percezione del desiderio sessuale. Il rapporto vita-fianchi nelle femmine preferito mediamente dai maschi e’ di 0,65, mentre quello preferito mediamente dalle femmine per quanto riguarda i maschi e’ di 0,85. Le femmine preferiscono maschi con un collo proporzionalmente piu’ grosso, mentre i maschi preferiscono femmine con un collo in proporzione piu’ sottile. Altri marcatori tipici della soffusione di estrogeni che accompagna la normale puberta’ femminile sono il mento piccolo, le labbra carnose, il seno di grandi proporzioni, e gli occhi leggermente prominenti. Queste caratteristiche sono attraenti per la media dei maschi, quantunque, di per se’, il loro valore adattivo sia quasi nullo.

C’e’ un particolare, fra questi, che rende unica la specie umana: il seno della femmina che e’ voluminoso anche quando non c’e’ alcun bambino da nutrire. Questa caratteristica viene spiegata dal bipedismo umano e dall’accoppiamento frontale, unico tra i mammiferi, benche’ sia recente la scoperta (ancora in fase di verifica) che, in rare occasioni, anche certi primati come i gorilla userebbero accoppiarsi frontalmente. Un seno pieno ricorda, infatti, la forma dei glutei, ed il richiamo che esercita sul maschio e’ evidente: si tratta di una reminiscenza di quando gli antenati degli uomini si accoppiavano ancora posteriormente.

Durante la puberta’, la lunghezza delle gambe femminili aumenta, e le gambe lunghe sono motivo di attrazione per i maschi, perche’ indicano quelle femmine che, avendo avuto una crescita sana, sono portatrici di una migliore qualita’ genetica per la procreazione.

Sebbene grandi differenze di qualita’ ereditarie tra due donne entrambe in eta’ fertile siano difficilmente individuabili, i maschi preferiscono nettamente le femmine che mostrano i segni fisici della gioventu’. Questi segni sono presenti dall’adolescenza fino a circa 27-28 anni. La robustezza fisica della gioventu’ e’ direttamente e indiscutibilmente associata alla capacita’ di portare avanti con successo la gravidanza, il parto e lo svezzamento dei bambini. Inoltre, le giovani donne hanno minori probabilita’ di subire lesioni, contrarre infezioni o malattie. Questo spiega il perche’ di questa preferenza maschile.

Le femmine sessualmente mature preservano le caratteristiche infantili in misura ben maggiore di quanto non sia per i maschi sessualmente maturi. Il vantaggio principale di questo dimorfismo adattivo e’ l’elevato potenziale di espressivita’ psicologica che la femmina ottiene. Conseguentemente, dato che l’istinto degli adulti e’ quello di prendersi cura dei bambini, accudirli, proteggerli e coccolarli, i maschi si sentono portati ad un atteggiamento protettivo nei confronti di chiunque abbia tratti infantili. Alcune di queste caratteristiche dell’infanzia che permangono nelle giovani donne, attenuano la possibilita’ di subire atteggiamenti ostili (e quindi danni) e tendono ad essere benefiche in generale, compensando l’indiscussa inferiorita’ fisica rispetto al maschio. Ma questa preferenza maschile per le giovani femmine (in quanto superficialmente hanno tratti similari a quelli di bambine), che serve alla specie per autopreservarsi, puo’ a volte essere deviata in un’attrazione patologica, cioe’ in una preferenza per i bambini come oggetto di attenzioni sessuali.

Indicatori tipici della soffusione del testosterone che accompagna la normale puberta’ maschile sono il mento grande, la fronte prominente, gli occhi relativamente infossati, le sopracciglia folte, i peli sul viso, la voce forte e profonda, e la muscolatura di grandi proporzioni. Queste caratteristiche sono in media attraenti per le femmine. Il valore adattivo di queste caratteristiche e’ chiaro: promuovere la robustezza fisica, l’efficacia produttiva e sociale e, in generale, la resistenza ai danni (i peli sul volto maschile hanno come prerogativa quella di nascondere le lesioni che potrebbero essere interpretate come segno di vulnerabilita’).

Una forte preferenza per la simmetria del volto e del corpo e’, in ogni caso, comune per entrambi i sessi. Asimmetrie somatiche e cosmetiche registrano disfunzioni organiche o causate da stress ambientali. In sostanza, manifestano l’incapacita’ di un individuo di aderire al “progetto” codificato nei suoi geni, ed evidenziano una refrattarieta’ all’adattamento.

Le femmine, in contrasto con i maschi, non hanno, di per se’, preferenze particolari di eta’, ma preferiscono maschi che dimostrano un’eccezionale capacita’ di comando, di sopravvivenza e produttiva. Questi attributi sono maggiormente evidenti nei maschi piu’ anziani, pero’ anche quelli giovani esercitano una particolare attrazione, in quanto hanno il vigore fisico della gioventu’ con il quale possono provvedere alle richieste fisiche della femmina, oltre ad un’immaturita’ psicologica che facilita la loro manipolazione da parte della donna.

I maschi sono sessualmente stimolati dalle immagini dei genitali femminili, mentre le femmine restano relativamente insensibili alle immagini dei genitali maschili. Questo si spiega con i ruoli diversi che i due sessi hanno nella procreazione. Il maschio ha il ruolo attivo e l’accondiscendenza e la cooperazione della donna non e’ necessaria, ma solo facoltativa. Percio’, mentre nei maschi il desiderio immediato avviene in modo meccanico, innescato dalla vista dei genitali femminili, nelle femmine non e’ consequenziale, ed un istinto simile non si sviluppato in modo chiaro. Le femmine, tuttavia, sono sessualmente stimolate da immagini di volti di uomini desiderabili e da altri elementi legati alla personalita’, come ad esempio l’importanza dell’individuo nel contesto sociale, e la sua predisposizione all’eroismo.

Nell’era attuale, e in un contesto industriale e tecnologico, le preferenze di entrambi i sessi per una corporatura atletica e una pelle abbronzata sono esaltate rispetto al passato perche’ questi tratti sono diventati indicatori di benessere e quindi di idoneita’ dell’individuo a creare tali condizioni anche nella comunita’. Nel momento in cui la tecnologia rende possibile un’offerta di cibo regolare e affidabile per la prosperita’, il vantaggio del grasso in eccesso collegato alla sopravvivenza svanisce, cosicche’ l’opposto diventa un elemento attraente. Con l’anoressia, questa tendenza raggiunge il punto di diventare patologia.


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