Destinazione ignota


Bene, mi sono decisa. Da oggi me ne vado per qualche giorno in vacanza. Fra un paio d’ore prendero’ il treno per Budapest e poi, da li’, proseguiro’ verso destinazione ignota. Ignota a tutti, ovviamente, ma non a me. So che questi miei brevi viaggi non interessano a nessuno, pero’, siccome sono educata, pensando che qualcuno potrebbe preoccuparsi vedendo il blog non aggiornato nei prossimi giorni, allora avverto.

Come sempre portero’ con me il lap top che, in ogni caso, mi fara’ compagnia durante il viaggio. Chissa’ che non mi venga qualche bella idea per scrivere un bel post… magari un po’ piccante, di quelli che piacciono tanto. Anche se per quelle idee li’ niente ispira di piu’ di un’esperienza vera e concreta. E non e’ detto che l’esperienza ci sia.

Di sicuro faro’ la mia parte. Mi sono equipaggiata bene: occhiali da vista un po’ austeri che fanno molto intellettuale, libro che faro’ finta di leggere, jeans attillatissimi e maglietta con su scritto “adoro le coccole”… da queste parti, lo sapete, ci si deve arrangiare con quel che si ha.

Se avessi il tempo, sarebbe interessante introdurre un bel discorso sulle “esche” che ogni donna prepara quando ha intenzione di “pescare”. Ciascuna di noi ha infatti i propri metodi piu’ o meno sperimentati per attrarre l’attenzione; quasi delle abitudini di vita delle quali neppure ci si accorge piu’. Ci si veste in un certo modo, ci si pettina in un certo modo, ci si trucca in un certo modo, ci si profuma in un certo modo, ci si atteggia in un certo modo. In fondo sappiamo bene quali sono le esche che piu’ attirano i “pesciolini”.

Insomma, “pescare” non e’ sempre qualcosa che avviene per caso. E’ vero’ che quando e’ casuale, quando accade e non ce l’aspettiamo, la pesca e’ piu’ intrigante, ma talvolta ci si puo’ mettere anche un po’ di premeditazione, no? In fondo che male c’e’?


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