Come pesci in un acquario


Baud mi ha scritto: “Oggi la stragrande maggioranza delle persone sono diventate come delle piccole isole, o meglio dei piccoli sommergibili a tenuta stagna. Dentro hanno pensieri, concetti, modi di essere cristallizzati ben presto nella loro vita.”

Non e’ semplice trovare una spiegazione a questo fenomeno. Oltretutto, credo anche che cio’ che potrebbe emergere dalle mie parole rischierebbe di non essere gradito a chi vive di antiche glorie culturali, convinto che bastino le vestigia di un passato che fu per sentirsi a posto con la propria coscienza, sicuro di poter vivere di rendita su quanto accumulato dai suoi antenati, cosi’ da essere immune a quel richiamo che da piu’ parti del mondo inizia a farsi sentire sempre piu’ forte. Un richiamo che, per essere sentito, occorre che la membrana che ci avvolge venga spezzata, e dal bozzolo dell’individualismo si liberi infine una farfalla.

I popoli e le culture, come tutte le cose, evolvono. Ma allo stesso modo possono involvere, regredendo talvolta livelli ancor piu’ infimi di quelli iniziali. I fattori che stimolano l’evoluzione, ma anche la regressione culturale di un popolo, sono molteplici ed io non sono la piu’ adatta per elencarli, pero’ so che cambiano in base all’epoca storica, in base alle nuove scoperte tecnologiche, ed in base a come e quanto si diffondono le idee. La nascita di nuove idee, quindi di cambiamenti profondi in grado di innescare un rinascimento culturale, e’ strettamente collegata alla facilita’ ed alla liberta’ con cui quelle stesse idee vengono diffuse, poiche’ viene a crearsi uno di quelli che vengono definiti circoli virtuosi. Mentre l’imbarbarimento, al contrario, nasce da un circolo vizioso originato dal fermo rifiuto di ascoltare cio’ che giunge dall’esterno e dalla chiusura nell’individualismo senza freni. Dunque da una visione della realta’ in cui tutto cio’ che e’ estraneo alla nostra persona, ai nostri bisogni ed ai nostri piccoli pensieri, non ci riguarda piu’ e s’inizia a considerare tutto il resto come qualcosa di ostile.

Oggi assistiamo ad un fenomeno che era impensabile sol anche un paio di mesi fa. La velocita’, con la quale stanno avvenendo certi cambiamenti nel mondo arabo, e’ sorprendente e questo rigurgito di democrazia e di liberta’ non possono non spingerci a chiederci perche’ certi popoli finora considerati piu’ arretrati dal punto di vista culturale, civile e persino morale, per via di quell’oscurantismo religioso a cui il mondo islamico e’ stato sottomesso negli ultimi secoli, si stanno svegliando con una forza ed una determinazione mai vista, mentre gli altri, i colti, i civili, gli eredi dell’Illuminismo, della democrazia e della tanto decantata liberta’ occidentale sembrano invece sempre piu’ immersi nel sonno della rassegnazione.

C’e’ da dire che nel mondo arabo, come in generale in tutti i paesi emergenti, i giovani rappresentano la maggioranza della popolazione, e la gioventu’, con il suo entusiasmo e la sua voglia di ribellione, e’ senza dubbio una delle energie principali che spingono al cambiamento. E’ grazie a questi giovani che, infatti, le idee iniziano a circolare sempre piu’ libere, ed e’ grazie a questi giovani che sempre piu’ gente inizia a vedere quello che non era mai riuscita a vedere prima o di cui, forse, si era dimenticata. Oggi gli sguardi di questi popoli sul futuro si spingono ben oltre l’orizzonte imposto da coloro che fino ad oggi li hanno dominati. Un orizzonte che, invece, laddove si vive ormai un tramonto culturale, non si riesce piu’ a distinguere.

Quindi, mentre il mondo degli altri, quello fuori del proprio bozzolo, che oggi e’ sempre piu’ a sud e ad oriente, si rischiara di una luce tutta nuova che fa presagire un’alba, l’orizzonte di chi ha scelto di restare chiuso dentro la propria grettezza diventa sempre piu’ buio. E’ questo l’inizio di un oscurantismo che pian piano, se non verra’ posto rimedio, rendera’ le persone completamente cieche e le precipitera’ in un mondo sempre meno libero, sempre piu’ intriso di pregiudizi, ipocrisie, e false convinzioni dove, al di la’ dei confini del proprio individualismo, ci sara’ solo il vuoto.

I primi segni di quanto sto dicendo, si notano soprattutto nella limitatezza con la quale sempre piu’ gente affronta le discussioni. Il modo di ragionare, il chiudersi sempre piu’ nelle proprie certezze, in quella camera stagna di cui Neelps parla, e’ solo una spia che la cultura non sta procedendo verso un nuovo Rinascimento, ma verso un nuovo Medio Evo, ed il fatto che la stragrande maggioranza delle persone non lo capiscano, oppure se ne freghino, dimostra quanto ormai il virus dell’ignoranza abbia invaso l’organismo. Ed il virus dell’ignoranza e’ un parassita che fagocita la parte migliore di ogni persona, moltiplicandosi finche’ non e’ riuscito a distorcere ed opprimere qualsiasi cosa libera, bella o creativa in grado di sfuggire all’ipocrita superficialita’. E’ un parassita non ammette alcuna luce e ovunque riesce a risplendere la liberta’, la creativita’ e la bellezza lui e’ li’ a lanciare ondate di ostilita’ e di risentimento, a promuovere la menzogna al ruolo di verita’ e a soffocare ogni verita’ sotto il tallone della mediocrita’.

E cosi’, con la minaccia, l’aggressione, la demagogia, la ciarlataneria, il doppiogiochismo, pian piano anche quelli che ancora oggi possono pensare, o sono convinti di poterlo fare, per comodita’, per pigrizia o per conformismo, inizieranno a fingere; a fingere di non vedere la realta’ e si rinchiuderanno anche loro nella grettezza. Fin quando tutti diverrano dei ladri. Ladri di vita e di liberta’, ladri di idee, ladri di cultura, ladri di luce, perdendo la loro identita’ di persone e trasformandosi in imbecilli.

E’ solo dall’esterno che si puo’ osservare un acquario e vederne i limiti. I pesci che sono dentro non sanno di esserne prigionieri, e vivono non avendo cognizione che fuori dal loro piccolo spazio esiste un intero mondo con fiumi, laghi ed anche un mare immenso dove poter nuotare. E gli imbecilli restano chiusi in eterno nel loro bozzolo di individualismo come pesci in un acquario.


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