5 e 99 al minuto


Amadeo Sfigatti, un disoccupato abbandonato dalla moglie, mentre tenta di chiamare il numero verde de “La Samaritana”, un’associazione che si occupa di prestare aiuto a chi vuole suicidarsi, compone per errore il numero di un telefono erotico a pagamento.

Donna (con voce sensuale): “Ciao.”

Amadeo: “Salve. Parlo con La Samaritana?”

Donna (con voce ancor piu’ sensuale): “Per 5 e 99 al minuto, posso essere tutto quello che vuoi, amore.”

Amadeo: “Co… cosa? Fate pagare adesso? Non che sia importante, perche’ non credo che saro’ ancora vivo al momento del conto. Come si chiama?”

Donna: “Deborah… la samaritana, la samaritana sexy. Qual e’ il tuo nome, carino?”

Amadeo: “Amadeo… con due A. Spero lo scrivano giusto sulla lapide.”

Deborah: “Sono una doppia A anch’io, Amadeo.”

Amadeo: “Cosa?”

Deborah (ridacchiando): “36. Doppia A. E’ la mia taglia di reggiseno. Sembra che hai bisogno di un po’ di coccole, vero Amadeo?”

Amadeo: “In realta’ ho chiamato per chiedere se puo’ aiutarmi a morire.”

Deborah: “Se vuoi che ti faccia morire, allora hai scelto la ragazza giusta, tesoro. Sono bravissima a far morire quelli come te. Com’e’ che ti piacerebbe farlo? Che ne dici con me sopra nella posizione dell’amazzone?”

Amadeo: “Non la conosco neppure. Perche’ dovrebbe starmi sopra?”

Deborah: “Perche’ sono calda, appassionata e sensuale, con lunghi capelli neri, la pelle liscia come la seta e un bel fondo schiena, perfetto e tonico che aspetta solo che la tua pulsante virilita’ esplori le profonde caverne del mio corpo.”

Amadeo (scettico): “E’ sicura di essere La Samaritana?”

Deborah (con passione): Lo sono nella carne, Amadeo. Una samaritana abbronzatissima e morbida che ha solo voglia di strusciare la sua carne contro la tua carne.”

Amadeo: “Beh, deve prima tirarmi fuori la testa dal forno. No aspetti… non funziona. E’ elettrico.”

Deborah: “Non c’e’ bisogno che ti strusci a un forno, Amadeo. Sei cosi’ caldo, che le mie dita bruciano al solo toccarti.”

Amadeo: “Ho una corda nel garage. Magari potrei legarla alla trave in cucina…”

Deborah: “Corda? Oh, ma allora sei un birichino! Su chi stai pensando di usarla la corda?”

Amadeo: “Su me stesso. Che razza di domanda e’?”

Deborah: “Mmm… sai cosa vorrei fare con quella corda? Vorrei metterti a torso nudo e legarti alla testata del letto. Poi ti passerei la mia calda e umida lingua sul corpo, leccando ogni centimetro della tua pelle, facendoti fremere fino a quando non ne potresti piu’ e mi chiederesti misericordia.”

Amadeo: “Chiedere alla Misericordia? Ho provato a chiamare ma non c’era nessuno.”

Deborah: “Poi ti sfilerei lentamente i pantaloni, facendoli scorrere giu’ per le gambe, agguanterei i tuoi glutei con le mani, e mi metterei a ciucciare voracemente il tuo pistolone.”

Amadeo: “Pistolone? Si’, buona idea. Un’arma e’ cio’ che ci vuole. Perche’ non ci ho pensato prima? Lasciamo perdere la corda.”

Deborah (paziente): “Va bene allora. Niente corda. Mi sono sempre piaciuti gli uomini che sanno come maneggiare le armi. Sai perche’? Perche’ sono quasi sempre carichi e capaci di perdere il controllo in qualsiasi momento. Di che colore e’?”

Amadeo: “Argento. E’ una 44 magnum.”

Deborah (gemendo): “Ooooh, una 44. E’ davvero grande, con una bella canna grossa… il solo pensiero mi fa bagnare. Ho appena tolto le mutandine. Ti dispiace se mi tolgo anche il reggiseno, Amadeo? Ho i capezzoli che da quanto sono turgidi mi fanno quasi male.”

Amadeo: “Non mi importa. Puoi anche suonarci le canzoncine con i tuoi capezzoli.”

Deborah (ridacchiando in modo sensuale): “Oh Amadeo, quando rido, i miei succhi gocciolano sul divano. Posso accarezzare la tua arma, tesoro? Riesci a immaginarmi mentre lo faccio?”

Amadeo (esitante): “Beh, fino a quando non premo il grilletto. Ho un solo proiettile…”

Deborah: “Oh, e’ cosi’ difficile, Amadeo! E una pistola cosi’ grossa! Sicuramente potresti pensare di farci qualcosa di meglio con lei, invece di ucciderti, non credi? Ecco, guarda come si inserisce perfettamente tra le mie cosce…”

Amadeo: “Cosa? Smettila!”

Deborah (col respiro pesante): “Troppo tardi. I succhi del mio sesso sono sparsi ormai dappertutto, Amadeo.”

Amadeo: “Vuoi farla inceppare maledetta…”

Deborah (gemendo piu’ forte): “Oh, e’ cosi’ bello, Amadeo. Soprattutto quando la spingi in profondita’ dentro di me… e la torci e la giri… oh Dio, credo che hai appena trovato il mio punto G…”

Amadeo: “Smettila! Basta con la pistola! Mi sono appena ricordato che domani viene la donna delle pulizie. Non voglio combinare un pasticcio.”

Deborah: “Un pasticcio? Non hai degli stracci per asciugare?”

Amadeo: “Li ho usati tutti per piangere dopo che mia moglie mi ha lasciato. Sto mettendo giu’ la pistola ora.”

Deborah (un po’ sconsolata): “Sei sicuro? Magari hai un coltello? Un coltello da macellaio ben affilato e con un manico bello grosso, arrotondato. Sarebbe stupendo, non credi? Una cosa davvero perversa. Potresti infilarmelo nel culo…”

Amadeo: “E’ carino da parte tua offrirmelo, ma penso che non lo faro’. Voglio dire, se non avessi intenzione di suicidarmi, probabilmente lo farei.”

Deborah: “Non ti preoccupare, non voglio farne una questione personale. Dimmi caro, hai mai pensato alle pillole?”

Amadeo: “I sonniferi?”

Deborah: “No, sciocchino. Quelle blu che rendono il pisello duro. Non devi prenderle tutte, pero’. Una basta e avanza.”

Amadeo: “Per fare cosa?”

Deborah (eccitata): “Mmm… come per fare cosa? Vedi? Sta gia’ funzionando. Guarda il piccolo Amadeo che cresce… cresce…”

Amadeo: “Mi dispiace, ma e’ morto anni fa.”

Deborah: “Allora e’ un miracolo. Vedi? Io riesco a resuscitare persino i morti!”

Amadeo: “Credo che sia ormai rigido.”

Deborah (ridendo istericamente): “Rigido? Rigido??? Ma e’ come scambiare il Titanic per un rimorchiatore, Amadeo!”

Amadeo: (timido e imbarazzato): “Lo pensi davvero?”

Deborah: “Oh si’. Ho sempre desiderato navigare in alto mare. (Ridacchiando) Che cosa succede se prendo il timone e guido il tuo grosso vascello in profondita’ nella mia umida e oscura insenatura? Cosa ne pensi, Amadeo?”

Amadeo: “Beh, non so… direi all’arrembaggio!”

Deborah (iniziando di nuovo a gemere): “Agli ordini, Capitano. Stai navigando dentro di me come nessun altro… un movimento lento, avanti e indietro, su e giu’, come in balia delle onde che ci circondano.”

Amadeo: “Cazzo… mi fai masturbare quando invece dovrei suicidarmi.”

Deborah: “Va bene, Capitano, quando avremo finito ti faro’ camminare sull’asse dei pirati pungolato dalla punta di una spada.”

Amadeo (con il respiro affannoso): “Cosi’ sia, allora!”

Deborah (ansimante): “Il tuo movimento lento, si trasforma nello sciabordio delle mie onde contro lo scafo della tua nave. Piu’ veloce ora, il tuo veliero naviga in alto mare fino a quando siamo entrambi cosi’ vicini… cosi’ vicini… Amadeo, sei vicino?”

Amadeo (balbettando): “Sono molto vi… vi…”

Deborah (con respiri sempre piu’ rapidi): “Chiedo il permesso di salire a bordo, signore.”

Amadeo (mugugnando): “Permesso accordato, signora.”

Deborah (gemendo forte e a lungo): “Ooooh! Che vascello… mi scivola dentro… e’ tutto cosi’ bagnato qui!”

Amadeo: “Oh si’… sto per…”

Deborah: “Oh, Amadeo… Oh amore!”

Amadeo: “Deborah!”

(Diversi momenti di silenzio)

Deborah (sospirando): “Come ti senti ora, Amadeo? Ancora blu come il mare? Non ti senti meglio, tesoro?”

Amadeo: “Posso morire come un uomo felice, adesso.”

Deborah (ridacchiando): “Perfetto! Allora, sono 22 minuti a 5 e 99 al minuto. Il totale e’ 131 e 78, piu’ IVA.”

(Clic metallico seguito da un colpo di pistola smorzato)

Deborah: “Amadeo?”

(Silenzio)

Deborah: “Amadeo? Capitano, ci sei?”

Amadeo: “Dannazione, si era inceppata e poi il colpo e’ partito quando l’ho gettata a terra. Accetti la Visa?”

Deborah: “Certamente, tesoro.”


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