A cena con Klára – Una donna per amica


Quindi non sei gelosa?”

“Assolutamente no!” risposi assaporando la deliziosa crêpe specialita’ di Gundel, riempita con rum, uvetta, scorza di limone e nocciole, servita con cioccolata e cotta al forno.

“Beh… che problema c’e’? Credo che in fondo sia un bene.”

“Certo che lo e’. Soprattutto quando incontro uomini impegnati” sorrisi ammiccando e sapendo perfettamente che aveva capito a cosa mi riferivo. “Caso mai” continuai “il problema si pone quando sono io che pretendo che non siano gelosi con me, ma so che con te questo non accadra’, vero?”

Fece finta di nulla, come se la cosa non lo riguardasse, ma anche in silenzio, quantunque si sforzasse, non riusciva a mentire bene. Ho sempre avuto la magica capacita’ nel saper individuare le menzogne. Se sia qualcosa propria dell’essere tzigana, oppure se si tratti di una particolare sensibilita’ psicologica tutta mia, questo non lo so. Pero’, con me, pochi riescono a tenere chiuse le saracinesche della loro impertubabilita’ ed hanno difficolta’ a nascondere quello che davvero pensano. Ci sono uomini cosi’ trasparenti che posso legger loro dentro come se fossero fatti di vetro. Mi basta un movimento degli occhi, un’inflessione della voce, una contrazione involontaria delle dita della mano. Non mi sfugge nulla. Sara’ per questo motivo che nella mia famiglia vengo sempre coinvolta quando c’e’ da decidere in una qualunque questione dove le versioni possono essere diverse e contrastanti.

Eravamo ormai al termine della cena. Sarebbe bastato un mio cenno per fargli capire che potevamo andare e la serata si sarebbe conclusa in uno dei due probabili modi che chiunque puo’ immaginare. Avrei potuto confessargli che avevo voglia di sesso; in tal caso avrei tramutato quel nostro incontro in qualcosa di gia’ troppe volte visto, seppur con uomini diversi. Oppure avrei potuto farmi accompagnare in stazione da dove, poi, avrei preso il primo treno per casa. Ma c’era anche una terza possibilita’. Quell’uomo mi attraeva davvero. A parte l’aspetto fisico che per me conta davvero poco, era gradevole restare con lui a chiacchierare, raccontandomi. Difficilmente s’incontrano uomini che sanno ascoltare e che, anche quando ti guardano le tette, non perdono mai di vista cio’ che davvero conta: chi sei veramente, che cosa vuoi veramente e cosa tenti di comunicare.

“Dunque cosa pensi di me?” incalzai. “Dopo avermi ascoltata per tutta la sera come ti sembro? Buona? Cattiva? Ingannatrice? Sincera? Cosa?

“Cerchi sempre di sapere cosa pensano gli altri di te?”

“Si’… in effetti, mi trovo assai interessante come argomento” assentii cercando di spacciare la mia autentica vanita’ per autoironia. “Se pero’ preferisci parlare d’altro, mi farebbe piacere sapere cosa pensi di qualcosa che ultimamente mi sta prendendo molto: l’amicizia fra un uomo e una donna. Puo’ esistere? E se esiste, puo’ essere sincera? Puo’ essere non condizionata dall’attrazione sessuale e quindi dalla possessivita’ e dalla gelosia che ne derivano, oppure anche la piu’ sincera amicizia alla fine finisce con l’andare a letto insieme e da quel momento si tramuta in una banalissima relazione amorosa con tutto cio’ che ne fa parte? Sono queste le domande che, da qualche tempo, sono dentro di me.”

“E’ una questione che non mi sono mai posto, finora…e’ strano che ti venga in mente adesso, mentre stiamo passando una piacevole serata senza che ancora sia stato stabilito alcunche’. Hai per caso in mente qualche piano che mi riguarda?” sussurro’ con tono provocatorio, ma gentile.

“Esattamente come lo hai tu nei miei confronti” rimbeccai con ironia e altrettanta gentilezza.

“Devo fare una scelta adesso, subito, oppure posso anche ripensarci domattina?” sorrise sornione.

Da come pose l’accento su “domattina” compresi come la pensava. Per lui, una donna che gli piaceva, sarebbe sempre stata una preda. Inutile che gli spiegassi il mio punto di vista. Avrebbe annuito, mi avrebbe dato ragione, ma sarebbe stata solo una formalita’. In realta’ avrebbe continuato a pensare a noi due immaginandoci amanti, sol anche per una notte e poi, forse, solo dopo, se non fosse scattato quel click, avrebbe preso in considerazione anche l’amicizia.

Di solito, quando voglio rendere semplici dei concetti che in realta’ sono complessi, racconto delle storielle che contengono degli esempi e delle metafore. Talvolta avviene anche il contrario e cioe’ che le storielle siano piu’ complesse dei concetti che voglio esprimere e quindi alla fine l’unica cosa che ottengo e’ quella di confondere ancor piu’ le idee a chi mi ascolta. Sono questi i rischi a cui va incontro chi sceglie di frequentarmi, ma non posso farci niente. E’ piu’ forte di me. Le storielle mi vengono in mente li’ per li’, senza che abbia bisogno di pensarci a lungo ed e’ inutile che dica che sono apprezzata nella mia famiglia anche per questa mia capacita’ di cantastorie improvvisata. Soprattutto dai bambini.

“Ascolta… voglio raccontarti ancora qualcosa di me. Nella vita ho due grandi passioni: la bicicletta e viaggiare. Riesco a coniugare l’amore per entrambe le cose organizzando di tanto in tanto dei weekend con un amico, anche lui, come me, appassionato di ciclismo. Tra noi due esiste un’amicizia che si basa sulla condivisione di questa grande passione, per la fatica, e per imprese al limite delle nostre possibilita’ fisiche. Ebbene, durante questi nostri weekend abbiamo l’abitudine di dividere la stanza nella quale riposiamo qualche ora al termine di una tappa, in attesa di quella del giorno dopo. Adesso ipotizziamo che ad un certo punto della mia vita io incontri un uomo del quale m’innamoro. Facciamo finta che quest’uomo sei tu. Ipotizziamo che stanotte la passiamo insieme, che ci piacciamo tanto e che decidiamo di legarci in un rapporto sentimentale. Bene, io non vedrei alcun motivo per non essere felice: riuscirei a coltivare sia la mia passione per il ciclismo, sia il rapporto d’amore con te. Le due cose non sarebbero in conflitto… oppure si’?” lo guardai con espressione indagatrice, come per fargli capire che stavo passando a lui il filo del discorso.

“Com’e’ questo tuo amico?”

“E’ un bel ragazzo, bel fisico, sano, ma che c’entra?”

“Beh… come la metteremmo con i weekend? Li passeresti ugualmente con lui dividendo come sempre la camera?”

“Ecco che siamo arrivati al primo punto. Avendo un’idea ben precisa di come funziona il mondo, tu non crederesti mai che un uomo potrebbe condividere con me solo una passione, il ciclismo, senza secondi fini. Tutto cio’, se fossi tu il mio partner, non lo accetteresti e alla fine m’impediresti di poter frequentare il mio amico.”

“Forse, considerando quanto la cosa e’ importante per te, anche se con un po’ di gelosia, non mi opporrei. Accetterei che tu ti passassi qualche weekend con lui, a patto pero’ che non condivideste piu’ la camera.”

“Ed ecco il secondo punto. Secondo il tuo schema, e contro ogni logica, inizieremmo a fare cio’ che non abbiamo mai fatto prima solo perche’ mi sono legata a qualcuno? Nonostante avessimo tutte le occasioni del mondo per scopare, fintanto ero single, niente da fare… solo amici. Ma siccome da un certo momento in poi ci sarebbe di mezzo un altro uomo, cioe’ tu, ecco che tutti i weekend li passeremmo a scopare come ricci per il puro gusto di cornificarti” sorrisi divertita. “Non lo ritieni assurdo?”

“Conoscendo molto gli uomini ed un po’ anche donne, non tanto.”

“Beh, non conosci me. Ma se anche su di me forse sarei io la prima ad avere dubbi, non conosci lui. Mai una volta che si sia comportato in modo da farmi capire che ci fosse altro se non una sincera amicizia legata alla nostra comune passione. Un sentimento che, per com’e’ orgoglioso, non tradirebbe mai. Ma il problema non sarebbe questo. Il problema sarebbe che, sapendo come la pensa, se gli comunicassi questo cambio di modalita’ riguardo ai nostri weekend, cioe’ che dovremmo prendere camere separate perche’ il mio partner non si fida, questo lo umilierebbe in quanto vedrebbe una mancanza di fiducia nei suoi confronti anche da parte mia. Inoltre, qualora accettassi di piegarmi a quella che per lui sarebbe una prevaricazione, la sua stima per me crollerebbe ai minimi termini poiche’ mi riterrebbe totalmente rimbecillita.”

“Beh… e io non conterei?”

“Tu non c’entri. Neanche ti conosce. Il rapporto d’amicizia e’ fra me e lui. Per lui conterebbe solo quello che farei io e, per come lo conosco, so fin da ora che se gli proponessi il compromesso, piuttosto che sottostare a qualcosa del genere, deciderebbe di non passare piu’ i weekend con me.”

”Forse sarebbe la soluzione ideale. Ovviamente per me, ma capisco che non lo sarebbe per te” disse interessato al quesito che gli stavo ponendo. “Tuttavia, vorrei farti una domanda: e’ mai possibile che in tutti i weekend passati insieme, in camera da soli, non ci sia mai stata attrazione sessuale almeno da parte di uno dei due? Hai detto che e’ un bel ragazzo e tu… beh… lasciamo perdere. E’ per caso omosessuale?”

“No, non lo e’. E poi questa e’ solo una storiella. Ti sembra forse che abbia le gambe da ciclista? Non esiste questo amico, pero’ vorrei tanto che esistesse…”

“L’amico o un partner consenziente?”

“Entrambe le cose. Guarda che anch’io sono convinta che la paglia non possa stare vicino al fuoco, pero’ mi ostino a cercare perche’ so che da qualche parte deve esistere.”

“Forse esiste, ma non per te. Sei una paglia inzuppata di benzina ed e’ difficile, se non addirittura impossibile, sopprimere il desiderio. Per non parlare poi della gelosia.”

“Invece, io voglio credere che un’amicizia vera fra un uomo e una donna sia possibile. A patto pero’ che si rispettino alcune regole, cioe’ che si consideri l’amicizia un sentimento che va trattato con rispetto, sincerita’ e altruismo. Poi, puo’ anche succedere che tutto quanto evolva e sfoci nell’amore, ma non deve essere ne’ obbligatorio, ne’ negato, ne’ soprattutto sperato. Scommetto che quando esci per la prima volta con una donna che ti piace pensi al calore che potrebbe darti come amante. Ebbene, il calore di un’amante e’ un bene prezioso, ma quello che un’amica puo’ trasmetterti lo e’ ancora di piu’. Un’amicizia con una donna, ti avvicina al mondo femminile e ti permette di comprenderlo meglio. Un’amica ti apre le porte di un mondo che forse ti e’ del tutto sconosciuto. Chiaramente lo stesso discorso, ma inverso, vale per una donna che ha voglia di fare amicizia con un uomo. Insomma, non credi che una vera amicizia potrebbe essere piu’ appagante di qualche scopata? Senza togliere nulla alla scopata, che lo stesso, per ipotesi, occasionalmente, potrebbe anche esserci. Perche’ no? Pero’ senza che entrare, poi, nei meandri di un’abituale relazione fra amanti, con comportamenti ossessivi e pretese tipiche di chi esige di avere l’esclusiva.”

Avevo tirato fuori quello che tenevo dentro tutto d’un fiato, con passione, come sempre mi capita ogni volta che parlo di cio’ che per me e’ davvero importante.

“E qualora tu lo trovassi, questo amico, hai qualche idea su come dovrebbe funzionare?”

Vidi cambiare la luce nei suoi occhi. Stava riflettendo. Non sarebbe stata una decisione facile per lui, soprattutto perche’ sapeva di non potersi piu’ permettere di mentire. Era di vetro, per me, e potevo leggergli dentro.

“Ecco le regole che, secondo me, dovrebbero essere seguite nell’amicizia, qualsiasi amicizia, anche quella fra un uomo e una donna: dare il meglio di se’ senza pensare di ricevere; desiderare di stare insieme, ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine; temere la perdita, certo, ma senza essere gelosi; sentire il bisogno, ma senza dipendere; dare aiuto, ma senza attendersi gratitudine; essere legati pur essendo liberi; accettare l’altro cosi’ com’e’ senza pretendere che sia come lo si vorrebbe.”

“Mi sembrano delle ottime regole.”

“Lo dici seriamente?” sorrisi con gli occhi pieni di soddisfazione. E di speranza. “Sono contenta. Posso avere un’altra crêpe? Era deliziosa!”

(Continua…)

Gli altri momenti della cena:
Ogni pentola ha il suo coperchio
Donne di ghiaccio e uomini di vetro


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