I capelli nuovi dell’imprenditore


Molti anni fa, in un paese piccolo piccolo abitato da gente piccola piccola, viveva un imprenditore che era sceso in campo prestandosi alla politica e, grazie ai suoi soldi e alle sue amicizie, era diventato presidente. L’imprenditore aveva pero’ una mania, una cosa alla quale non poteva rinunciare: essendo pelato, ci teneva a mettersi in testa sempre dei parrucchini. Li cambiava di continuo, li aveva di ogni tipo e di ogni colore, e se ne faceva fabbricare sempre di nuovi da usare in ogni occasione, spendendo moltissimi dei suoi soldi per acconciarsi elegantemente.

Non si curava dei problemi del suo popolo, ne’ della cultura, ne’ della scuola, ne’ della sanita’, ne’ dello sviluppo economico, ne’ della raccolta dell’immondizia o della disoccupazione. A lui interessavano solo i suoi capelli che dovevano essere sempre bellissimi. Possedeva un parrucchino per ogni ora del giorno e come di solito si dice che un presidente e’ in riunione al consiglio dei ministri a prendere decisioni importanti, cosi’ di lui si diceva sempre: «E’ davanti allo specchio a provarsi i nuovi capelli».

Nella citta’ in cui abitava, un giorno giunse una zingara che si fece passare per un’esperta fabbricante di parrucchini e sostenne di saperli fare con i capelli piu’ belli che si potesse immaginare, perche’ i capelli che usava erano magici. Non solo la consistenza, il colore ed il taglio erano straordinariamente belli, ma i parrucchini che si facevano con i suoi capelli avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all’altezza della loro carica e a quelli molto stupidi.

“Sono proprio i capelli che mi mancano!” penso’ l’imprenditore. “Con questi potrei scoprire chi delle persone che ho fatto nominare in parlamento non e’ all’altezza dell’incarico che ha, e riconoscere gli stupidi dagli intelligenti. Si’, un parrucchino cosi’ deve essere fatto immediatamente per me!” e diede alla zingara molti soldi, affinche’ potesse iniziare a lavorare.

La zingara monto’ una specie di laboratorio, con un manichino con la testa calva da usare come base per il suo lavoro. Senza scrupoli chiese all’imprenditore ancora piu’ soldi, promettendogli che avrebbe davvero usato i capelli piu’ belli e piu’ magici che potessero esistere, poi lavoro’ fino a notte tarda, con la testa del manichino sempre vuota, ma facendo finta che sopra vi fosse appoggiato qualcosa.

“Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori” penso’ l’imprenditore, ma in verita’ si sentiva un po’ agitato al pensiero che gli stupidi o chi non degno del suo incarico non potessero vedere i capelli. Naturalmente non temeva per se stesso; tuttavia preferi’ mandare prima un altro a vedere come le cose proseguivano. Tutti in citta’ sapevano che straordinario potere avessero quei capelli e tutti erano ansiosi di scoprire quanto stupido o incompetente fosse il loro vicino.

“Mandero’ il mio bravo ministro Gasparro” penso’ l’imprenditore “lui potra’ certo vedere meglio degli altri come sta venendo il lavoro, dato che ha buon senso e non c’e’ nessuno migliore di lui nel fare il suo lavoro.”
Il ministro entro’ nel salone dove la zingara truffatrice stava lavorando con il manichino con la testa vuota. “Dio mi protegga!” penso’, e spalanco’ gli occhi “non riesco a vedere niente!” Ma non lo disse.

La zingara lo prego’ di avvicinarsi di piu’ e chiese se la consistenza, il colore ed il taglio non erano belli. Intanto indicava la testa vuota del manichino e il povero ministro continuo’ a sgranare gli occhi, ma non pote’ dir nulla, perche’ non c’era nulla. “Signore!” penso’ “forse sono stupido? Non l’ho mai pensato ma non si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare che non riesco a vedere i capelli!”

«Ebbene, lei non dice nulla!» esclamo’ l’imbrogliona.

«Splendidi! Bellissimi!» disse il ministro. «Che consistenza setosa, sembrano veri… e che taglio! Proprio alla moda! Si’, si’, diro’ al presidente che mi piacciono moltissimo!»

«Ne sono molto felice!» disse la zingara, e comincio’ ad elencare le varie qualita’ di quei capelli inesistenti. Il ministro ascolto’ attentamente per poter dire lo stesso una volta tornato dal suo presidente, e cosi’ infatti fece.
L’imbrogliona richiese altri soldi, necessari per andare avanti col lavoro e continuo’ a fingere di lavorare.

Il presidente invio’ poco dopo il suo avvocato di fiducia, Ghedino, per vedere come proseguivano i lavori, e quanto mancava prima che il parrucchino fosse pronto. Anche a lui successe quello che era capitato al ministro; guardo’ con attenzione, ma non c’era nulla da vedere se non un manichino con la testa calva, e difatti non vide nulla.

«Non sono dei bei capelli?» chiese la truffatrice, spiegando e mostrando il taglio alla moda di capelli che non c’erano affatto.

“Stupido non sono” penso’ l’avvocato “e’ dunque l’incarico che mi hanno affidato che non e’ adatto a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene!” E cosi’ lodo’ i capelli che non vedeva e si complimento’ per la bellezza della tonalita’ del colore ed il magnifico taglio alla moda. «Si’, sono proprio magnifici» riferi’ poi al suo cliente.
Tutti in citta’ parlavano di quei magnifici capelli.

L’imperatore volle vederli personalmente mentre ancora erano in lavorazione sul manichino. Con un gruppo di uomini fidati, tra cui anche l’avvocato ed il ministro che gia’ erano stati a vederli, si reco’ dalla furba zingara che stava lavorando con grande impegno, ma in realta’ fingeva.

«Non sono magnifici?» esclamarono il ministro e l’avvocato. «Presidente, guardi che taglio, che tonalita’ di colore, che consistenza!» e indicarono il manichino vuoto, pensando che anche gli altri potessero vedere i capelli.

“Come sarebbe!” penso’ l’imprenditore “Io non vedo nulla! E’ terribile! sono forse stupido? O non sono degno di essere presidente? E’ la cosa piu’ terribile che mi possa capitare”. «Oh, sono bellissimi!» esclamo’ «hanno la mia piena approvazione!» e ammirava, osservandolo soddisfatto, il manichino vuoto; non voleva dire che non vedeva niente. Tutto il suo seguito guardo’ con attenzione, e non scopri’ nulla di piu’; tutti dissero ugualmente: «Sono bellissimi!» e gli consigliarono di indossarli per la prima volta al corteo che doveva avvenire tra breve. «Fantastico, bellissimo, eccellente » esclamarono l’uno con l’altro, e si rallegrarono molto delle loro parole. L’imprenditore, per ringraziarla dello splendido lavoro, consegno’ alla truffatrice un pendente con una farfallina da appendere al collo, ed il titolo di Consigliera Regionale.

Tutta la notte che precedette il corteo la truffatrice resto’ alzata con le luci accese. Cosi’ la gente poteva vedere che aveva da fare per preparare i nuovi capelli del presidente in modo che fossero perfetti. Finse di togliere il parrucchino dal manichino e taglio’ l’aria con grosse forbici per dare l’impressione di dedicarsi agli ultimi ritocchi. Infine annuncio’: «Ora i capelli sono pronti.»

Giunse il presidente in persona con i suoi illustri cavalieri, e l’imbrogliona sollevo’ un braccio come se tenesse qualcosa e disse: «Ecco, presidente, adesso ve li sistemero’ sulla testa! Sono leggerissimi! Si potrebbe quasi credere di non averli addosso, ma e proprio questo il loro pregio!».
«Si’» confermarono tutti i cavalieri, anche se non potevano vedere nulla, dato che non c’era nulla.

«Vuole, Presidente, degnarsi ora di mettersi seduto?» disse la zingara «cosi’ li sistemeremo sulla sua testa proprio qui davanti allo specchio.» L’imprenditore si sedette, si tolse il parrucchino che portava, e l’imbrogliona finse di mettergli il nuovo sulla testa pelata. Poi finse di pettinare qualcosa che non esisteva.

«Come le sta bene! Come le donano!» dissero tutti. «Che taglio! Che colore! Che consistenza! Sono capelli bellissimi!»

«Qui fuori sono arrivati gli uomini della scorta e del baldacchino sul quale dovra’ essere tenuto sopra durante il corteo, Presidente!» annuncio’ il Gran Maestro del Cerimoniale Bondo.
«Si’ anch’io sono pronto» rispose l’imprenditore. «Mi stanno proprio bene, vero?» E si rigiro’ ancora una volta davanti allo specchio prima di avviarsi.

E cosi’ l’imprenditore apri’ il corteo sotto il bel baldacchino e la gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che meraviglia i nuovi capelli del presidente! Che splendida acconciatura! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far capire che non vedeva niente, perche’ altrimenti avrebbe dimostrato di essere stupido o di non essere all’altezza del suo incarico. Nessuno dei parrucchini portati in precedenza dall’imprenditore aveva mai avuto una tale successo.

«Ma e’ pelato!» disse un bambino. «Signore sentite la voce dell’innocenza!» replico’ il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto.

«Non ha i capelli! C’e’ un bambino che dice che il presidente e’ pelato!»
«E’ proprio pelato!» gridava alla fine tutta la gente. E l’imprenditore, rabbrividi’ perche’ sapeva che avevano ragione, ma penso’: “Ormai devo restare fino alla fine”. E cosi’ si raddrizzo’ ancora piu’ fiero continuando a farsi trasportare spavaldamente sul baldacchino.


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