Non infatuatevi di me


Forse non c’e’ bisogno di scrivere questo post. Forse e’ del tutto superfluo o forse, anche se riguarda un fenomeno assai diffuso in Internet, fa parte di qualcosa di talmente personale che magari farei bene a tener riservata per non stimolare ulteriori fantasie in chi, per una ragione o per l’altra, mi invia in privato, chiedendo di non divulgarli, i suoi messaggi in cui mi fa chiaramente capire di essere infatuato di me e di sentirsi parte in causa in tutto cio’ che inserisco in questo blog – gli articoli, i commenti, i video e persino le foto – convinto di essere l’unico ed esclusivo oggetto delle mie storie, arrivando a credere che io mi rivolga soltanto a lui e non ad altri.

Sinceramente, non so spiegarmi da dove abbia origine questa bizzarra convinzione. Non ho mai creduto di lanciare messaggi cosi’ ammiccanti da riuscire ad ammaliare qualcuno fino a questo punto. Anzi, finora avevo pensato che la mia tipica freddezza magiara fosse sufficiente a tenere una considerevole distanza fra quella che e’ la mia realta’ e questo luogo, e che nessuno fosse cosi’ stolto da prendere sul serio certi miei atteggiamenti finalizzati piu’ che altro ad offrire un effetto scenografico. Pero’, adesso, penso proprio di aver sbagliato valutazione e che esista davvero chi vive di soli sogni: persone dotate di particolare fantasia che interagiscono con gli autori e le autrici dei vari blog sentendosi protagonisti oppure sognando di esserlo, arrivando finanche a crearsi nella testa storie incredibili in una sorta d’infatuazione virtuale alla quale non so dare una facile spiegazione.

Non che cio’ rappresenti per me qualcosa di fastidioso, sia ben chiaro. Anche se all’apparenza posso sembrare ricoperta da una patina di severita’, sono da sempre sensibile alle parole d’apprezzamento se dette con garbo e sincerita’, e mi piacciono molto i complimenti quando non sono palesi manifestazioni d’accondiscendenza inutile e senza motivo. Sono quindi felice di suscitare emozioni forti in chi mi legge, perche’ lo scopo dello scrivere e’, appunto, quello di provocare reazioni di tipo emotivo, e sentire di rappresentare per qualcuno l’immagine del desiderio, della sensualita’ e dell’erotismo, riesce a donarmi talvolta quella dose di buon umore con la quale affronto meglio la giornata. Una sensazione che ho provato altre volte nella mia vita ed e’ anche il motivo che, in contesti diversi, dal punto di vista erotico mi rende ben disposta verso chi sa farmene dono nel modo giusto.

Qual e’ il modo giusto? Adesso, cosi’ su due piedi, non saprei dirlo, anche perche’ non credo esista un unico modo. In ogni caso, l’avverto quando sento di suscitare un forte interesse in qualcuno e varia ogni volta, da persona a persona. Pero’, finora, se ne sono stata coinvolta e’ stato soprattutto nei miei incontri reali, avendo di fronte chi potesse essere attratto soprattutto dalla mia fisicita’. Per questo ho sempre pensato che per infatuarsi veramente di me fosse necessario almeno un riscontro oggettivo, reale, mentre qui, in questa situazione totalmente virtuale che lascia spazio solo all’immaginazione e a nient’altro, tutto cio’ rappresenta per me una novita’ che al momento non ho avuto ancora modo di valutare con sufficiente ponderatezza.

Infatti, se essere consapevole di suscitare questo tipo di sensazione da un lato mi attrae perche’ solletica la mia vanita’, dall’altro provo anche un indescrivibile senso d’angoscia, in quanto ho sempre avuto qualche difficolta’ a rapportarmi con chi aveva comportamenti esagerati, opposti rispetto al mio essere solitamente piu’ riservata e meno incline alle esternazioni troppo dirette. Perche’, lo devo dire con estrema chiarezza, quando mi sono lasciata andare nei riguardi di certe persone che fin da subito si sono mostrate troppo passionali, troppo disponibili, troppo di tutto, ho sempre ricevuto in cambio brutte sorprese e mi sono cacciata spesso in trappole dalle quali uscire, poi, e’ stato davvero difficoltoso.

Per questo motivo e non per altri, sono molto scettica nei confronti di quelle infatuazioni che nascono cosi’ dal nulla, senza che ve ne sia una vera ragione, soprattutto in un contesto virtuale in cui nessuno puo’ avere la certezza assoluta di chi si trova dall’altra parte del monitor, e sono sempre piu’ convinta che questo comportamento, questo facile appassionarsi, questo mostrarsi fin da subito generosi di sentimenti, questo sentirsi addirittura protagonisti dei pensieri altrui senza che vi sia un’autentica corrispondenza d’amorosi sensi, abbia un significato molto diverso da quello che puo’ avere una normale attrazione per un’altra persona, ma si tratti soprattutto di una specie di ossessione, di un voler a tutti i costi rendere viva un’illusione nella quale “l’altro” non ha alcuna importanza poiche’ “l’altro”, senza alcun ruolo se non quello di essere uno schermo bianco su cui viene proiettato un film, e’ unicamente una marionetta ignara ed inconsapevole destinata solo a concretizzare un’idea: quella dell’amore perfetto.

Amore perfetto forse perche’ irraggiungibile, forse perche’ chi sta dall’altra parte non ha modo di entrare in contatto con i nostri difetti, con le nostre contraddizioni, con il nostro carattere che appare piacevole ed intrigante solo se filtrato attraverso il web, e magari potrebbe risultare insopportabile ed odioso se lasciato libero di esprimersi per un tempo superiore a quello di una breve chat.

Sinceramente e’ un problema che finora non mi sono mai posta e non so quali siano i veri motivi che portano una persona ad esprimere un sentimento cosi’ profondo e unico – che non dovrebbe assolutamente essere svilito in un ambiente quasi da gioco di ruolo – all’autore o all’autrice di un blog, ma so che per me l’infatuazione, anche se e’ sicuramente collegata all’immaginazione e a tutto un mondo intriso di cerebrale, per evolvere e per essere vera ha bisogno di un riscontro reale e concreto a cui appoggiarsi: una voce, un gesto, uno sguardo, un odore… tutte cose che in un blog sono difficili da ottenere.

Pero’, considerata la frequenza con la quale continua ad arrivarmi questo tipo di messaggio, in cui mi si parla come se mi si conoscesse profondamente, e mi si raccontano cose che non mi sognerei mai di ascoltare neppure da qualche amico piu’ intimo, e tenuto conto della quantita’ di persone che sempre piu’ tendono a relazionarsi con me convinte di questi loro sentimenti che vanno ben oltre il mero apprezzamento per il modo in cui tratto gli argomenti, devo quanto meno riconoscere che ci sia oggi una certa propensione ad infatuarsi e persino innamorarsi, di chi puo’ anche essere virtuale. E cio’ in qualche modo mi crea un po’ di disagio, perche’ a volte credo di essere io quella fuori posto.

Purtroppo, devo dirlo con chiarezza, ed un po’ mi spiace per chi si fosse fatto qualche illusione nei miei confronti, sono troppo pragmatica e materialista per credere che l’amore possa sbocciare fra i pixel, o forse non faccio parte di quella generazione nata e cresciuta con Internet per la quale puo’ sembrare del tutto naturale manifestare i propri sentimenti a persone perlopiu’ sconosciute per mezzo di frasi scritte in una chat oppure in un sms.

Come ho fatto sapere piu’ volte nei miei scritti, senza un adeguato “hardware”, il solo “software” non mi puo’ bastare, e se proprio devo corrispondere, relazionare, confrontarmi sul piano dei sentimenti, mi si lasci almeno il modo di valutarli su una base di realta’, che possa decidere dove, come e con chi investire le mie energie – perche’ di vere e proprie energie si tratta – e non certo basandomi su strani film che vengono proiettati nelle menti di chi non conosco e che forse non conoscero’ mai.

A che serve quindi inviarmi numeri di telefono che probabilmente non chiamero’ mai? A che serve prospettarmi appuntamenti ai quali quasi certamente non mi rechero’ mai? Che significato hanno queste proposte sapendo che vivo in un luogo distante, per mia scelta irraggiungibile, che desidero tenere nascosto a tutti e nel quale non faccio di sicuro entrare la prima persona che mi scrive un messaggio carino sul blog?

Posso pensare che in alcuni casi tutto cio’ sia una specie di metodo sperimentato per ottenere sesso facile e gratuito, una sorta di “phishing” che si fa gioco della vanita’ finalizzato ad ottenere una scopata veloce nella speranza che qualche sprovveduta – non ha importanza chi, tanto l’una vale l’altra – ci caschi. Dopodiche’ sia facile defilarsi, scomparire, in quanto non esistono certezze sulla reale identita’ di chi si presenta mascherato da un nick, neppure se invia un proprio documento o una foto perche’ potrebbero essere falsi, ed una schedina telefonica la si puo’ gettare via un attimo dopo l’incontro.

No, mi dispiace, non e’ il mio genere. Non e’ questo che m’interessa e non ho il blog per rimorchiare o essere rimorchiata in questo modo. Qualora ci fosse chi crede che mi si possa “pescare” cosi’, come fossi una pesciolina desiderosa di abboccare al primo “amo” che capita, e’ bene che sappia che sta sprecando il suo tempo. Non mi faccio pescare. Sono io che decido e che scelgo chi, come e quando, e per farlo non mi affido di certo al virtuale e a tutto un sistema in cui le menzogne possono facilmente mescolarsi alle verita’. Ho bisogno di sentire qualcosa di reale, vero, concreto che posso vedere, annusare, toccare… e in tal caso, se la persona mi va, la voglia me la posso togliere anche subito, seduta stante, senza un attimo d’esitazione. E non e’ necessario che vi sia di mezzo l’amore.

Se invece di amore si tratta, se proprio di questo sentimento si deve parlare, allora mi si dia modo di valutare con calma, scegliendo i tempi, dovessero anche passare lustri, cosi’ da conoscersi nel profondo prima di accettare se contraccambiare o no. Al di la’ della passione e dell’impeto che si dissolvono con la stessa velocita’ con cui nascono, cio’ che in tal caso puo’ davvero interessarmi e’ capire fino in fondo quanta forza, quanta costanza e quanta determinazione riesca ad avere una persona per meritarsi la mia piena fiducia, cosi’ da non dovermi pentire il giorno dopo.


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