La Fine


Probabilmente e’ solo una perdita di tempo scrivere questo post. La mia sensibilita’ e’ lontana anni luce dalla loro. Le cose cambiano di continuo. Gia’ nel momento in cui una storia inizia, di qualsiasi genere di storia si tratti, amore, amicizia, oppure semplice conoscenza, ha dentro di se’ il germe della sua stessa fine.

E’ come la vita: s’inizia lentamente a morire nel momento in cui si nasce. Solo che all’inizio non ce ne accorgiamo ed e’ solo al termine del percorso, breve o lungo che sia, che ne individuiamo chiaramente tutte le varie fasi. Ed e’ in quel momento che diciamo: “Era inevitabile. Non poteva durare. Siamo troppo diversi”.

Il mio modo di chiudere una storia e’ il piu’ terribile si possa immaginare. Qualcosa che io stessa non vorrei mai sperimentare, che con il tempo e l’esperienza ho saputo affinare in termini di crudelta’. All’inizio, quando ero una ragazzina, credevo che fossero l’arrabbiarsi, lo sbraitare, i litigi, i risentimenti, i graffi, i pugni, le brutte parole, le piccole o grandi vendette, cio’ che di piu’ brutto potesse accadere nei momenti in cui le storie finivano.

Non e’ cosi’…

La piu’ terribile delle cose e’ il dissolversi, lo sciogliersi piano, il prendere le distanze un po’ alla volta, lo sparire. Senza una parola, senza un gemito, senza una rimostranza, senza neppure una spiegazione, arriva il momento in cui si accorgono che non esistiamo piu’. E loro, intanto, ignari ancora per poco, restano li’. Si parlano addosso. Si scrivono addosso. Si leggono da soli. Si applaudono da soli. E se ne fregano di tutto.


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