E’ solo questione di “palle”


Ho letto da qualche parte, non ricordo dove, che secondo recenti statistiche le donne chiederebbero il divorzio molto piu’ degli uomini, in modo speciale in quei paesi dove le leggi sul divorzio non discriminano fra i due generi. Gli uomini sembrerebbero essere dunque i piu’ riluttanti ad andarsene, ed io credo di sapere il perche’.

A mio modesto parere, cio’ e’ dovuto al fatto che di solito gli uomini sposati hanno maggiore accesso ad una liberta’ di comportamento che generalmente le donne non hanno. Cioe’ hanno meno problemi ad usare l’ipocrisia come strumento per farla franca. Possono, infatti, avere “una buona moglie” a casa che si prende cura dei figli, che offre loro la stabilita’ di una solida relazione e che mantiene una struttura sociale convenzionale quando ne hanno bisogno, mentre, fuori, quando ne hanno l’occasione, possono fare cio’ che vogliono. Si tratta dei classici “due piccioni con una fava”.

Le statistiche indicano che, ovunque, gli uomini sono piu’ propensi ad essere infedeli rispetto alle donne, anche se l’infedelta’ femminile e’ in aumento, ma non perche’ le donne siano meno tentate degli uomini o piu’ resistenti all’attrazione sessuale, come viene piu’ volte inculcato loro fin dall’infanzia: e’ semplicemente perche’, in pratica, e’ piu’ facile per gli uomini ingannare la propria partner (hanno sovente maggiore liberta’ di movimento e la possibilita’ di poter utilizzare molti piu’ alibi) e perche’, in un mondo ancora fortemente patriarcale, un uomo che tradisce e’ socialmente meno condannabile di una donna. Difatti, un uomo che ha una relazione extraconiugale e’ solitamente scusato, mentre una donna che tradisce il marito e’ quasi sempre giudicata una poco di buono. Il sesso extraconiugale praticato da un uomo e’ preso per una piccola debolezza, perdonabile, mentre il sesso extraconiugale fatto da una donna diventa in molti casi un tradimento intollerabile. Per non parlare del senso di colpa, il cui peso, da sempre, grava molto piu’ sulle donne che sugli uomini.

Gli uomini hanno percio’ il lusso di poter fare tutto cio’ che assomiglia molto all’abbandono delle loro partner, senza pero’ abbandonarle effettivamente, cioe’ senza affrontare la parte piu’ pesante e fastidiosa di tutta quanta la faccenda. Alcuni possono addirittura contare su una “luce verde” dalle loro mogli, per cui e’ permesso loro di avere fugaci scappatelle, di tanto in tanto, a patto che siano “discreti” e salvino la sacra facciata di perbenismo intorno all’immagine coniugale. Hanno dunque il meglio da ogni punto di vista, quindi perche’ dovrebbero rischiare il patema d’animo e il mal di testa che procura una separazione?

Naturalmente, la reazione all’infedelta’ maschile non e’ il motivo principale per il quale le donne chiedono il divorzio con piu’ frequenza degli uomini. La vera ragione e’ che le donne preferiscono lasciare piuttosto che ingannare a loro volta. Per la maggior parte degli uomini, le apparenze sono infatti cruciali, e un matrimonio che salva le apparenze e’ sufficiente per poter dire che “tutto va bene”. Ma per la maggior parte delle donne cio’ non e’ abbastanza. Vogliono di piu’. Vogliono passione e complicita’ e non basta che sia immacolata la sola “facciata” per poter dire che “tutto va bene”.

Questo perche’ gli uomini e le donne sono ancora allevati con principi e atteggiamenti molto differenti nei confronti del matrimonio. La cultura patriarcale impone ancora, per le giovani ragazze, un’immagine idealista e romantica del matrimonio, mentre ai ragazzi viene lasciato di crescere in una cultura che vede il matrimonio come la fine della liberta’.

Cosi’, in breve, ai ragazzi viene insegnato che con il matrimonio si “sistemeranno”, e iniziera’ per loro un periodo di noia oltre che di dura responsabilita’, mentre l’insegnamento che viene dato alle ragazze e’ che col matrimonio troveranno quella duratura ed inestinguibile felicita’ che, fin da piccole, hanno imparato a sognare.

“E vissero felici e contenti” delle fiabe, e’ emblematico per comprendere a pieno il mio discorso, ed e’ ovvio che con un condizionamento del genere, le donne abbiano maggiori aspettative da una relazione. Di conseguenza, abbiano maggiori probabilita’ di essere deluse e frustrate quando questa non funziona. E chi e’ delusa e frustrata e’ inevitabile che prima o poi si ribelli. Inoltre, gli uomini hanno da perdere moltissimo col divorzio. Non solo dal punto di vista economico, ma spesso anche perche’ viene reso difficile l’accesso ai loro figli. Per non parlare di coloro che hanno paura di invecchiare da soli. Chi si occupera’ di nutrirli e lavera’ i loro calzini sporchi?

Troppo spesso si confonde l’essere buon partner con la volonta’ di andare avanti. Si pensa che una brava persona sia quella che mantiene le sue promesse, anche se queste promesse alla fine costringono in una condizione miserabile. Una relazione soddisfacente, invece, ha bisogno di molto piu’ di una deprimente determinazione a non lasciare il proprio partner, incuranti di quanto male ci possa fare un rapporto sbagliato. Una buona relazione merita molto piu’ del pretesto che conforta la coscienza di “restare insieme per via dei bambini”, e richiede qualcosa di piu’ del fingere vigliaccamente che “tutto vada bene”.

Pare che gli uomini, per comodita’, pigrizia e per tutto quello che ho scritto sopra, siano propensi a dimenticare tutto, a fingere e ad accettare persino le situazioni piu’ scomode in cambio di qualche momento ipocrita in cui sia permesso loro di ingannare. Le donne no. E cio’ dimostra che, almeno in questo caso, hanno piu’ “palle”.


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