Intervista a un vibratore


Klára: Buona sera, signor Vibratore. Grazie per aver accettato questa intervista.
Vibratore: Per favore, non essere cosi’ formale Ti ho vista nuda. Chiamami Vib.

Klára: Okay Vib, Sono sicura che le mie lettrici saranno curiose di sapere da dove vieni. Dove sei nato?”
Vibratore: Sono stato fabbricato in Cina insieme a un migliaio di altri vibratori. Deve essere stato divertente vederci tutti allineati in una catena di montaggio. Dei soldatini pronti a combattere la guerra a fianco delle donne che hanno voglia di godere. Da li’, siamo stati spediti in tutto il mondo. Devo dire che per me, essere arrivato qua, e’ stata una vera fortuna. Se fossi finito in Russia mi sarei divertito molto meno. Dicono che non sia tanto semplice riuscire ad eccitare in un clima troppo freddo, anche se, poi, la Russia non e’ fra tutti il luogo peggiore. Ho saputo che in Arabia Saudita, se non si e’ prudenti, ci tagliano addirittura la testa. Comunque, arrivati in questo paese, la maggior parte di noi e’ andata nei sexy shop, alcuni nelle scuole, chi e’ stato piu’ fortunato ha potuto far carriera recitando nei film porno e i piu’ sfortunati, invece, sono finiti nelle grinfie di qualche prete cattolico.

Klára: Affascinante, Vib. Ti piace il tuo lavoro?
Vibratore: Lo amo. Chi non lo amerebbe? Certo, ci sono dei giorni che sono piu’ faticosi di altri. Anche noi vibratori possiamo avere il mal di testa, lo sai. Ma per la maggior parte non cambierei il mio lavoro per nessun altro.

Klára: Qual e’ la parte piu’ difficile del lavoro?
Vibratore: Beh… accompagnare una donna che va a comprare le scarpe, direi.

Klára: C’e’ chi vi chiama donnaioli senza cuore che saltano da una donna all’altra senza un impegno reale. Come rispondi a queste accuse?
Vibratore: I donnaioli riescono forse a rendere felici le donne? Perche’ noi le rendiamo sempre felici, le donne, e mantenere le donne felici non e’ un lavoro facile. Lascia che ti dica: a volte, e’ una vera e propria rottura, ma qualcuno li deve pur fare i lavori sporchi, giusto?

Klára: Ehm… giusto, Vib. C’e’ qualcosa che non ti piace nell’essere un vibratore?
Vibratore: Tutti abbiamo sentito storie terribili di come ignari vibratori siano stati attirati nel letto alcune notti e nessuno ne abbia mai piu’ saputo nulla. E poi ci sono le storie dei bambini… per favore, non lasciateci in giro se il bambino sta mettendo i denti! Questo e’ successo a mio zio Fred. Un giorno lo lasciarono sul tavolo e l’unica cosa che si sa e’ che un bambino lo uso’ come un ciucciotto, succhiandolo come se fosse stato un seno in allattamento o qualcosa del genere. Fred ne rimase cosi’ mortificato che si suicido’ nel water.

Klára: C’e’ qualcosa di cui hai davvero paura?
Vibratore: Essendo un agnostico con tendenze buddiste, ho sempre temuto la Chiesa. Avevo un cugino che un minuto prima se ne stava per i fatti suoi, appeso accanto a un tubetto di lubrificante su una mensola di un sexy shop, e un minuto dopo era gia’ in cammino verso un convento di clausura con due suore molto curiose. Pero’ mi ha detto che non e’ stato poi cosi’ male. Almeno, aveva la domenica libera.

Klára: Qualche parola finale per le mie lettrici?
Vibratore: Non trascurateci. Se ci lasciate in fondo ai cassetti a prendere la polvere troppo a lungo, non lamentatevi, poi, per il prurito alla passera quando finalmente richiedete i nostri servizi. Ecco un’altra cosa di cui la maggior parte delle donne non si rende conto: anche se le nostre batterie sono scariche, non siamo completamente inutili.

Klára : Grazie per il tuo tempo, Vib. Sei stato veramente gentile.
Vibratore: Prego. E’ stato un piacere. Adesso pero’ smetti di scrivere questo cazzo d’intervista, togli le mutande e accendimi!


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: