Una notte


Che cosa hai qui?” dissi scartabellando alcuni DVD trovati sul ripiano dove era appoggiato lo schermo tv.
“Sono dei film. Li ho appena acquistati. Li guardo nelle serate in cui resto da solo”.
“Suvvia, non ti atteggiare a povero abbandonato. Non credo siano poi cosi’ molte le serate in cui tu possa ritrovarti da solo. Sono certa che ci porti un sacco di ragazze, in questo tuo appartamentino. Ehi… cosa e’ questo? “Birthday girl”! Lo hai gia’ visto?”
“No, non ancora. E’ quello con Nicole Kidman, vero?”
“Si’. E’ un filmetto senza troppe pretese, pero’ la storia e’ divertente, venata di tenerezza, come quelle che piacciono a me. Lo sai che sono una romanticona. E poi, lei recita molto bene la parte della ragazza russa, oltre ad essere una bellissima donna. Ti piace la Kidman?”

Chissa’ per quale ragione gli uomini, quando sono con una donna con la quale si accingono a far sesso, di fronte a queste domande esitano sempre un po’ a rispondere, come se le mancassero di rispetto nel dichiarare di apprezzare qualcun’altra. Roberto fece finta di pensarci, ma non riusci’ a sottrarsi al mio sguardo che non lo mollava.

“In effetti, e’ una bella gnocca”.
“C’e’ chi la considera una donna algida” incalzai. “Io invece credo che ispiri sesso. E chi te lo dice e’ il mio lato omosessuale, fidati. E poi ha un sedere davvero bellissimo. Non pensi che la Kidman abbia un sedere magnifico?”
“Ehm… si’, beh… pero’, anche il tuo non e’ male”.
” Vuoi dirmi che anche io ho un bel culetto?”
“Ne ho visti pochi di cosi’ belli, dico la verita’. Oltre a quello di Nicole Kidman, ovviamente”.
“Allora perche’ non me lo massaggi un po’? Con delicatezza, lentamente, coccolandomelo, che’ e’ una cosa che mi piace” lo provocai ritornando a sdraiarmi bocconi sul letto. “Piace anche te, massaggiarmi, vero?”

Percepire il desiderio che cresce in un uomo, e’ una cosa che mi eccita moltissimo. Con Roberto era avvenuto un po’ per caso, ma anche con lui ero riuscita a portare il discorso su quella parte del corpo femminile che ogni uomo desidera violare.

“Tu credi che le donne godano nel fare sesso anale?”
“Credo di si’. Tu che mi dici?”
“Sai che, nel sesso anale, non godiamo tanto per la penetrazione, ma per il piacere psicologico legato a cio’ che immaginiamo? E poi, di solito ci titilliamo la clitoride in quel momento, e questo ovviamente ci fa raggiungere l’orgasmo. Se non fosse per la fantasia e la stimolazione della clitoride, proveremmo solo un gran fastidio. Per voi uomini, invece, e’ diverso. Voi avete proprio nell’ano una particolare zona erogena”.
“E a te piace farlo?”
“Cosa?”
“Il sesso anale”.
“Hai anche dei filmini pornografici?” dissi cambiando discorso, come di solito faccio quando i momenti diventano eccitanti e la tensione sale. Il gioco per me e’ bello quando la tensione resta alta, la corda si tende al limite, sempre di piu’, fino quasi a spezzarsi. Piu’ riesco ad allontanare il momento a cui ogni uomo vorrebbe giungere in fretta, piu’ godo quando alla fine, inevitabilmente quel momento arriva.
“No… anzi si’, li ho” sorrise imbarazzato Roberto. “Li tengo dentro l’armadio. Vuoi guardarne uno?”
“No, grazie. Non mi piacciono. Mi lasciano totalmente indifferente. Nessuno stimolo erotico. Solo noia. Perche’ li tieni nascosti? Ti vergogni? Temi forse che, vedendoli in giro, le ragazze che porti nel tuo pied-à-terre pensino che ti masturbi guardandoli?”
“Secondo te non lo dovrei fare?”
“Cosa? Masturbarti con i filmini o tenerli nascosti?”
“Tutte e due le cose”.
“Dimmi… cosa ti piacerebbe fare con me?”
“Tutto”.
“Tutto cosa?”
“Scoparti…”
“E poi?”
“Venirti in bocca…”
“E poi?”
“E poi, dato che siamo in argomento, mettertelo nel…”
“Si’ certo… faresti tutto quello che si vede nei filmini porno, vero? E poi?”
“Beh, cos’altro c’e’ da fare?”
“Nient’altro? Tutto qui? Non provi noia? Sempre gli stessi gesti, meccanici, ripetitivi. Mi hai invitata per fare con me quello che faresti con una qualsiasi altra ragazza? Pensaci bene. Non credi che i miei potrebbero essere desideri diversi da quelli delle altre donne che ti sei scopato? Spero che tu abbia sufficientemente fantasia per andare oltre”.
“Ogni donna e’ diversa, quindi non si assaggia mai lo stesso sapore. No, non sono annoiato dagli stessi gesti. E poi, una come te non e’ facile incontrarla. Dimmi, dove vuoi arrivare? Che vuoi fare? Vuoi essere legata? Ti piacciono i giochi sadomaso?”
“Se volessi infilarti un dito nel culo, tu che faresti?”

Esito’. Lo imbarazzava quell’argomento. Ero probabilmente la donna piu’ spudorata che avesse mai incontrato, e questo lo spiazzava. Alla fine, me lo disse.

“Non mi dispiacerebbe”.
“L’hai gia’ fatto con qualcun’altra?”
“Si’… un’amica lo faceva mentre me lo succhiava…”
“E provavi imbarazzo?”
“No… era naturale… spontaneo”.
“Allora ti piaceva!”
“Si’, pero’ non me la sentirei di chiedere ad una donna di infilarmi un dito in culo. Lo capisci, vero?”
“No, non lo capisco. Se una cosa ti piace, che male c’e’? O pensi che qualcosa del genere sminuirebbe la tua virilita’?”
“Non so… forse un po’ lo penso. Non siamo mai del tutto liberi dai condizionamenti, anche se ci sforziamo di esserlo”.
“Ed a me lo chiederesti?”
“Con te farei tutto” disse adagiandosi con il suo corpo sopra il mio.
“Sono contenta che la pensi cosi’”.

Cio’ che accadde dopo, ci impegno’ tutta la notte, ed e’ facile immaginare a cosa ci dedicammo. O forse no…

(Questo breve momento, modificato per essere adattato a Zen Circus, e’ estratto da un racconto che ho scritto nel 2008, la cui versione integrale puo’ essere letta QUI).


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