Risposta aperta da parte del Tafanus


Ogni tanto, mi piace farmi un giro in qualche blog che ritengo particolarmente interessante per il modo intelligente con cui affronta argomenti di carattere sociale e politico e, quando ho tempo, vi lascio qualche commento, cosi’ per alimentare la discussione. Poiche’ riguarda, appunto, una risposta ad un mio commento, riporto dunque questo post dal Blog del Tafanus.

“Chiara di Notte mi pone un quesito in un commento sugli “Off Topics” di oggi:

“Taf, ti vedo sempre piu’ incazzato (e preoccupato). Tu hai parlato di “incazzamento oltre il limite”, ma in ogni caso cerco di spiegare dentro di me cosa possa condurre un uomo che fino a qualche mese fa parlava di “rappresentanze parlamentari”, era contro il populismo alla Travaglio e assai contenuto nel linguaggio (potrei dire un “moderato di sinistra”), ad aver cambiato in parte la sua opinione: i toni si sono fatti aspri, hai parlato di forconi ed oggi trovo la tua “cassandrica” previsione su un eventuale golpe militare.

Golpe che, fra l’altro, e’ anche ipotizzato da Giorgio Bocca nella sua intervista al Fatto Quotidiano.

A proposito, nell’intervista c’e’ anche una durissima critica al PD. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.” Chiara di Notte

Chiara, mi costringi ad una risposta articolata, che ti do comunque volentieri. E lo faccio in un post. Un commento sarebbe inadeguato, un post mi permette di chiarire, e di completare i pensieri esposti negli off topics.

Lettera a Chiara di Notte – Il fatto è che ho esaurito le mie riserve (peraltro scarse) di buona educazione. Sono cambiato io perchè sono cambiati loro. Ormai hanno perso totalmente la testa. Non riescono più a leggere gli umori della gente. Pensano di poter fare strame dei diritti acquisiti, delle leggi ordinarie e della Costituzione (che continuo, come vedi, a scrivere con l’iniziale maiuscola). A questa gente sanguina il cuore se devono alzare di un millimetro le tasse a se stessi ed alle loro cosche, ma non sanguina il cuore se vedono privare per due anni un impiegatuccio statale della liquidazione, o di rinviare di anni i progetti di vita di chi pensava di andare in pensione in un certo anno, e scopre per per volere di un cazzone come Bossi deve rinviare di 5 anni, anche se putacaso nel frattempo sarà senza lavoro e senza pensione.

A volte ricevo (come Tafanus, non come Antonio) lettere disperate che non pubblico, per il rispetto che ho della privatezza del dolore altrui (io sono un privilegiato, avendo una dignitosa pensione da dirigente d’azienda, una bella casa, figlie indipendenti, e quasi mi vergogno del mio stato, pur essendomi fatto il mazzo dal 1960 fino ad un paio di anni fa). Questa volta voglio fare un’eccezione. Ecco cosa mi scrive uno sconosciuto e disperato lettore, pur senza essere toccato dalla bella idea di rubare gli anni di anzianità PAGATI per università e servizio militare (figurati in che condizioni si troverebbero quelli che si vedono proporre da un giorno all’altro un altro scalone, questa volta di 4/5 anni):


Caro Tafanus,

sono un cassintegrato di 56 anni con azienda fallita: alla fine della mobilità, con 6/8 mesi di contributi volontari, arrivavo ai benedetti 40 anni di contributi. Adesso con il ” ritocchino ” sulle pensioni mi tolgono un anno di pensione e poi con la finestra un’altro anno. Dopo il 2015 partiranno le finestre scorrevoli “sulla vita media residua”, e così vedrò la pensione a 67 anni. Ed io come faccio a campare per quasi 10 anni? Vado a rubare??? Chi mi prenderà più a lavorare a questa età? Sono veramente angosciato. Non si può fare veramente nulla? Saluti.

(lettera firmata) C.A.


Capisci, Chiara? io a questa persona che cazzo posso rispondere, se non stupide banalità consolatorie? Credimi, non sono disperato per il mio stato, ma per l’impotenza nel dare risposte a questa gente. Non sopporto più di stare a guardare, dalla mia comoda casa, questa gente che affonda.
E ogni giorno aumenta il numero di persone con l’acqua alla gola.

Quanti devono diventare, e quanto devono essere disperati, prima di decidere che la soluzione può essere solo violenta? Perchè per 17 anni questi non hanno avuto un solo attimo di resipiscenza e di umanità: sempre a pestare su lavoratori a basso reddito e pensionati, sempre ad imbottirsi di soldi, case, prebende e viagra. Fauci senza fondo, e mortadella sugli occhi e sul cuore.

Si, ogni tanto il linguaggio cambia, e me ne scuso. Ma ormai non trovo metafore eleganti al concetto di “metterla nel culo”. Voglio che la gente si incazzi. Nel mio subconscio, forse aspiro al piccolo martirio. Forse spero che mi sbattano in galera per calunnia, diffamazione, oltraggio, istigazione all’odio. Un motivo si può sempre trovare. Forse spero che questo susciti una piccola o grande sommossa in rete, dove tutto sommato un piccolo peso specifico credo di averlo. Forse mi illudo, e sto parlando a gente che appena si vedrà restituire i quattro anni di università, e/o l’anno di servizio militare, ricomincerà a votare per il nano. Menomalechesilviocè.

Sono ancora – e sempre più convintamente – contro i movimenti populisti. Muoiono come le mosche, uno dopo l’altro. I girotondi, Il grillismo, il dipietrismo, il violismo, il renzismo… Sotto a chi tocca. Di Travaglio spesso ho parlato bene, da quando è salito su quei carri parlo male. C’è salito talmente bene che da quando è amico di Di Pietro, lui che sui suoi “carta canta” fustigava tutti, scovandone le contraddizioni, non ha MAI pubblicato un solo “carta canta” su Di Pietro. Dimenticanza? Mancanza di materia prima? Andiamo… Semplicemente, come tutti, non bastona i suoi amici di turno, ma solo gli altri.

Un giorno una mia amica italo-australiana, ammiratrice persa di Travaglio, avendo io per l’ennesima volta chiesto a Travaglio perchè fosse sparita qualsiasi traccia di Di Pietro dai suoi “carta-canta”, mi sono sentito rispondere che “io con Travaglio sono d’accordo sempre e comunque”. A prescindere. Le ho risposto che “sempre e comunque” io non ero d’accordo con nessuno, neanche con me stesso, perchè solo i cretini non cambiano mai idea, ed io mi riservo il diritto di darmi del cretino, ogni tanto. Io le mie idee le sottopongo a verifica non dico tutti i giorni, ma quasi. Fine dell’amicizia. Ora è una delle sole due persone che sono rimaste a commentare, tre o quattro volte all’anno, su un blog nato per “farmela vedere”.

I forconi – Possono essere di tanti tipi. Possono essere anche uno sciopero ad oltranza che paralizzi il paese per settimane, in stile sciopero dei minatori in Inghilterra. Dove, per inciso, alla fine a vinto la Tatcher. Ma Silvio non è la Tatcher, Silvio è un culo flaccido, una mente flaccida, un uomo che senza viagra non ha le palle neanche in politica.

Lo abbiamo visto in questi giorni. Fa la Manovra Epocale, i suoi scherani applaudono, il giorno dopo la gente si incazza, Silvio dice che “c’è spazio per rivedere e migliorare”, e in una settimana si passa ad un’altra Manovra Epocale, totalmente diversa dalla precedente Manovra Epocale.

“Manovra Epocale” dovrebbe significare “manovra che resiste al tempo”, non dico per un’epoca storica, ma almeno per un paio di giorni. Le sue, più che “Manovre Epocali”, sono Manovre Minutali. Reggono 120 minuti.

Poi ci sono i forconi fisici.
Non faccio istigazione alla violenza. Faccio previsioni. Gli italiani sono stati succubi dell’idiota di Predappio per vent’anni. Poi è arrivato il 25 aprile. E’ arrivato quando hanno visto che non avevano più casa, lavoro, pane, l’oro regalato “alla Patria”. Non avevano più l’Impero, il “Sole che Sorgi Libero e Giocondo” e i treni che arrivavano in orario. Anzi, per dirla tutta, non avevano proprio più i treni, e neanche i binari, i ponti, le stazioni. Avevano – i più fortunati – le tessere annonarie. E si sono incazzati. Devo dissuaderli dall’incazzarsi? non ci penso neppure! Che facciano. Che si incazzino, sempre di più. Io intanto mi preparo, seguendo un corso per corrispondenza da “tricoteur”.

E dopo i forconi, arriveranno i militari. Il meccanismo è sempre uguale. Prendono il potere per il nostro bene, e sempre “su richiesta del governo legittimamente eletto dal popolo”, e per poco tempo. Giusto quello che serve per ristabilire l’ordine, portare il paese a nuove elezioni, e poi ritirarsi in campagna a coltivare l’orticello. In genere questo processo dura dai 20 ai 50 anni. Questo paese o si sveglia – ma di brutto – nei prossimi sei mesi, o si sveglierà morto.

Una conclusione di sintesi? sono io ad essere diventato più violento e maleducato? No, sono loro che sono diventati più delinquenti e figli di puttana. Io parlo il loro linguaggio, sperando di aiutarli a capire. E di poter tornare presto alla mia buona educazione (istituzionale e verbale).

E veniamo a Giorgio Bocca. E’ un giornalista che ho sempre stimato.
Mai stato nel suo partito, il PSI. Lui non ha appoggiato tutto il PSI, ma solo l’ala perbene, pulita e quindi perdente. Per capirci: non era coi Teardo, i Martelli, i Craxi, i Cicchitto, ma cogli Aniasi, i Pertini, i Lombardi. Con Bocca mi sono trovato spesso d’accordo, ma non “sempre e comunque”, come la mia “amica” con Travaglio. Veniamo ai punti di Bocca che mi citi (credo come stimolo alla discussione):

Bocca vede “un’assoluta identità” tra il Pd e il Partito socialista di Bettino Craxi.

Non sono d’accordo. Fra il PSI dei Craxi, dei Martelli, dei Teardo, dei Signorile e il PD c’è un abisso. In quello rubare era la norma, e le voci in dissenso poche: Pertini, Lombardi, in parte Rino Formica (quello che “il convento è povero, ma i monaci sono ricchi”). Niente conti Protezione. Durante Mani Pulite due terzi di quelli beccati con le mani nella marmellata erano targati PSI. Nel PDS, nonostante il diuturno impegno delle Parenti e dei Nordio (che ha indagato per tre anni solo su D’Alema e le coop rosse), hanno trovato solo il Compagno G. Finalmente hanno un Tedesco e un Penati, che nessuno, nel PD, si sogna di difendere.

Quanto a onestà per Bocca tra destra e sinistra cambia poco, “Bersani non dovrebbe fare un passo indietro, ma un tuffo nel mare”

Non condivido. Capisco la rabbia e il dolore di Bocca, che sono anche la mia rabbia e il mio dolore, ma non condivido. Non scivoli anche lui nel qualunquismo. Non mitizzo la sinistra di oggi, ma io le differenze le vedo, belle, grosse, misurabili e persino misurate. Vogliamo stare ai tempi nostri? Ti rinvio ad un [post del Tafanus] recentissimo (24 luglio) sulla propensione a delinquere nei vari partiti, sulla base dei rinviati a giudizio fra i circa 1000 parlamentari, in rapporto alla loro “quota” in parlamento: ebbene, la propensione a delinquere nel PdL è 3,9 volte superiore a quella nel PD. I leghisti (quelli che “Roma Ladrona”) hanno una propensione a delinquere più che doppia rispetto al PD)

No, mi spiace per Bocca, al quale devo molto – come devo molto a Roberto il Partigiano, a Pertini, a Ciampi, a Boldrini, a Tina Anselmi, e a tutti coloro che sono andati in montagna affinchè tu e io potessimo oggi scrivere quello che scriviamo, ma non condivido la teoria del “siamo tutti uguali”.

Queste teorie lasciamole, per piacere, a Beppe Grillo. Il PDL ed il PDmenoElle sono solo delle esemplari scemate. Noi non abbiamo mai difeso i nostri Tedesco, Penati e quant’altro. Mai gridato al complotto delle toghe azzurre (esistono, esistono…). Mai gridato alla “giustizia ad orologeria”. Marrazzo si è dimesso in 48 ore, Berlusconi è rimasto saldo al suo posto, pensando di esorcizzare le sue maialate facendo battute insulse sul bunga-bunga come introduzione ad ogni comparsata pubblica.

A Penati abbiamo chiesto di rinunciare alla prescrizione. Che lo faccia o meno, noi glielo chiediamo, con forza. Nessuno ha chiesto a Berlusconi, o a Verdini, o a Dell’Utri, di rinunciare ad alcun privilegio legato alla funzione. Anzi! il mare di leggi ad Silvium e di “lodi” indicano un percorso del tutto opposto. Spero che ciò che ha scritto Bocca sia frutto di un momento di rabbia. Ma la rabbia non dovrebbe MAI far perdere di lucidità.

Quanto a onestà per Bocca tra destra e sinistra cambia poco, “Bersani non dovrebbe fare un passo indietro, ma un tuffo nel mare”

Bersani dovrebbe fare non un passo indietro, ma buttarsi dalla rupe? E perchè mai? Grandi sue colpe personali non ne vedo. Prima dell’affaire Penati, aveva portato il PD dal baratro al 29%, a primo partito italiano, 7 punti avanti all’invincibile armata di Arcore. Poi è arrivato Penati, ma Bersani non lo ha difeso, lo ha scaricato, e gli ha chiesto di andarsene, di rinunciare alla prescrizione, di farsi processare, se sarà rinviato a giudizio. Ha sbagliato a valutare una persona? In tanti, abbiamo sbagliato. Hanno sbagliato due terzi dei sestesi quando lo hanno plebiscitato a sindaco, e più della metà degli abitanti della provincia di Milano. Anch’io ho sbagliato, e la delusione su Penati è pari solo alla fiducia che gli avevo accordato. Se si deve buttare dalla rupe Bersani, in tanti dovremmo seguirne l’esempio.

L’unico pericolo è che questa intera classe dirigente, per non andare in galera, faccia un golpe. Proveranno a tirare avanti, come hanno fatto fino a ora.

Concordo sul pericolo crescente di un golpe, ma non sugli autori. Se in Italia ci dovesse essere un golpe, non lo farà né lo screditato puttaniere Berlusconi, né il Ministro Maria Benito “Gnazzzio” La Russa con pizzetto alla Italo Balbo, né il tamburellista Maroni o il dentista Calderolo. Se ci sarà un golpe, questo sarà fatto dai poteri economici, che compreranno ed useranno il braccio armato di qualche corpo “Speciale”. A buon intenditor…

Mi scuso per la lunghezza della risposta, ma spero che serva a te leggerla, almeno quanto è servito a me scriverla. Non è uno sfogo, è autoanalisi. Un abbraccio

Tafanus”


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