Le donne lo sanno fare meglio


Il titolo potrebbe anche far pensare ad una provocazione e qualcuno (lo immagino) avra’ subito pensato a quello che immediatamente viene in mente. Ma il post di oggi non vuol essere riferito tanto a cio’ che le donne sanno fare meglio da sempre, quello che gia’ sappiamo e su cui non esistono dubbi, quanto a cio’ che le donne saprebbero far meglio laddove gli uomini hanno la millenaria convinzione di essere loro ad eccellere.

Se adesso scrivessi “d’emblée” (oqquantomipiace questo termine che ho appena scoperto ed inserito nel mio personale vocabolario) che le donne sanno fare praticamente tutto, o quasi, meglio degli uomini, forse verrei additata come una matta o, nel migliore dei casi, come un’esaltata femminista e mi attirerei l’antipatia anche di quelle (poche) persone che ancora non sono arrivate a detestarmi del tutto. Ma chi mi conosce sa che quando inizio a scrivere qualcosa che riguarda certi temi in cui vengono trattate le diversita’ fra uomini e donne (ovviamente ridimensionando le qualita’ dei primi ed esaltando le qualita’ delle seconde in modo “fazioso” come al mio solito), ho gia’ pronte le pezze d’appoggio con le quali dimostrare le mie “astruse” tesi. Non bisogna mai scordare che sono una scienziata, e dimostrare quanto affermo e’ per me piu’ importante che ottenere un consenso “fideistico” intorno alle mie affermazioni.

Bene, dopo aver fatto sfoggio di alcuni termini assai ricercati, inusuali per chi non e’ di madre lingua italiana, in onore a coloro che si sorprendono per la mia capacita’ di scrivere nella lingua di Dante e mi dicono che lo faccio meglio di molti italiani, ricordando loro che conoscere bene una lingua non e’ un merito di chi l’ha studiata, ma un demerito di chi, essendo addirittura di madre lingua, non si e’ mai preso cura di perfezionarla, mi addentro nel cuore dell’argomento: perche’ dico con convinzione che le donne sarebbero piu’ adatte degli uomini in tutto cio’ che attualmente e’ territorio prettamente affidato al maschio, cioe’ nell’economia, nella politica, nell’organizzazione del sociale e persino in campo militare?

In modo specifico affermo che le donne sarebbero migliori degli uomini in tutto cio’ che concerne l’assunzione di decisioni fondamentali che riguardano innanzi tutto la gestione e la tutela del livello di benessere raggiunto. Ed affermo anche che gli uomini hanno usurpato questo ruolo, che stanno continuando ad occuparsi di questioni nelle quali sono meno competenti, almeno dal punto di vista pratico, e che la loro gestione “fallimentare” ha piu’ volte causato disastri che avrebbero potuto essere evitati. Disastri che hanno dilapidato il “capitale” accumulato. Un capitale economico, politico e culturale che avrebbe dovuto essere l’eredita’ per le generazioni successive.

Cio’ che ho appena affermato, anche se un po’ infiocchettato dalle mie ben note opinioni personali, risulta anche da numerose ricerche nell’ambito della biochimica che hanno messo in relazione gli ormoni prodotti dalle donne e dagli uomini con i vari campi in cui entrambi i generi, sempre piu’ in competizione fra loro, si muovono. Le ricerche hanno infatti stabilito in modo scientifico che le donne, se solo fosse permesso loro di avere uno spazio maggiore per gestire ed organizzare le scelte fondamentali, sarebbero le piu’ adatte a creare condizioni di vita migliori per tutti ed un benessere assai piu’ alto di quello attuale.

Qualcuno dira’ che non esiste la controprova, che sono soltanto supposizioni, che comunque, uomini e donne poco si differenzierebbero nelle loro azioni in quanto entrambi hanno i medesimi pregi e difetti. C’e’ a chi piace credere che non esiste un genere migliore dell’altro e che in fondo tutto il mondo e’ paese. Legittimo. Non lo condivido, ma e’ legittimo. In fondo fa bene sentirsi in equilibrio nei propri giudizi e poter dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Tutti quanti sullo stesso piano. Ci pare quasi di essere “buoni dentro”… “moralmente a posto”. Ma e’ la ragione, la mia ragione, che si rifiuta di accettarlo, perche’ il modo in cui la Natura ci ha creati, femmine e maschi, complementari e non speculari, mi dice tutto il contrario. Percio’ cerchero’ di spiegare anche stavolta perche’ sono convinta che donne e uomini non siano uguali in niente. Neppure nel modo in cui gestirebbero questo pianeta.

Torniamo dunque al nostro assunto. E’ stato osservato che le donne sono piu’ propense degli uomini a gestire gli investimenti in modo “conservativo”, a salvaguardare cioe’ i profitti realizzati e a non esporre il capitale a rischi eccessivi. E per quale motivo le donne sono maggiormente avverse al rischio? Bizzarria femminile? Vigliaccheria congenita? No. Il motivo e’ che non sono cosi’ sicure di se stesse come invece lo sono gli uomini. Cio’ che viene chiamata, talvolta con accezione negativa, “insicurezza femminile”, in finanza e negli affari, si traduce invece in un miglior rendimento ed in maggiori guadagni.

Perche’ lo dico? Perche’ e’ stato scoperto, prendendo un campione formato da trader di borsa della Merrill Lynch, che le donne battono gli uomini nel rendimento per un buon 1% su base annua. Il motivo e’ perche’ le donne tendono meno a rimanere in un investimento troppo a lungo. Evitano cioe’ di rischiare oltre un certo limite ed accantonano i profitti. Inoltre, da un altro studio condotto dalla societa’ d’investimento Vanguard, che ha coinvolto oltre due milioni e mezzo di investitori, e’ risultato che durante l’attuale crisi finanziaria, gli uomini hanno una maggiore propensione, rispetto alle donne, a vendere le azioni ai minimi storici, causando ovviamente maggiori perdite tra i trader di sesso maschile. In sostanza, in ambito finanziario, le donne guadagnano di piu’ perche’ non si espongono a quei rischi a cui, invece, si espongono gli uomini.

Qual e’ dunque il problema che hanno gli uomini? E’ il fatto che essi pensano di sapere sempre cosa stanno facendo, anche quando in realta’ non sanno assolutamente cosa stanno facendo. La ragione di questa eccessiva confidenza in se stessi e di questa ipersicurezza e’ di natura biologica. Piu’ precisamente “neuroeconomica”. La neuroeconomia e’ un ramo della biochimica che studia il legame esistente tra gli impulsi ormonali e neurologici e le decisioni finanziarie.

Testando quindi le risposte che da’ l’ormone maschile di fronte a decisioni di tipo finanziario e’ stato scoperto che il testosterone – l’ormone che rende gli uomini… uomini, ma che da’ anche loro energia nei momenti in cui devono competere – ha dei picchi durante i momenti in cui hanno le loro decisioni si traducono in un successo, e cio’ a lungo andare porta sia all’assunzione di rischi non gestibili, sia ad un atteggiamento di onnipotente infallibilita’.

E’ il cosiddetto “effetto vincitore”, quello che e’ stato osservato negli atleti durante le competizioni sportive e che sembra possa essere applicato anche ai trader di sesso maschile. Che cos’e’ l’effetto vincitore? E’ cio’ che si verifica quando due maschi entrano in competizione: il loro livello di testosterone cresce, aumentando la loro aggressivita’, la loro massa muscolare e la capacita’ del loro sangue di trasportare piu’ ossigeno. Cio’ modifica pero’ anche la loro propensione al rischio.

Gran parte di questo testosterone rimane infatti in chi vince una competizione, mentre si scioglie velocemente in chi la perde. In termini evolutivi, e’ come se il perdente si ritirasse nei boschi per leccarsi le ferite. Nel round successivo, accade pero’che il vincitore abbia gia’ alti livelli di testosterone, ed inizi cosi’ con un vantaggio. In sostanza, chi vince continua a rafforzare se stesso ogni volta che vince, in una spirale che lo porta a non smaltire mai del tutto il testosterone accumulato.

Gli steroidi (il testosterone lo e’), come la maggior parte delle sostanze chimiche prodotte dal corpo, pero’, hanno una curva di risposta che e’ ad U rovesciata, vale a dire che, quando se ne hanno bassi livelli, manca la vitalita’ e cio’ non favorisce le attivita’ fisiche e mentali. Ma, come crescono di livello si ottengono prestazioni migliori, piu’ nitide e mirate. Ma tutto cio’ avviene fino al raggiungimento di un livello ottimale, dopodiche’ l’aumento di tale sostanza non produce piu’ effetti benefici ma, al contrario, ne produce di dannosi. Nel caso del testosterone gli uomini iniziano a fare cose stupide.


Quando cio’ accade agli animali, essi escono troppo allo scoperto, si mettono ad attaccar briga con troppi avversari, trascurano i doveri genitoriali e pattugliano aree di terreno che sono troppo grandi per le loro possibilita’. In breve, si comportano come dei presuntuosi con il delirio di onnipotenza, ed e’ quello il momento in cui subiscono dure sconfitte.

Le donne, il cui testosterone e’ solo il 10% di quello maschile, sembrano invece essere piu’ assuefatte al fenomeno, lo smaltiscono con piu’ facilita’, quindi non hanno accumuli di steroide che si portano dietro ad ogni round successivo. Subiscono, in definitiva, meno gli effetti negativi di un eccesso testosteronico ed hanno dunque sempre ben presente il rischio a cui vanno incontro.

Anche cio’ ha una ragione evolutiva: la Natura ha creato i meccanismi per proteggere maggiormente le femmine perche’ in termini procreativi sono piu’ preziose dei maschi che, invece, possono essere “spendibili” in situazioni di maggiore azzardo. Quindi, in sostanza, la Natura ha dotato le donne di un maggior “sangue freddo”, percio’ si esaltano di meno per le vittorie che conseguono, e compiono minori azioni stupide e controproducenti. Per cio’ che riguarda il nostro esempio sui trader di borsa, le donne accantonano i profitti per tempo prima che questi vengano risucchiati da comportamenti azzardati.

Ma la gestione finanziaria non e’ l’unico campo che potrei citare in cui le donne hanno la qualita’ di eccellere proprio per la loro bassa produzione di testosterone. Cio’ si traduce, infatti, anche in una migliore capacita’ organizzativa e decisionale in cui le possibili variabili vengono prese in considerazione con maggior attenzione, e questa minore propensione al rischio, unita al loro compito naturale di protettrici della prole, le rende piu’ adatte a gestire quelle situazioni politiche e militari ove la perdita di lucidita’ provocata dall’eccessivo accumulo di testosterone, potrebbe causare dei veri e propri disastri. Se, alla luce di quanto detto, appurato che corrisponda a verita’, si dovessero affidare i codici di lancio di armi nucleari, forse ci sentiremmo piu’ sicuri se questi fossero in mano femminili piuttosto che maschili. Esattamente come lo sarebbero eventuali investimenti finanziari.

Non e’ dunque una questione di faziosita’ se dico che uomini e donne sono diversi e le donne farebbero meglio certe cose, perche’ per quanto ci possiamo sforzare di essere “politicamente corretti”, le sostanze prodotte dal nostro organismo agiscono come droghe e non lasciano molto spazio al libero arbitrio. E’ la biochimica che guida i nostri comportamenti. Ma a parte l’esempio finanziario, il minore accumulo di testosterone, in situazioni competitive o di stress, rende le donne piu’ adatte in ogni campo in cui la capacita’ di decidere velocemente calcolando i rischi, cercando di preservare uno stato di sicurezza, e’ un elemento fondamentale. Quindi aggiungerei anche migliori soldatesse, poliziotte, autiste, giocatrici d’azzardo, ma anche, come ho gia’ avuto modo di dire, migliori leader mondiali.

Naturalmente, per la maggior parte delle donne, niente di tutto cio’ che ho scritto e’ una rivelazione.

La mia mano per far girare la Terra
La tua per dare le vertigini

La mia mano per scrivere la storia
La tua per raccontarla

La mia mano per porgere l’acqua
La tua per berla

La mia mano per disegnare la strada
La tua per camminarci

La mia mano per generare un fulmine
La tua per esserne abbagliata

La mia mano per far crescere l’albero
La tua per raccoglierne i frutti

La mia mano per sussurrare il tuo nome
La tua per gridare il mio

La mia mano per dimenticare ieri
La tua per vincere l’oggi
Le nostre
per
inventare
il domani

(Joumana Haddad)


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