L’ipocrisia e la doppia morale sessuale


Citta’ invisibile: 14 Maggio 2011

Sorelle, partiamo da quando da piccole ci viene insegnato che il sesso e’ un peccato. E’ un fatto culturale. Anche nelle situazioni di maggiore “apertura” mentale, ai bambini e alle bambine viene fatto capire, inizialmente dalla famiglia, poi dalla scuola e soprattutto per mezzo della religione, un concetto fondamentale: la separazione netta fra i due generi, ognuno dei quali ben distinto e con la propria sessualita’, determinata secondo dei parametri ben definiti.

Il maschio, che dovra’ fare cose da “maschio”, viene percio’ educato ad avere gusti e comportamenti secondo “canoni” maschili, mentre la femmina, essendo colei che poi dovra’ adeguarsi a lui, viene educata ad avere comportamenti e gusti confacenti a quelli maschili. Il tutto secondo una logica per la quale ogni discrepanza fra il “modello” prestabilito e quella che sara’ poi la personalita’ del bambino e della bambina in eta’ adulta, verra’ etichettata come “anomalia”, se non addirittura come perversione oppure patologia.

Fin da bambini i maschi sono dunque abituati a giocare con giocattoli “da maschi”: soldatini, trenini, automobiline, armi giocattolo. Mentre alle femmine vengono riservate bambole con i loro vestitini, pentoline, stoviglie, casette da arredare e tutto l’armamentario necessario per essere in futuro ben inquadrate nel loro ruolo di brave madri e donnine di casa oltreche’ di amanti devote e con una decisa tendenza eterosessuale. In questo tipo di educazione viene del tutto esclusa la possibilita’ che la persona, da adulta, possa poi avere gusti ed aspirazioni completamente opposti.

Se oggi ricordo alcuni episodi di quando ero bambina, comprendo l’enorme “violenza” psicologica che talvolta i genitori possono operare ai danni dei loro figli, pur amandoli. Di questi episodi ne ricordo in particolare uno. Mia madre, che non voleva che giocassi con i soldatini che rappresentavano il mio divertimento preferito, ma che secondo lei non erano adatti ad una bambina, mi regalo’ un bambolotto. Era un bambolotto di plastica di quelli che, inclinandoli, parlavano. Per me, quel bambolotto e’ sempre stato un’angoscia. Forse per la fissita’ dello sguardo oppure per l’immobilita’ della bocca che, quando lo inclinavo, emetteva quella voce meccanica che mi terrorizzava, io quel bambolotto proprio non lo volevo. Preferivo i miei soldatini. Ma siccome Mamma me lo imponeva ogni momento, un giorno che ne abbi l’occasione lo infilai in una tinozza piena d’acqua e lo “affogai” fino a quando quel suo mugolio fastidioso e innaturale non divenne prima un gracchiare e poi si spense.

Tutte voi sapete, presumo, quel che accadde dopo. Mamma ve lo avra’ sicuramente raccontato. E’ uno dei suoi argomenti preferiti. Ricordo infatti come si arrabbio’ per quel mio gesto e tuttora, nonostante i bambini io li ami piu’ di me stessa, ancora non smette di ricordarmi quell’episodio facendomi quasi vergognare. Ma cosa significava tutto cio’ in termini di personalita’ che poi avrei sviluppato da adulta? Preludeva forse a istinti infanticidi? Scarso senso materno? Latente omosessualita’? O piu’ semplicemente era il modo che avevo di ribellarmi ad un ruolo nel quale, fin da piccola, non mi sentivo felice in quanto costretta? Quel ruolo, appunto, di chi accetta passivamente la propria condizione di femmina imposta dall’alto e non invece come conseguenza di una libera scelta? Anche se allora non lo potevo ancora capire, oggi mi e’ evidente come dentro di me, gia’ a quell’eta’, tutto lottasse per uscire fuori dal guscio nel quale mi si voleva rinchiusa. Comunque, questo e’ solo un esempio di cosa significhi indottrinamento ai ruoli e di conseguenza, insegnare ai bambini a considerare “buone” certe cose e “cattive” altre secondo il loro genere di appartenenza.

Poi ci sono cose considerate cattive per entrambi i generi. Una di queste e’ il sesso. Il sesso e’ cattivo. Il sesso e’ male. Il sesso e’ vietato. Il sesso e’ immorale. E qualcuno, a causa dell’indottrinamento ricevuto, potrebbe anche aggiungere che il sesso e’ schifoso. Questo e’ il modo in cui la stragrande maggioranza dei bambini, ancora nel nostro cosiddetto ventunesimo secolo vengono educati. E so che, quando dico maggioranza, non sto rischiando di generalizzare. Ma non solo il sesso e’ un peccato, se poi si mette di mezzo anche la religione, diventa addirittura il “peccato originale”, quindi il piu’ grande, il piu’ cattivo di tutti, almeno per chi crede a cio’ che e’ stato scritto nei libri sacri delle tre religioni monoteiste. Non ha importanza se il sesso e’ l’atto attraverso quale il genere umano ha potuto esistere. Non ha importanza se e’ col sesso che si accresce l’amore fra due persone. Non ha importanza se e’ quell’impulso primario che guida ogni essere umano verso il piacere e la felicita’. La morale impone di considerarlo il fondamento di ogni vizio.

Forse c’e’ chi ha ancora bisogno di credere che Dio avrebbe inventato un altro modo meno scandaloso per l’uomo e la donna di procreare e se non si fosse messa di mezzo quella maliziosa di Eva, con la sua curiosita’, la sua inguaribile voglia di sapere, la sua incosciente aspirazione a vivere la vita provando ogni esperienza, forse quest’altro modo meno vergognoso esisterebbe. Ma le cose, come sappiamo, sono andate come sono andate. E chi e’ la principale responsabile di quel terribile errore divino? Chi e’ che rappresenta la fonte di ogni tentazione che conduce l’uomo alla perdizione? Chi? La donna, naturalmente! E l’uomo in tutto questo e’ solo una povera vittima. Vittima della vergogna legata al sesso. Vittima per il solo fatto di sentirne il desiderio. E se il sesso e’ cattivo, e’ male, e’ proibito, e’ immorale, e’ schifoso, lo e’ molto di piu’ se a desiderarlo e’ la donna.

Questo ci porta direttamente al tema: l’ipocrisia e la doppia morale sessuale. Inutile dire che in un breve discorso non si possono affrontare tutte le cause e i sintomi dell’ipocrisia e della doppia morale sessuale. Ma tentero’ di definire almeno tre dei fenomeni principali che tutto cio’ produce.

1 – Il primo fenomeno e’ il persistere della misoginia, nel considerare le donne come immature, irresponsabili, non in grado di fare scelte sessuali e di vita indipendenti.
Viola ha commesso il “grande reato” di essere rimasta incinta quando e’ stata violentata da suo fratello, ed e’ stata scacciata di casa perche’ ha rifiutato di abortire. E’ stata abbandonata e per sopravvivere ha dovuto prostituirsi anche durante il periodo di gestazione. Ora e’ madre di una bellissima bambina sana e intelligente, ma cosa ne e’ stato di suo fratello? Ha subito forse qualche castigo per cio’ che ha fatto? No. L’unico castigo lo ha subito lei e se non avesse trovato aiuto, chissa’ dove sarebbero adesso lei e la sua bambina. E’ questo che accade: se una donna osa opporsi ad un sistema ipocrita e maschilista semplicemente rifiutando di interrompere una gravidanza, come ha fatto Viola, deve subirne le conseguenze. Ma se un uomo violenta la sorella ed e’ protetto dalla famiglia, non subisce alcun castigo.
Il problema e’ forse limitato alle zone rurali della Moldavia dalle quali Viola proviene? Dovremmo augurarcelo, ma tutte noi sappiamo che non e’ cosi’. Se si parla della storia recente dell’Est Europa e dei Balcani, la violenza sessuale contro le donne e’ un fatto ineludibile che si e’ manifestato a diversi livelli e in varie forme. Sono state le donne a vivere drammatici episodi di violenza durante i conflitti che hanno sconvolto i Balcani negli anni novanta. Oltre allo stupro, usato come vero e proprio strumento di offensiva interetnica, vi sono state innumerevoli situazioni di sopruso e di sopraffazione. I casi di stupro e di violenza sono stati decine di migliaia e raramente i colpevoli, tutti uomini, sono stati condannati. Come dimostra che a sedici anni dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina, i responsabili degli stupri continuano a sottrarsi alle indagini e alla giustizia. Alcuni occupano addirittura posizioni di potere e molti vivono nelle stesse comunita’ delle loro vittime. Sono pochi in definitiva i colpevoli che sono stati assicurati alla giustizia attraverso i tribunali internazionali e nazionali
Amnesty International stima che anche oggi, nella sola area dei Balcani, ben 15.000 donne o ragazze o bambine subiscano ogni anno abusi sessuali di vario genere, molti dei quali da membri maschi della propria famiglia. Abusi che poi restano impuniti. Ma dicendoli cosi’, sono solo dati statistici, freddi numeri che non riescono a dare la misura di questo orribile fenomeno, e noi tutte sappiamo quanto non sia accurata questa cifra, come la stragrande maggioranza dei casi non vengano denunciati per vergogna, passando quindi sotto silenzio. Di quelle che subiscono violenza sessuale, infatti, non si parla e spesso le vittime sono circondate da un’aura di qualcosa che sa di sporco, intoccabile, che e’ meglio non provocare, non sentire, non udire.

2 – Il secondo fenomeno e’ la celebrazione della verginita’ femminile. Soprattutto laddove l’influsso religioso sta tornando ad essere molto forte, ci si attende che le donne si mantengano vergini fino a quando si sposano. Per me, che sono cresciuta sotto il comunismo e che ho vissuto gli anni della mia emancipazione in una grande citta’, in piena indipendenza e liberta’, tutto cio’ pare una barzelletta di cattivo gusto. Pero’, purtroppo, non lo e’. Questa nuova ondata di “moralismo” e di “sottovalutazione della donna” sta prendendo di nuovo vigore da quando il sistema comunista e’ caduto e la religione si e’ di nuovo incuneata nella vita delle persone sostituendosi all’antica “dottrina” di partito, soprattutto in quei luoghi lontani dalle grandi citta’, nelle zone rurali e piu’ povere.
Allora, dove portera’ tutto questo? Alla ricostruzione dell’imene? All’utilizzo dell’imene artificiale? Le donne accetteranno questa umiliazione prestandosi a questa immonda pratica talvolta costrette proprio dalle loro stesse madri al fine di rifabbricare la menzogna? Oppure come fece una bambina tanti anni fa con un bambolotto, affogheranno l’ipocrisia nella tinozza della propria dignita’?

3 – Il terzo fenomeno, ma non il meno importante, e’ la discriminazione di quelle donne che sono capaci di gestire liberamente la loro sessualita’ e che vengono immancabilmente ostracizzate per il loro stile di vita definito, nella migliore delle ipotesi, come scandaloso o audace. La donna, percio’, tranne rare eccezioni, deve accontentarsi di essere la destinataria dei desideri del maschio. Soggetto dunque passivo e non attivo della sessualita’ perche’ a lei non dato esprimere ma, piuttosto, di essere espressa. E’ per questo motivo che quelle che sono cosi’ coraggiose da ribellarsi andando contro alle regole, che trasgrediscono nello stesso identico modo che e’ concesso al maschio che per gli stessi comportamenti viene considerato normale, devono sapere che nella societa’ dell’ipocrisia e della doppia morale sessuale saranno immancabilmente etichettate nel peggiore dei modi e che avranno sempre l’indice puntato contro.

Io credo che sia giunto il momento di non essere soddisfatte solo di lamentarci, ma che tutte quante per andare avanti dobbiamo fare qualcosa al riguardo: innanzitutto essere consapevoli di noi stesse e della grande forza che ci ha dato la Natura, e poi assumerci la nostra responsabilita’. E qual e’ la responsabilita’ di noi donne in tutto questo? Qual e’ la nostra responsabilita’ nei confronti di questa ipocrisia sessuale che, fin da bambine, c’impedisce di fare delle libere scelte? Si tratta, almeno a mio avviso, di rifiutare il lavaggio del cervello che da secoli ci stanno facendo coloro che vogliono tenerci a bada, e che utilizzano il sesso come un elemento di controllo su di noi. E’ renderci conto che c’e’ qualcosa di sbagliato negli insegnamenti che ci sono stati inculcati. E’ credere che una vita sessuale sana, libera e non condizionata dai giudizi altrui e’ un nostro diritto. Una vita sessuale senza gli ostacoli posti dall’ignoranza, dall’educazione patriarcale, dal sessismo, dai tabu’ e dagli stupidi divieti. Si tratta dunque di educare le nostre figlie e i nostri figli in un modo diverso che porti le generazioni future ad un maggiore rispetto e comprensione del proprio corpo e della sessualita’.

Per riassumere:

– il sesso non e’ male. Il male e’ solo nella doppia morale misogina che penalizza le donne;

– il sesso non fa schifo. Quel che fa schifo sono gli inutili valori basati sul sessismo;

– il sesso non e’ immorale. Immorale e’ la spaventosa ipocrisia che dilaga ogni giorno di piu’.


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