Furberie italiche: il dimezzamento del numero dei parlamentari


L’hai sentita la novita’? Pare che vogliano finalmente dimezzare il numero dei parlamentari. Le spese sostenute per tenere in piedi tutto quanto il carrozzone della politica sono diventate davvero onerose nella situazione di crisi economica in cui versa l’Italia.

– Io non credo che sia una buona idea…

– Come? Non lo credi? Ma sei sempre stata tu la prima ad arrabbiarti per i privilegi di cui gode la classe politica italiana.

– A parte che non e’ scritto da nessuna parte che i privilegi dei politici si riducano al ridursi del loro numero. Anzi, a pensar male, potrebbero anche raddoppiarseli dato che sarebbero in meno a dividersi la torta. In ogni caso, sono convinta che qualsiasi riduzione del numero dei parlamentari sia un’autentica fregatura per la democrazia.

– E’ interessante questo tuo cambio di rotta.

– Non e’ un cambio di rotta. Pensaci bene. Non riesci a vederla la fregatura?

– No. Sinceramente non riesco a vederla. Se gli italiani, invece di pagare mille parlamentari, ne pagheranno solo cinquecento, a me sembra un bel risparmio di soldi ed un duro colpo dato alla “casta”.

– Non e’ solo una questione economica. Se vuoi posso farti un esempio cosi’ che il mio concetto possa essere piu’ chiaro. Bada bene, e’ un esempio estremo che serve ai fini della discussione. Quindi accettalo cosi’ com’e’…

– Va bene…

– Allora, ipotizziamo due situazioni: una in cui il Parlamento e’ composto da un’unica persona (benche’ eletta dalla maggioranza degli elettori) e un’altra che in cui il Parlamento e’ composto dalla totalita’ dei cittadini senza che nessuno abbia eletto nessuno se non se stesso. Secondo la logica dov’e’ che c’e’ piu’ democrazia?

– Indubbiamente nella seconda ipotesi. Inizio a comprendere il senso del tuo ragionamento: c’e’ tanta piu’ democrazia quante piu’ sono le persone che riescono ad essere elette nell’assemblea parlamentare.

– Esatto. Nel primo caso dell’unico eletto si avrebbe in pratica una dittatura. Nel secondo caso si avrebbe l’utopia di una democrazia totalmente partecipata. In ogni modo, cio’ non toglie valore al concetto e cioe’ che la democrazia e’ direttamente proporzionale al numero degli eletti. Ecco perche’ un’assemblea parlamentare piu’ numerosa fornisce maggiori garanzie di una piu’ ristretta.

– Ma in questi momenti di crisi, magari, conviene rinunciare ad un briciolo di democrazia per risparmiare un po’ di soldi, non credi? E comunque, cinquecento parlamentari sarebbero sempre un bel numero rappresentativo della volonta’ popolare.

– Lo sarebbero esattamente al 50% di quanto lo sono oggi. Io non venderei un briciolo di democrazia e di liberta’ per niente al mondo, ma in ogni caso hai certezza che il loro dimezzamento sia davvero conveniente? Magari, dietro questa proposta c’e’ in agguato qualcosa di piu’ grosso spacciato per convenienza economica…

– Se chiedi alla gente, tutti sono d’accordo. Solo i parlamentari non lo sono.

– Sai qual’e’ una delle prime cose che s’imparano giocando a scacchi? A non cadere nelle trappole. Talvolta puo’ essere appetibile eliminare la regina avversaria. Il giocatore sprovveduto guarda solo la convenienza immediata. Ma a cosa serve far fuori la regina se quella mossa portera’ poi a perdere la partita? Si vince non in base al numero dei pezzi che ci rimangono sulla scacchiera, ma per come li abbiamo saputi muovere… oppure per come abbiamo obbligato l’avversario a muoverli. Bisogna sempre diffidare delle situazioni che ci sembrano troppo convenienti, perche’ dietro ci potrebbe essere la fregatura. E quella gente li’, quella che sta lassu’, a questo “gioco di scacchi”, fidati, sa giocare molto bene.

– E dove sta la fregatura?

– Sta nella furbizia di far sembrare il dimezzamento del numero dei parlamentari come la cura in grado di risolvere gli aspetti negativi della politica e farlo apparire al popolo bue come vantaggioso.

– E tu, invece, pensi che sia una trappola…

– Sai come dicono in Russia? “Il formaggio gratis lo trovi solo nella trappola per i topi”. E indovina un po’ chi sono i topi. Sinceramente, credo che questa mossa fara’ ottenere a chi oggi ha il potere e comanda cio’ che realmente vuole. Qualcuno che oltre al potere politico, possiede anche quello economico e mediatico. Ridurre il numero dei parlamentari conviene soprattutto a lui. Cosi’, mentre tutti credono che tale provvedimento sia controproducente per i politici, in realta’ c’e’ qualcuno che raggiunge il suo obiettivo esattamente come lo raggiunge un giocatore di scacchi che sacrifica la regina per poter vincere la partita in poche mosse.

– E’ qui che non riesco a comprendere fino in fondo… perche’ dovrebbe essere vantaggioso per chi comanda?

– E’ semplice. Oggi, con l’attuale legge elettorale, in Parlamento ci va solo chi e’ nominato dal capo di un partito…

– Questo si sa. E’ una vecchia questione. In effetti, e’ una legge schifosa…

– Certo che e’ schifosa! Ma a questo aggiungi che a capo del governo di solito ci va l’uomo che ha fatto eleggere in parlamento tutta quanta la sua maggioranza. Una maggioranza che verso di lui ha quindi un obbligo di riconoscenza e che mai lo sfiducera’. Oltre a cio’ unisci che quest’uomo potrebbe anche il piu’ ricco d’Italia. Qualcuno che, se gli mancano una ventina parlamentari, li puo’ tranquillamente comprare fra quelli che stanno all’opposizione, corrompendoli con soldi, donne, incarichi di potere e posizioni di prestigio nelle proprie aziende. Ebbene, venti parlamentari su mille rappresentano un 2% del totale del Parlamento. Una percentuale che, in momenti di crisi, puo’ essere necessaria ad un governo per non cadere. Ecco… se i parlamentari fossero la meta’, basterebbe comprarne solo dieci per avere lo stesso 2%. E se per assurdo in Parlamento ci andassero solo cinquanta eletti, per avere lo stesso 2% sarebbe sufficiente “convincere” solo Scilipoti.

– In questo modo si rende agevole il percorso di chi per governare si affida alla pratica della corruzione…

– Esatto! Una bella fregatura, non credi? Percio’, in un sistema in cui il mercato delle vacche e la compravendita dei parlamentari e’ diventato “metodo di governo”, e non esiste alcuna legge che risolva il conflitto d’interessi di un miliardario che riesce a farsi eleggere premier, il rimedio per tagliare i costi della politica non e’ tagliare il numero dei parlamentari, ma tagliare i loro stipendi. E, se cio’ non fosse sufficiente, tagliar loro anche qualche altra cosa.


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