Con le unghie


Queste unghie sono mie. Sono le unghie con le quali scrivo. Da queste unghie nascono le grida, i sussurri e i ruggiti che la maggior parte delle persone chiama in modo errato “parole”, ma che per me sono invece “musica”, quando le sento ticchettare sulla tastiera.

E’ da queste unghie che hanno inizio le mie poesie, le mie storie, le mie confessioni, le mie canzoni e, a volte, anche quelle strane favole che lasciano sempre una scia di sangue, del mio sangue, dietro.

Si’, queste unghie sono mie. Sono le unghie con le quali faccio l’amore. Ogni graffio sulla schiena dei miei amanti, come ogni graffio sulla loro anima, e’ un grido di piacere, un grido d’amore, un grido d’aiuto. C’e’ forse qualche differenza?

E’ con queste unghie che respiro, lecco, bacio, succhio, abbraccio, tocco, sbrano. E’ con queste unghie che fisso indelebilmente la mia immagine nella memoria, nel cuore, su un corpo, come un assaggio di quello che avrebbe potuto essere, o come il profumo di cio’ che sarebbe stato.

Queste terribili, micidiali, pericolose, velenose, unghie traditrici e bugiarde sono le mie. Senza dubbio le mie. Come lo sono anche le ferite, le tremende ferite che non guariscono mai. Le amate, indimenticabili, necessarie, ferite che esse lasciano.

Lascia che le mie mani ti parlino
e le unghie traccino le vene
passando nel sangue
a spogliare i sensi

Voglio fare con te
come l’autunno

Configgiti
in questo odoroso
delicato corpo

Si offre
si schiude…
La linfa
umida germoglia
al tuo dolce richiamo

Umori carnali
pulsano nell’anima
mentre mi domini

Per poi spingerci
lontano dai silenzi
dove affonda il tuo esistere

(Elisabetta Randazzo)


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