Etèra e Nereide – Terzo momento


– Terzo momento –

Che cosa stai pensando?”

Nereide sembro’ non aver udito, poi alzo’ lo sguardo e disse. ”Alle sciocchezze che dici, Etèra. Hai sempre cercato di stravolgere l’ordine delle cose con le tue regole strampalate. Dovevi essere sempre tu quella diversa! Diversa a tutti i costi! Per questo motivo non sono mai uscita con te. Alle feste o ci andavo io, o ci andavi tu. Non ho mai voluto assistere agli sguardi ironici e divertiti della gente che ti vedeva arrivare.”

“Che cosa credi che pensasse quella gente di me?”

Sul volto di Nereide esplose un ghigno di soddisfazione. ”Io facevo di tutto per comportarmi nel modo giusto, per essere accettata. Riuscivo a legare anche con i genitori dei miei amici che mi consideravano la figlia perfetta. Sono stata il sogno di ogni famiglia: l’amica affidabile, la fidanzata devota, la studentessa diligente…”

”Tu non sai di cosa parli.”

“E tu non sai nulla dell’Amore, del rispetto, della dedizione, del sacrificio! Fra noi due sei sempre stata tu al primo posto, tu con le tue esigenze, tu con le tue voglie da, da…”

”Non riesci neanche a far uscire le parole. Possibile che ti facciano cosi’ paura?”

”TROIA!” urlo’ Nereide, rossa in viso dalla rabbia e da un sentimento di rancore che non credeva di avere. “Da troia. Le tue voglie da troia” ripete’ a bassa voce, con voce stanca come se avesse dovuto sostenere una lotta estenuante.

Etèra resto’ in silenzio, in attesa di tutto quello che ancora doveva arrivare. La tempesta era imminente. Passarono i secondi, poi il primo minuto. L’unica cosa che si sentiva era il respiro diverso delle due donne.

”Io ti odio. Sporchi tutto quello che sfiori. Non hai nulla a cui tieni, nulla di sacro, nulla di veramente tuo da difendere e amare. Non hai mai avuto alcuno scrupolo a sedurre gli uomini che avevo… ma loro preferivano te. E’ normale che preferissero te! Tu aprivi le gambe senza volere nulla. Troppo comodo. Per loro sara’ stato un sogno!”

Etèra sospiro’.

”Ti sei mai chiesta cosa provassi nel vederti stare con loro, nel vederti sbandierare la tua sessualita’, la tua sensualita’ unica… come amavano ripeterti?!”

”Nereide, io non ho il tuo stesso ricordo della nostra vita insieme, e neanche la tua stessa visione dell’amore.”

”Oh mia dea! Mia magnifica dea! Illuminami sulle tue visioni divine!” disse Nereide sarcastica e con voce increspata.

Etèra respiro’ profondamente e tacque per rispettare il disagio di Nereide. Poi chiuse un attimo gli occhi per permettere al suo spirito di rilassarsi e si appoggio’ allo schienale del divano.

”Ci stai pensando?” incalzo’ Nereide.

”Non sto pensando, sto scacciando ogni pensiero della mente per parlarti col cuore sincero.”

”Non essere stupida.”

”Nereide, ascoltami, ma non come ascolteresti una predica. Ti prego, ascoltami come ascolteresti un pensiero che cattura la tua attenzione sfuggendo alla ragione e alla razionalita’. Almeno per un po’, ascoltami come se fossi questo tuo pensiero sfuggito.”

Nereide si mise comoda sul divano e con un cenno del viso incito’ Etèra a parlare.

”Quando dici che noi due viviamo l’amore diversamente hai ragione. Vedi, io non credo che si possa amare un essere umano a parte un figlio o una figlia. Credo infatti solo nell’amore per i propri figli, e gli altri sentimenti che si camuffano da amore preferisco chiamarli in mille altri modi. Dipendenza, insicurezza, possesso, dominio, sottomissione, ma anche conferme, voglia di considerazione, di coccole e… di sesso. E poi, io non mi sono mai intromessa in alcuna tua storia. E’ sempre accaduto esattamente il contrario.”

”Ma che stai dicendo?”

”Dico che le mie relazioni nascevano molto prima che tu ne venissi coinvolta. All’inizio pareva quasi non t’interessassero, eri presa da tutt’altri interessi. Poi conoscevi l’uomo con cui stavo, ti affascinava quello che ti raccontavo di lui, della sua forza, della sua animalita’, sessualita’, virilita’ e t’incuriosivi. T’incuriosivi al punto da volergli mostrare il tuo mondo, i tuoi sogni, la tua fragilita’. E l’uomo, si sa, vuole dominare, e per farlo ha bisogno della donna fragile e indifesa.”

”Pero’ rincorre quella sensuale e famelica!”

”Ma e’ questo il gioco, Nereide. La fragilita’, la purezza, il candore, l’ingenuita’, senza i loro opposti sono come una pietanza ricca d’ingredienti, ma che non ha sapore! Quando entravi nelle loro vite volevi possedere ogni istante, pensiero, sogno, attimo delle loro giornate, e tutto questo non si accordava con cio’ che all’inizio ti aveva affascinato di loro. Non si accordava con cio’ che tu volevi provare, con cio’ che tu desideravi per sentirti appagata.”

”Non ti capisco!”

”Nereide, quando vai a teatro cosa indossi?”

”Che domanda e’?”

”Rispondi…”

”L’abito da sera” rispose Nereide sospirando.

”E se vai al mercato indossi lo stesso abito?”

”Certo che no!”

“Ed in palestra con cosa ci vai?”

“Con una tuta… ma…”

”Aspetta… e se vai in spiaggia indossi un costume, dico giusto?”

”Si’… ma quanto dura questa tiritera?”

”Allora spiegami perche’ in una relazione vuoi indossare sempre lo stesso abito? Perche’ se vai a teatro indossi la stessa tuta che usi in palestra? Magari la tuta puo’ andar bene anche per andare al mercato, ma per il teatro non va bene ed e’ inadatta anche per la spiaggia.”

”Stai delirando!”

“Tu dici?” Etèra le si avvicino’, le prese una mano e sussurro’. “Chiudi gli occhi.”

”Di nuovo?!”

”Si’, chiudili e immagina una scena erotica.”

Nereide si alzo’ e comincio’ a ridere. “Tu sei tutta matta! Tutta!”

”Di cosa hai paura? Che cosa ti puo’ accadere?”

Etèra conosceva qual era il punto debole dell’altra: l’orgoglio.

”Non ho paura di niente!”

Nereide si sedette e rifiutando la mano di Etèra e chiuse gli occhi. Inizio’ quindi a respirare e ad affrontare il suo buio.

Etèra la guido’ con la voce. “Cosa vedi? Non devi necessariamente vedere qualcosa. Se non ti appare nulla, non preoccuparti.”

”Vedo nero. Tutto nero.”

”Se potessi vedere una scena erotica, che cosa vedresti?”

”Un uomo…”

”Com’e’ quest’uomo?”

”Oh cielo! E’ nudo…”

Etèra sorrise. “E cosa fa?”

”Sta fermo davanti a me.”

”E tu cosa fai?”

”Sono nuda anch’io!”

”Cosa accade, adesso?”

”Mi chiede se voglio…”

”Cosa?”

Nereide abbasso’ la voce. “Fare sesso con lui…” poi riapri’ subito gli occhi.

Il suo respiro era lievemente affannato e il suo sguardo cercava una reazione o un qualche indizio di giudizio sul viso di Etèra, ma non trovo’ ne’ l’una ne’ l’altro.

Etèra si limitò a sorriderle affettuosamente, le prese la mano e disse: “Questo e’ un inizio!”


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