Come Internet sta modificando il comportamento sessuale


Ho letto in una recentissima inchiesta, che in Italia si fa sempre meno l’amore. Cioe’, per dirla in modo piu’ diretto: gli italiani trombano poco, nettamente al di sotto della media mondiale. Tanto per cominciare, quando fanno sondaggi di questo tipo, non posso fare a meno di pensare a quegli intervistatori che chiedono alle persone: “Ma lei tromba? Si? E quante volte? E ogni quanto?” e non capisco perche’, invece di mandar affanculo chi fa loro certe domande, chi e’ intervistato sia ben contento di raccontare i fatti propri.

Al di la’ del dato statistico sulla frequenza trombatoria degli italiani, dunque, la prima cosa che mi viene da dire, e’ che pare che alla gente piaccia essere “protagonista”, persino a costo di far conoscere a tutti il proprio privato. In televisione, si assiste spesso, infatti, ad un tale sciorinare di confessioni dettagliate, a un continuo mettere in piazza fatti strettamente personali e ad un incessante bombardamento di domande del tipo “Ma tu come lo fai?” (inteso: “Come trombi?”); oppure “E tu quante ne fai?” o perfino “Ma tu, quanto resisti prima di godere?” e altre domande del genere, che ormai non ci si stupisce piu’ di niente. A tal proposito, ricordo di essermi sbellicata dal ridere quando alcuni anni fa, in uno di questi programmi, ho sentito un dialogo assurdo tra la conduttrice e uno spettatore:
“Sua moglie quando viene grida?”
“No, ha le chiavi di casa”.

E non mi meraviglio nemmeno del risultato dell’inchiesta in questione, dato che credo di sapere perfettamente perche’ oggi le persone scopano di meno, e non soltanto per colpa del lavoro e per stress come dice quest’altro articolo. Ci ho pensato sopra e ho capito che il motivo principale e’ soprattutto uno: Internet.

In effetti (e questo lo dice un’altra inchiesta), le abitudini negli ultimi trent’anni si sono completamente modificate. A causa di Internet c’e’ stata un’evoluzione nel modo di comunicare ed un diverso modo di trascorrere il tempo libero. Nel 1980, infatti, Internet era del tutto sconosciuto ed anche nel 1990 veniva poco utilizzato. E’ solo dal 2000 in poi che, almeno in Italia, ha iniziato a prendere campo in modo esponenziale. Oggi c’e’ chi trascorre quasi tutto il suo tempo libero navigando in rete. C’e’ addirittura chi, nel web, si e’ costruito una vera e propria seconda vita che considera reale e che vive come fosse la sua unica esistenza. Si tratta ovviamente di casi patologici, estremi, che necessitano di cure psichiatriche e che cito solo per dovere di cronaca, ma se anche restiamo nell’ambito della “normalita’”, si deve considerare che la perdita di “vita reale” a causa di Internet e’ ormai acclarata, ed e’ diventato un fatto quasi normale che la gente, oggi, accetti di avere molto meno tempo da dedicare ai piaceri cosiddetti “naturali”.

Oltre al tempo trascorso in Internet, c’e’ quello necessario per il sonno, per lavoro, per i passatempi come cinema, teatro, televisione, sport, per mangiare e altri bisogni fisiologici. E’ dunque comprensibile che resti davvero difficile trovare un momento libero per farsi una sana trombata, di quelle col respiro in affanno che sfociano in un’esplosione di fluidi spruzzati da tutte le parti e si concludono con quel dolce rilassamento post orgasmico dove lui e lei restano per un tempo indefinito, l’una nelle braccia dell’altro, a guardare i giochi d’ombra sul soffitto.

Dall’inchiesta sembra che scene come quella descritta stiano ormai scomparendo, e cio’ avviene proprio perche’ manca il tempo. Questo non deve meravigliare. E’ gia’ accaduto. Il bisogno crescente di portare via tempo alle attivita’ “naturali” per esigenze di produttivita’, ha gia’ trasformato, ad esempio, le abitudini alimentari introducendo il fast-food, il take-away ed altre forme di comportamento in cui il cibo, inteso come piacere, e’ progressivamente scomparso. Non c’e’ quindi da sorprendersi se questo incessante processo di “robotizzazione” un giorno eliminera’ quasi del tutto la possibilita’ (e forse anche la voglia) di farsi una magnifica trombata. Naturalmente, fornendo dei surrogati con cui sostituirla, come tanti ce ne sono ormai a disposizione. Situazioni altrettanto capaci di provocare orgasmi, ma che lasciano in bocca lo stesso sapore che puo’ lasciare un Big Mac rispetto ad una succulenta bistecca cotta sulle braci.

Dove trovare dunque il tempo per scopare? Un suggerimento potrebbe essere quello di sfruttare i tempi morti, come ad esempio il lungo e noioso percorso per recarsi al lavoro. Farlo cioe’ in auto o in autobus, in metro’, in treno. Anche se, a pensarci bene, e’ una cosa davvero improponibile per vari motivi di pubblica decenza che non ho bisogno di spiegare, e che solo una pazza come la sottoscritta potrebbe avere l’idea di attuare. Oppure potrebbe essere usato il tempo che di solito si dedica al cibo, facendo a meno della colazione, del pranzo e della cena, ma anche questo non e’ consigliabile perche’, probabilmente, si potrebbe sopravvivere senza sesso, ma posso affermare senza possibilita’ di smentita che se non si mangia si muore. L’alternativa potrebbe essere farlo mentre si e’ al PC, ma la posizione (fidatevi) e’ scomoda. Avete mai provato a fare un 69 digitando sulla tastiera e muovendo il mouse?

Verrebbe da dire: molliamo tutto; via i computer, i telefonini, i blackberry, le playstation, e tutto cio’ che da oltre vent’anni sta togliendo fette sempre piu’ ampie di realta’ sostituendola con fredda virtualita’, e torniamo a riappropriarci dei piaceri che la vita offre buttando da una parte la tecnologia usata non per facilitare l’esistenza, ma come un “vizio”, come una droga che da’ dipendenza al pari della nicotina.

Forse, se non c’e’ piu’ questa voglia di fare l’amore e’ perche’ si dedica sempre meno tempo e sempre meno attenzioni a quello che nella vita davvero dovrebbe contare, e si antepongono tante cose artificiali a quello che la Natura ci ha donato per poter essere felici, talvolta degradando non solo l’atto fisico ad uno simulato, ma anche quelli che una volta venivano chiamati sentimenti e che oggi sempre piu’ assumono la forma di fredde parole scritte su una tastiera di un pc o di un telefonino.


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