Etèra e Nereide – Momento quarto


– Quarto momento –

Nereide prese coraggio e chiese: “Tu invece cosa vedi quando chiudi gli occhi?”

”Non e’ semplice spiegare in poche parole. Dunque… vedo il mio universo interiore con tutte quante le paure, i desideri, le passioni, le angosce che vi sono dentro. Vedo tutto quello che appartiene al mio essere donna, ma che appartiene anche a quella parte di uomo e animale che c’e’ in me.”

”Parli troppo in astratto.”

”Vuoi che chiuda gli occhi e ti descriva?”

”Lo faresti?”

”Di solito vivo questa cosa da sola, e poi non vorrei che ti condizionasse negativamente. Ma se vuoi posso provarci.”

Etèra catturo’ il cenno di assenso di Nereide, si rilasso’ e prese un lungo respiro. Comincio’ cosi’ a descrivere.

“Sono su un letto, nuda, legata mani e piedi. Una donna vuole massaggiarmi, mette della musica, sento dei profumi… inizia a massaggiarmi con un olio che rende le sue mani scivolose e la mia pelle lucida. Prima il volto, il collo, il seno… poi scende sul ventre e sulle gambe. Con un dito mi entra tra le cosce e mi sussurra: ‘Sei bagnata’. Le rispondo con un impercettibile gemito. Lei chiama un uomo. E’ un uomo dalla pelle scura, grande, muscoloso. Appena l’uomo mi vede, senza neanche sfiorarmi, indurisce il suo membro…”

Nereide iniziava a sentirsi in imbarazzo e pensava che fosse un bene il non dover incrociare lo sguardo di Etèra in quel momento. Rimase ad ascoltare.

”L’uomo mi penetra e comincia a muoversi in me molto lentamente, troppo lentamente. Mi fa desiderare un ritmo piu’ veloce… con piu’ violenza. La donna, intanto, continua a massaggiarmi per evitare che i miei muscoli si contraggano alla ricerca del piacere, per evitarmi un orgasmo troppo precoce. Mi sfiora i capezzoli, mi carezza il ventre. Poi l’uomo mi slega. Mi tira su con forza agguantandomi per i glutei, mentre con le gambe mi aggrappo ai suoi fianchi, stretta, per restare unita a lui. Odora di maschio. Mi spinge contro un muro e tenendomi sollevata da terra, continua a muoversi dentro di me con colpi sempre piu’ decisi. Con le mani spreme i miei seni, la sua bocca fruga nella mia, mentre io…
Ecco, credo possa bastare! Allora, che ne dici?”

Nereide non rispose subito. Poi la sua morale le urlo’ che era giunto il momento di mostrare il suo disappunto.

“E’ vergognoso!”

”Non devi provare vergogna” disse sorridendo Etèra.

”Sei tu che dovresti vergognarti!”

”Non sono stata mica io a rimanere per tutto il tempo in ascolto di un sesso che non mi apparteneva?! Che ne dici se adesso ci prepariamo un the?”


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