Che cosa significa essere sola?



Che cosa significa essere sola?”
Chiedo alla lentiggine solitaria sulla mia spalla sinistra.
”Significa dimenticare di aspettare”, dice la lentiggine
”ed e’ questo quando la vita ti accade”.
”Che cosa significa essere sola?”
Chiedo alla singola goccia di scotch che lascio sempre nel mio bicchiere.
“Significa fermarsi troppo a lungo”, dice la goccia di scotch
”ed e’ questo quando inizi un’avventura”.

”Che cosa significa essere sola?”
Chiedo al sottile rivolo d’acqua che non asciugo mai tra i miei seni.
”Significa essere irragionevole e perduta”, dice il rivolo d’acqua
“ed e’ questo quando e’ il percorso ad arrivare dopo di te”.

”Che cosa significa essere sola?”
Chiedo all’unica finestra che trascuro di chiudere nella mia testa.
”Significa non porsi domande”, dice la finestra
”ed e’ questo quando sono le risposte che trovano te”.

”Che cosa significa essere sola?”
Chiedo alla bambina dentro la bambina dentro la donna.
”Significa correre libera e selvaggia”, dice la bambina
”e riscoprire la lupa che corre dentro di te”.


Questa poesia non esisteva nel web; nessuno l’aveva mai riportata, finora, ed era un peccato perche’ e’ bellissima. Joumana Haddad l’ha scritta in arabo, poi in inglese, ed io ho voluto donarvela in italiano, cercando di tradurla al meglio, affinche’ anche voi aveste il piacere di conoscerla ed apprezzarla.

Della solitudine ho sempre scritto, un po’ qua e un po’ la’, a sprazzi. E’ difficile parlare, infatti, della mia esistenza senza nominarla. E’ un tema che mi coinvolge intimamente nonostante viva in una famiglia alquanto numerosa, ma e’ appurato che e’ qualcosa che coinvolge tutti quanti gli esseri umani, senza distinzione, anche se poi molti evitano di confessarlo.

Nessuno vuol sentirsi solo, nessuno vuol essere solo, nessuno vuol farsi vedere solo… ma poi, in realta’, e’ la solitudine ad essere il comune denominatore di ogni uomo e di ogni donna, come scriveva anche Salvatore Quasimodo nel suo capolavoro.


Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed e’ subito sera

Tre momenti saldamente collegati quello della solitudine, dell’alternarsi della gioia e il dolore, e della brevita’ della vita. E non e’ un caso che tutto questo appaia anche in poeti e culture assai distanti, come ad esempio possiamo leggere in un verso del poeta berbero Si Mohand ou-Mhand.


Aql-agh newghel di ddunit
lh’al d tameddit
nettazzal nug’ a tt-neqd’aâ

ovvero:


Non riesco a tener dietro a questo mondo
ed e’ subito sera
per quanto corra non riesco a raggiungerlo

Ma e’ poi cosi’ terribile la solitudine? Se leggiamo ancora Joumana Haddad, nella sua bellissima “Albero azzurro”, dice:

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l’acqua impara a soffrire.

Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio nasce e si diffonde
a volte marea insolente
un’onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare piu’ ardente di un tormento
un inizio che non si compie mai.

Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
generosa come un seno sognato
tenera come la vite che matura al sole
molteplice mi arrendo
finche’ nasca l’albero del tuo amore
Cosi’ alto e ribelle
Cosi’ alto e tanto mio
Freccia che ritorna all’arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermera’.

E’ qui che la solitudine assume un significato addirittura sensuale, erotico, per affermare con forza come l’energia primaria della passione scaturisca proprio dall’incontro di due solitudini. Se non fossi sola, infatti, che senso avrebbe cercare l’altro? E soprattutto, se fossi immersa nel frastuono di una folla, come farei a riconoscerlo e a sentirne il richiamo?

Come Joumana, anch’io mi perdo nella continua ricerca di chi nei miei occhi possa incontrare questa mia solitudine e quando accade, ecco che in quell’attimo tutto cambia e non mi sento piu’ sola. L’animale selvaggio che dorme nella bambina dentro la bambina che c’e’ in me si libera, ed il suo sonno si trasforma in tempesta. Senza la solitudine che mi appartiene tutto questo non potrebbe avvenire, percio’ non faccio niente per liberarmene e la coltivo con amore, cosi’ che i miei invisibili silenzi diventino per qualcuno frutti da gustare.

Le tue labbra nella mia sete
Il mio sale nelle tue lacrime

Il tuo seme nella mia bocca
Il mio capezzolo sinistro nella tua mano

Il tuo sguardo nei miei occhi
I miei capelli sul tuo cuscino

I tuoi sogni nella mia testa
La mia paura nel tuo abbraccio

La tua strada tra le mie cosce
Il mio fulmine nel tuo cielo

La tua carne sotto le mie unghie
I miei gemiti sulla tua schiena

Il tuo ruggito nella mia gola
Le mie ali nelle tue radici

Il tuo passato nel mio presente
Il mio presente nel tuo futuro

Tutto di me
In ogni goccia di te
Tutto di te
In ogni scintilla di me
Entrambi noi
Soli
ma per sempre intrecciati
Al di sopra del mondo.

(Canzone d’amore, Joumana Haddad – Traduzione di Chiara di Notte)