La metafora del carciofo


Le foglie sono dure. Se le tocchi sembrano impenetrabili, quasi indistruttibili, e poi ci sono le spine, aggressive e pericolose. Il carciofo e’ una creatura intrattabile, antipatica, scostante, dall’aspetto ostile. Se gli sorridi, non ricambia il tuo sorriso. E’ come se ti avvisasse: “Vai via. Sono troppo tosto per te. Non puoi maneggiarmi senza farti del male”.

Pero’ dovresti conoscerlo meglio.

Cosi’, inizi a sfogliarlo. Una foglia per volta, uno scudo difensivo dopo l’altro. Ed ogni volta che pensi di essere finalmente vicino al suo cuore, compaiono foglie sempre piu’ minacciose.
E’ come se ti dicesse: “Non serve a nulla. Stai perdendo tempo. Quello che vedi e’ l’unica cosa che riuscirai ad ottenere: solo foglie e spine. Pensa invece alla tua vita”.

Pero’ dovresti conoscerlo meglio.

Cosi’ continui a rimuovere i rigidi strati di dolore, paura, dubbio, delusione, che il carciofo ha fatto crescere nel tempo per proteggersi da tutto cio’ che e’ falso e spietato. Le dita ti dolgono, la tua pazienza e’ al limite, ma hai troppa ostinazione, troppa passione per rinunciare. Perche’ sai che e’ l’unico modo per meritarti quello che verra’ dopo.

E infine, finalmente, te lo ritrovi tutto nudo fra le mani stanche ed incredule. Non piu’ spine, non piu’ foglie coriacee: solo un cuore tenero e gentile che chiede solo di essere mangiato. E’ come se t’implorasse: “Prendimi. Non voglio piu’ combattere. Con la fede che hai riposto in me hai guadagnato la mia capitolazione, ed io ho ottenuto la mia liberazione”.

E cosi’ lo mangi. Gli mangi il cuore, ed il suo cuore fiorisce dentro di te. E ti senti cosi’ bene, con l’orgoglio dentro l’anima perche’, nonostante tutti i cuori di carciofo in scatola la’ fuori, gia’ puliti e pronti da mangiare, hai scelto di avere il tuo nel modo piu’ faticoso. E sei felice perche’, anche se il viaggio e’ stato lungo e difficile, alla fine ne valeva la pena.

E capisci che il carciofo e’ la metafora della tua vita. La metafora di te.


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