Un sogno infranto


Il giro di danza rituale intorno al fuoco lo ipnotizzo’ irrimediabilmente e guardando quegli occhi, luminosi come due piccole stelle, all’improvviso si senti’ perduto in uno strano mondo.

“Puoi dirmi cosa mi portera’ il futuro?”

Tenendo la sua mano, la zingara ne interpreto’ le linee in un sussurro. Lei conosceva ogni singola parte di lui da molto prima del suo arrivo. Conosceva i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi sogni da molto prima di questa vita.

Due sconosciuti che provenivano da due mondi diversi…

Gentilmente gli tocco’ il volto e senti’ la sua fortuna.

“Raccontami una storia cosi’ che io possa dormire tra le tue braccia.”

Lei conosceva soltanto storie tristi e preferi’ donargli un rassicurante silenzio. Lui allora le bacio’ gli occhi azzurri, le labbra dolci, i capelli neri di seta e si accorse che stava baciando un futuro che non sarebbe mai arrivato.

C’era una volta, una ragazza zingara…” Inizio’ a raccontare lei, ma lui se n’era gia’ andato.

Non e’ mai facile fidarsi di qualcuno, non e’ mai facile perdere qualcuno una volta che ti sei fidata. “E’ stato tutto un sogno? E’ stato tutto un errore? E’ stato tutto un gioco?” Si chiese. “Perche’ se cosi’ fosse… io ho perso ed accetto la mia sconfitta con grazia e con orgoglio gitano.” Le cose non possono mai essere le stesse di nuovo…

Lui apri’ gli occhi e si guardo’ intorno nella stanza vuota. La realta’ aveva infranto il sogno. Nell’aria, l’essenza di un dolce profumo fluttuava ancora… e noto’ che in mano stringeva una monetina.

“Ho vinto!” Penso’. “Ho vinto ancora una volta un sogno infranto.”

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