Insulto e rutto libero


Ho capito una cosa… anzi, da un po’ di tempo non ci facevo piu’ caso, ma l’ho riscoperta sempre piu’ attuale: per molte persone non e’ importante l’argomento di cui si discute, cio’ che conta e’ sfogare quello che hanno dentro, qualsiasi cosa si tratti. Dimostrare la validita’ delle proprie tesi, infatti, non e’ esigenza di confronto, ma qualcos’altro che ha a che fare molto piu’ con aspetti psicologici che, con cio’ di cui si discute, non c’entrano niente. E cosi’ c’e’ chi non apporta argomenti validi, logici ed incontrovertibili, ma critica, ridicolizza, insulta, facendo riferimento quasi sempre a qualcosa di personale che riguarda soltanto l’interlocutore, arrivando a perdere di vista completamente l’oggetto del contendere e tutto quello che afferisce alle idee ed alle opinioni.

E’ un fatto assai comune nel web e non e’ certo qualcosa di nuovo. Da sempre posso dire di aver subito questo comportamento, pero’ ogni volta mi stupisco quando lo vedo reiterato persino da persone che fino a ieri consideravo diverse, oneste intellettualmente, a loro modo corrette e non inclini a questi patetici giochetti in cui si distinguono soprattutto i bimbiminkia.

Sei in difficolta’ in una discussione? Non sai come rispondere? Credi di essere stato messo all’angolo? Temi che l’avversario abbia sgamato qualche scheletruzzo che hai nell’armadio? Oppure semplicemente ti sta sui coglioni quella persona, cio’ che esprime ed il modo in cui si esprime? O ancora, ti sei svegliato con le palle girate, ti senti una nullita’ e vuoi sfogarti su qualcuno dimostrando, se pur ad una platea di fantasmi, che in fondo sei un tipo tosto, arguto ed intelligente?

Allora insulta!

Fallo in modo palese oppure velato, usa parole dure oppure melliflue, ma metti in evidenza che il tuo avversario e’ un idiota, un paranoico, un povero mentecatto, una persona mai cresciuta, oppure ha piu’ scheletri nell’armadio di te. Non distruggere le sue tesi; farai prima a distruggere lui. Rovescia la frittata cosi’ che il discorso trasmigri dall’oggetto in discussione al tuo interlocutore e tutto sara’ piu’ facile. E’ un metodo consolidato che finora, in Italia, non ha mai fallito.

Ecco perche’ oggi ho voluto scrivere questo post. Non e’ tanto per discutere di qualcosa, perche’ in realta’ di discutere oggi ho poca voglia, ma per lasciare a chi ha questa forte esigenza la possibilita’ di sfogarsi, qui, subito, su di me.

Fatelo, vi prego. Fatelo tranquillamente senza inventarvi nuovi nick, anche in modo anonimo se volete; non blocchero’ alcun commento. Fate uscire quello che avete dentro, liberatevi di tutto, non sentitevi obbligati a fingere una falsa cortesia per apparire persone aduse alle buone maniere. Dite, finalmente senza peli sulla lingua, cio’ che pensate di me, finanche arrivando a dare giudizi sulle mie motivazioni, sulle mie intenzioni e persino sulla mia vita privata, che non potete conoscere ma che sicuramente avra’ creato dentro la vostra immaginazione convinzioni e verita’ inconfutabili.

Vi prometto che non mi opporro’ a niente; qualsiasi cosa scriviate, qualsiasi termine usiate, in qualsiasi modo mi trattiate, non filtrero’ alcuno dei commenti che mi arriveranno. Per una volta fate conto di essere come quei lanzichenecchi ai quali veniva concesso di razziare la citta’ appena conquistata. Distruggete tutto, se volete, e vedrete che alla fine sara’ qualcosa di terapeutico, vi sentirete meglio, fidatevi…

Approfittate dunque di questa occasione irripetibile di insultare e ruttare liberamente contro di me che vi concedero’ una sola volta: questa. Non ce ne saranno altre di occasioni cosi’ perche’ dopo, terminato questo baccanale virtuale, tutto ritornera’ come prima ed in questo blog sara’ di nuovo richiesto di osservare la vecchia e cara Netiquette, qualcosa di ormai dimenticato come il galateo e le buone maniere, che pero’ credo sia utile rileggere ogni tanto.

  1. Quando si arriva in un blog, e’ bene leggere i anche messaggi passati ed i commenti che vi circolano: in tale modo ci si rende conto del metodo con cui vengono trattati gli argomenti e quali sono i comportamenti da tenere.
  2. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions), se sono esposte, prima di inviare nuove domande a cui e’ stato piu’ volte risposto.
  3. Se si invia un commento, e’ bene che esso si attenga all’oggetto del post, quindi all’argomento, alle idee, alle opinioni ivi espresse e non divaghi su aspetti caratteriali di chi le ha espresse. Si evita in tal modo di spostare la discussione su questioni personali.
  4. Non usare i caratteri tutti in maiuscolo. Nella rete questo comportamento equivale ad “urlare” ed e’ assai disdicevole, a meno che col maiuscolo non si voglia evidenziare qualche termine particolare, ma deve limitarsi solo a sporadiche evidenziazioni.
  5. Non divagare rispetto all’argomento del post, anche se talvolta e’ accettato o almeno tollerato aggiungendo il tag [OT] , cioe’ Off Topic che significa “fuori argomento”.
  6. Se si risponde ad un post o ad un commento, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l’intero messaggio originale. Fare questo, in gergo, si dice Quotare.
  7. Non condurre “guerre di opinione” a colpi di messaggi e contromessaggi: le diatribe personali, e’ meglio risolverle tramite corrispondenza privata tra gli interessati.
  8. Non pubblicare commenti stupidi, gratuitamente provocatori o che prendono le parti dell’uno o dell’altro al solo scopo di aizzare la discussione. In gergo questo comportamento si chiama fare il Troll che nel web e’ sinonimo di chi disturba.
  9. Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica o privati a meno che l’autore sia ignoto.
  10. Non usare piu’ nickname e/o profili diversi (morphing): e’ considerato un comportamento riprovevole in quanto genera il sospetto che si tenti di ingannare gli altri partecipanti alla discussione sulla propria identita’.
  11. Non inviare commenti che contengono messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano altro che un modo per promuovere le proprie attivita’.
  12. Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive e’ comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alle persone alle quali si rivolge.

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