Portachiavi e pompe di benzina


L’altra sera, la benzinaia del mio paese che, nonostante sia musona e taciturna, e’ una ragazza davvero carina, vede attaccato alla chiave d’accensione del mio trattore un vibratore.
Mi fissa un attimo che pare durare un’eternita’. Poi, mi spara il sorriso piu’ autentico e piu’ bello che le abbia mai visto fare.

“Posso accenderlo?” (nessuna appassionata di vibratori accenderebbe mai un vibratore di un’altra senza domandare!)
“Certo”, le rispondo e lei lo accende. Se lo rigira fra le mani mentre vibra e poi se lo passa sulle tette, strofinandolo sui capezzoli che le diventano turgidi e duri sotto la maglietta…
Con sguardo serio mi fa: “Ti va una birra una di queste sere?”
E io ci resto quasi secca.
E anche contenta!

Non mi capita spesso una femmina per giocare, ma alle volte mi ricordo volentieri la sensazione che si prova con una femmina che e’ diversa da quella che si ha con un maschio.
Quando riesco a mettere sotto una femmina in maniera autentica, ed ho pile a sufficienza, e’ una sensazione di potere mescolato a trionfo, di complicita’ e intesa. Mentre con un maschio, di solito, e’ lui che usa il vibratore su di me e, distratto com’e’ ogni maschio, quasi sempre si dimentica di portarsi dietro le pile di ricambio.

Questo post e’ in gran parte copiato. E’, come si e’ soliti dire, uno scherzo, una parodia. Difficilmente potrebbe accadermi un fatto del genere, anzi credo sia impossibile, se si esclude che guido davvero il trattore e che la benzinaia del mio paese e’ veramente una bella ragazza. Pero’ mi e’ piaciuto talmente tanto il raccontino originale che ho voluto onorarlo e darne la mia interpretazione personale. Un’interpretazione che vale per me, s’intende. Come sempre in internet e’ tutto talmente soggettivo che per certe cose le regole non esistono. Spero di non aver arrecato offesa a nessuno, ma piuttosto mi auguro di aver suscitato un sorriso ed anche una riflessione.

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