Qualcosa di diverso


Non sono i post come quello di tre giorni fa che attraggono la maggior parte dei lettori di questo blog; questo lo so e lo si vede anche dai commenti (scarsi) che sono finora giunti. Capisco dunque che chi mi segue – in particolare se di sesso maschile – preferisce molto piu’ quando mi comporto un po’ da civettuola, quando cioe’ puo’ sbirciare attraverso il foro della serratura della mia stanza da letto, riuscendo ad intravedere qualche particolare di me: le mani, le caviglie, i glutei, le cosce, i tratti del viso. Lo rilevo dal successo che hanno avuto e continuano ad avere post come quello sulle mutandine o sul lato B, che sono ancor oggi fra i piu’ cliccati e commentati. Oppure, assai apprezzati risultano i post che trattano di argomenti piccanti, nei quali si puo’ scorgere qualche vago o esplicito accenno alla mia sessualita’ come, ad esempio, quando scrivo quei raccontini tanto provocanti che a molti fanno supporre qualcosa di autobiografico.

Insomma, qui siamo nel virtuale, un mondo che come regola ha quella di tenerci al riparo dalla materialita’, ma e’ proprio per questo limite che viene imposto, per questa barriera che e’ per molti insuperabile, che ci sia una voglia spasmodica nella ricerca di quei dettagli che, in fondo, riescano a materializzare un po’ di piu’ la donna che sta da questa parte del monitor, e che consentano di farne percepire, se non proprio l’aspetto fisico, almeno l’aroma.

E’ una cosa comprensibile. Ho ben chiari i meccanismi che stimolano la curiosita’ nel virtuale, e tante volte ne faccio uso, ma ancor di piu’ li ho presenti nella realta’. E qui sta il vero problema; purtroppo, dentro di me esiste la malsana convinzione d’essere stata troppo spesso corteggiata, frequentata, forse addirittura amata, quasi esclusivamente per il mio aspetto fisico ed ho sempre avuto il timore che in molti casi questo abbia coperto tutto il resto. Come un rumore troppo forte che non ha fatto sentire la musica che suonava sotto, oppure un odore o un sapore troppo deciso che copriva il mio vero aroma.

Non che mi ritenga bellissima, vorrei che questo fosse chiaro. Quando mi guardo allo specchio vedo una donna normalissima, non certo una top model che lascia senza fiato, e forse questa mia percezione e’ stata in qualche modo distorta quando, da giovane, frequentavo determinati ambienti in cui tutto veniva basato sull’immagine. Chi mi conosce davvero al di fuori del contesto virtuale lo sa bene di quanto in fondo l’ipercriticita’ che ho nei confronti di me stessa abbia giocato un ruolo fondamentale nelle mie insicurezze di sempre. E’ un atteggiamento irrazionale, ovviamente, perche’ nonostante quest’opinione che ho sempre avuto, la mia capacita’ di attrarre non ne ha mai risentito. E questo e’ il fatto strano: anche se cio’ mi ha dato degli indubbi vantaggi, e’ tuttora qualcosa che non riesco a digerire completamente.

E’ possibile che la mia relazione con un uomo debba basarsi quasi esclusivamente sulle probabilita’ che lui ha di mettermi le mani addosso?

Forse adesso, per far comprendere meglio, dovrei raccontare alcuni episodi che, nonostante il mio vissuto, non ho mai davvero superato, ma poiche’ si tratta di qualcosa di troppo personale ed intimo per essere divulgato con leggerezza, e questo non e’ uno dei miei soliti raccontini, evitero’ di scendere nei dettagli. E’ comunque come quando si resta vittime di un trauma. Qualcosa di simile accade ai bambini che per punizione vengono rinchiusi in una stanza al buio e poi, da adulti, si sentono a disagio negli spazi angusti e poco illuminati. Per questo motivo ai miei figli, qualora ne avessi, non imporrei mai punizioni del genere. Ma sto divagando… forse perche’ dentro di me c’e’ qualcosa che vorrebbe opporsi a questa mia piccola confessione.

Chi e’ dotato di un minimo d’intelligenza, ha in ogni caso capito che questo sentirmi presa in considerazione soprattutto per l’esteriorita’, e’ stata per molti anni una contraddizione nella quale mi sono dibattuta; da una parte mi faceva comodo, sfruttavo l’occasione che la Natura mi aveva dato e mi sarei sentita una stupida se non ne avessi approfittato, ma dall’altra avvertivo che dentro di me c’era un angolo angusto ed oscuro in cui provavo disagio. Come se la graziosa scatola in cui era incartata la mia interiorita’, piu’ che rendermi libera m’imprigionasse in un ruolo e non facesse emergere la mia vera musica ed il mio aroma. E chi ha un po’ di sensibilita’ puo’ comprendere con quale e quanta sete sia arrivata all’oasi dopo aver attraversato il deserto. Una sete di qualcosa che non avevo mai avuto: qualcosa di diverso.

Non mi piace il termine “spirituale”, sa di religione ed io con la religione, ogni religione, ho un pessimo rapporto. Non ho Fede in niente che non sia intimamente radicato nella Natura, pero’ non saprei in quale altro modo definire quella mia esigenza. C’e’ stato un lungo periodo della mia vita in cui, quando restavo sola con me stessa, avrei avuto voglia di vivere in un mondo di ciechi, dove l’attenzione di chi mi stava di fronte non tenesse conto esclusivamente della forma esteriore, vera o immaginata che fosse che’ l’immaginazione e’ assai piu’ potente della verita’, ma che si concentrasse sull’interiorita’, cosi’ che avessi la sensazione di essere ritenuta interessante, degna di stima, ammirazione e considerazione anche al di la’ della gradevolezza del mio aspetto. In realta’ non me ne rendevo conto, ma la cieca in quel momento ero soltanto io. Adesso so che quel mondo che tanto desideravo gia’ esisteva. Bastava solo che ne trovassi l’accesso e che avessi il coraggio di varcarne la soglia.

Oggi, il modo migliore che ho perche’ si avverta il mio aroma e’ quello di essere coerente, dire le cose con sincerita’, parlare di me mettendo l’accento sui pensieri che mi agitano dentro, cercando di alzare il volume della musica cosi’ da superare il rumore che fino a ieri, forse, impediva di sentirla e, soprattutto, facendo percepire il mondo attraverso i miei sensi, cosi’ come lo vedo e lo vivo io, nel tentativo infinito di descrivere con le parole come sono, o forse come credo di essere… oppure come vorrei essere.


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