La pazzia e’ poesia


Celebriamo la pazzia. Esaltiamola insieme ai sentimenti che affiorano sotto la pelle. Abbagliati dalla verita’, offriamole i nostri occhi puri e non ciechi. Lasciamo che ci aggredisca con la sua furia, distruggiamo i luoghi comuni e cediamo a lei perche’ sia la completezza in cui si sublima la nostra umanita’ piu’ vera.

Chi e’ normale cede le sue armi, abdica alla mediocrita’ e viene a patti con la pochezza, in una via di mezzo fra l’ordinario ed il banale, ponendo quei paletti che chiama regole sociali. La pazzia, invece, e’ polisemica e sovrabbonda d’umana sapienza. E’ allegoria, e’ connotazione, e’ incoerenza, e’ tutto cio’ che non si adegua alla convenienza del pensiero. E’ utopia.

Pazzia buona, istigatrice, che da’ voce alla coscienza che non merita d’essere soffocata, perche’ e’ lei che esprime l’emozione, la fiducia, il desiderio, la speranza e quell’infinita capacita’ di dare vita al mondo cosi’ come dovrebbe essere. La pazzia e’ poesia.


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