Storia di un culo tzigano


Il mio potrebbe non essere un culo perfetto, ma di storie da raccontare ne ha sicuramente tante. Per questo ho deciso di dedicargli un intero post. Credo che se lo meriti, perche’ in questa societa’ “culo-dipendente”, in cui si fa carriera soltanto avendo “culo”, sia in un senso che nell’altro, noi donne ci dimentichiamo troppo spesso quanto sia prezioso il nostro sederino sopratutto per le cose che ci capitano nella vita, e non tanto per i suoi attributi estetici.

Percio’ non voglio assolutamente parlare di lui raccontando quanto sia grande o piccolo, oppure sodo e liscio come una pesca, perche’ se fosse preso in considerazione soltanto per questo, sarebbe un culo famoso ed assai ambito. Ma siccome abbiamo detto di trascendere dall’estetica, la lascero’ perdere e diro’ che il mio e’ invece un culo normalissimo, come quello di molte altre donne.

Pero’ ha dei ricordi…

E’ un culo che ha passato lunghe ore appoggiato su una sedia a studiare, leggere, imparare, cosi’ da poter diventare un giorno un professionista di se stesso. Un culo che da giovane ha dovuto camminare tanto perche’ non c’erano abbastanza soldi da permettersi l’autobus o un taxi. Un culo che ha lavorato e lavora ogni giorno per procurarsi il cibo da mettere in tavola. Fedele compagno, il mio didietro e’ sempre stato con me e non mi ha mai abbandonata.

Ed e’ stato anche assalito dalle formiche, un giorno, da bambina, quando una volta mi sedetti sul sentiero di casa per giocare … e troppo tardi mi accorsi di essere finita sopra un formicaio!

Il mio amato culo tzigano…

Troppe volte criticato perche’ non ero mai abbastanza convinta del suo aspetto. Torturato, inseguito, massaggiato, strapazzato, consumato e affaticato dagli esercizi in palestra, ha saputo resistere a tutto, ed ha saputo anche come imporre la sua natura alle mie richieste e a quelle di una societa’ che ha perso di vista l’essenziale.

Con cosi’ tanta storia in comune, con cosi’ tanto tempo passato insieme, non potevo non essergli amica e compagna, imparando negli anni ad apprezzarlo e a dar sempre piu’ valore ai suoi sforzi. E’ un culo che mi rende orgogliosa, unica, particolare, riconoscibile, anche se, per genetica, e’ simile a quello di mia madre quando aveva la mia eta’, e a quello che era di mia nonna…

E’ pero’ anche un culo come quello di migliaia di altre donne che oggi non hanno piu’ tempo da perdere a pensare se e’ ancora alto oppure caduto, grasso o magro, sodo o flaccido, perche’ piu’ la vita passa, piu’ diventa sempre meno facile star dietro agli impegni, ed anche se mi piacerebbe tantissimo poterlo fare, non posso dedicarmi tutto il tempo al mio culetto per mantenerlo giovane e perfetto com’era una volta.

Perche’ e’ giusto complimentarsi con se stesse se si ha un bel fondoschiena, rallegrandosi se ce lo ammirano, ma non dobbiamo dimenticarci di onorare ogni tanto anche quella che e’ la sua storia, che e’ poi indissolubilmente legata alla nostra.

(Post appositamente scritto per Zen Circus e per Xtc che, se vuole, puo’ pubblicarlo).


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