Un uomo gravemente malato


Quest’uomo e’ Ratko Mladic, ex-comandante militare serbo-bosniaco, soprannominato “il macellaio dei Balcani”. E’ colui che e’ ritenuto responsabile del massacro di Srebrenica, quando nel 1995 vennero trucidati senza pieta’ 8.000 esseri umani colpevoli solo di essere di fede musulmana, fra cui donne, vecchi e bambini, i cui corpi furono ammassati crudelmente in fosse comuni.

E’ colui che ha ideato lo “stupro etnico”. E’ colui che per 16 anni e’ rimasto latitante, rintanato in un buco, mentre sua figlia si suicidava per la vergogna e le persone che erano state al suo comando, talvolta costrette a commettere le azioni piu’ terribili dietro la minaccia delle armi, pagavano per i suoi crimini.

Quest’uomo, davanti ai giudici del Tribunale dell’Aia, come prima cosa ha dichiarato di essere “un uomo gravemente malato”. Colui che ha commesso tutto QUESTO, prima ancor di dire qualsiasi altra parola, anche una semplice parola di pentimento se non altro nei confronti di sua figlia, ha dichiarato di essere un uomo gravemente malato.

Poverino!

Certi uomini, piu’ sono spietati con gli altri, piu’ sono indulgenti verso se stessi. Sono gli uomini che gli esaltati, periodicamente nella Storia dei popoli, seguono credendoli “superuomini” invincibili, credendoli uomini pronti a immolarsi per i propri ideali, pronti a prendersi responsabilita’ delle proprie azioni, anche delle piu’ crudeli, credendoli degli eroi.

Eccoli, questi “eroi”. Sono gli uomini che piu’ di tutti temono per la propria pelle, temono la sofferenza… temono la morte. Quella morte che piu’ volte hanno dispensato a piene mani, incuranti delle grida di dolore altrui.

Eccoli, questi “eroi”. Adesso si attendono pieta’. La stessa pieta’ che loro non hanno mai dato a nessuno. Cristianamente dovremmo augurarci che la trovino, questa pieta’. Eppure, umanamente, dentro sento solo un infinito schifo.


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