Dramma della gelosia


E’ la prima volta che ho occasione di raccontare cio’ che mi sta accadendo. Finora non ho mai chiesto consiglio a nessuno per questo problema che mi porto addosso ormai da molti anni. Sono una donna che non ha ancora superato i trenta, sto insieme ad un uomo di dieci anni piu’ grande di me, e lui soffre di gelosia possessiva nei miei confronti.

Gia’ all’inizio del nostro rapporto aveva verso di me atteggiamenti non proprio gentili. A volte mi trattava male, ma io, forse perche’ ero ancora troppo giovane per capire, scambiavo quei suoi comportamenti per “passione amorosa”, e non mi rendevo conto che, invece, si trattava di tutt’altro. Aveva anche il vizio dell’alcol, che oggi fortunatamente ha in parte perso, ma di tanto in tanto ancora beve con la scusa di avere problemi per il lavoro. Questo lo fa cambiare, e quando e’ alterato dall’alcol diventa geloso senza ragione.

Ma non e’ geloso solo quando beve, se fosse cosi’ sarebbe una cosa sopportabile. In realta’ e’ geloso sempre e credo che questa sua gelosia sia qualcosa di patologico. Mi sono informata sull’argomento e mi sono resa conto che il suo atteggiamento rispecchia in pieno cio’ che ho letto riguardo a questo disturbo che colpisce determinate persone. Capita, infatti, che ogni volta io abbia davanti a me un altro uomo, non importa di quale eta’, maturo o persino molto giovane, lui inizi a costruirsi nella testa tutto il castello del tradimento, facendomelo pesare in ogni modo possibile, fino a costringermi ad andarmene di casa.

Quando gli capita di entrare in questa paranoia, alza la voce, assume atteggiamenti aggressivi e offensivi nei miei confronti ai quali qualche volta seguono anche atti di violenza fisica. Insinua che io faccia la civetta con tutti, se la prende col modo in cui mi vesto perche’ lo vede sempre troppo provocante, e mi accusa di farlo apposta, quando in realta’ non e’ vero. Credo, infatti, di essere molto sobria sia nel vestire che nel comportamento, tanto che le mie amiche e conoscenti spesso mi dicono di trovarmi addirittura sciatta.

Talvolta, quando si arrabbia, esce di casa e trascorre tutta la notte nei bar. Lui dice con gli amici, ma io so che in quei posti ci sono anche ragazze che fanno le prostitute. Finora ho avuto tanta pazienza. Quando proprio non ce l’ho fatta piu’, ho provato a ribellarmi, ma come al solito e’ finita con il litigio, la scenata e gli schiaffi. In fondo ho capito che non serve a nulla, sia che mi ribelli, sia che stia buona e lo sopporti, perche’ il suo atteggiamento alla fine non cambia. Puo’ accadere, a volte, che passi anche molto tempo senza che ci siano questi suoi attacchi di gelosia, ma quando meno me l’aspetto, di solito in situazioni stupide come ad esempio una cena con amici o un incontro di lavoro, tutto ha di nuovo inizio.

E’ geloso di chiunque: di chi entra in casa, di chi incontro fuori, di chi mi telefona. Se per caso mi si scaricano le batterie del cellulare e lui non puo’ telefonarmi, subito pensa che stia facendo chissa’ cosa. E’ geloso anche se parliamo insieme con un altro uomo. Immediatamente vede fra noi sguardi che non ci sono affatto, e scambia la gentilezza delle persone per interesse sessuale nei miei confronti. Un interesse che, secondo lui, anch’io avrei. E una volta che ci ritroviamo da soli, iniziano le famose scenate: ”Credi che io sia stupido? Pensi che non mi accorga di niente?”.

Di tutto questo mi umilia soprattutto il fatto che lui pensi che io lo possa tradire, e cio’ mi allontana da lui anche dal lato fisico. Poi, quando viene a cercarmi, dice che sono io che non voglio stare con lui, che le cose fra noi sono cambiate, e mi accusa della fine del rapporto. A me, invece, disgusta pensare al sesso dopo tutto quello che mi dice e i dubbi che e’ capace di farsi venire su di me, ma alla fine va a finire che e’ sempre e solo colpa mia.

La nostra vita sessuale ormai non va piu’ bene proprio per questo motivo: perche’ non mi sento protetta e stimata da lui, non vedo in lui un uomo, ma un ragazzo immaturo e questo spegne in me ogni desiderio e mi fa allontanare. Non voglio entrare nei dettagli perche’ credo non sia necessario. Sono certa che questo tipo di situazione non sia l’unico al mondo. La cosa piu’ brutta e’ che mi spinge al punto di andarmene di casa e il giorno dopo, dopo che io sono stata a piangere tutta la notte, gli passa e cerca di minimizzare l’accaduto. A volte penso che anche se dovessero esserci dei figli lui continuerebbe come sempre. Niente cambierebbe.

Sono pero’ sicura che sarebbe un buon padre. Gli riconosco certe qualita’: e’ un lavoratore instancabile, ha valori che condivido, come il valore per la famiglia, il rispetto per gli anziani, per gli animali, l’amore per i bambini. Ed e’ per questo che mi piace. Quando infatti non va in crisi e’ una persona tranquilla, buona, sempre pronta ad aiutare gli altri… Pero’ mi chiedo: ma dove sta l’amore per me? Possibile che con me sia cosi’ insicuro? Beh… in realta’ credo che a suo modo mi ami. Ci siamo lasciati parecchie volte, e’ molto orgoglioso, ma dopo mi ha sempre cercata e siamo sempre tornati insieme perche’ anche io lo amo. Inoltre, spero sempre che prima o poi qualcosa cambi. Ma una volta che la situazione torna tranquilla, basta un nonnulla e si ricomincia con le solite scenate.

Spesso mi chiedo come bisognerebbe mi comportassi. Le ho provate davvero tutte… ho anche accettato di conviverci e cio’ lo fa sentire piu’ tranquillo perche’ puo’ controllarmi meglio, ma non so cosa devo fare per rassicurarlo sul serio. Lui non riesce ad ammettere che la sua e’ una patologia; trova sempre una giustificazione alla sua gelosia ed incolpa sempre me, anche se poi, quando e’ passato il momento dell’arrabbiatura, diventa piu’ tranquillo. In ogni caso non ammettera’ mai che e’ qualcosa che riguarda se stesso, ed attribuira’ sempre la sua sofferenza al mio comportamento. Che cosa posso fare per salvare questo rapporto?

***

Il racconto-confessione, tratto da una storia vera anche se sono stati celati e modificati alcuni dettagli, riguarda un argomento che nei prossimi giorni vorrei affrontare e sviscerare, magari chiedendo a coloro che leggono questo blog se si siano mai trovati in una situazione simile a quella sopra descritta, da una parte o dall’altra, e se esiste un modo per aiutare chi e’ affetto da questa patologia che e’ nota con il nome di gelosia.

Della gelosia credo sia stato scritto ormai tutto, e volendo in internet si puo’ trovare il materiale sufficiente per avere una sommaria conoscenza del problema. Un problema che e’ alla base di molte infelicita’, contrasti, incomprensioni, separazioni, ed anche di fatti piu’ gravi come stalking, violenze e persino omicidi.

Insomma, chi in vita sua non e’ stato/a geloso/a o non ha mai subito i comportamenti, talvolta compulsivi, di qualcuno geloso? Forse c’e’ chi e’ tanto fortunato/a da non aver mai incontrato questo “mostro dagli occhi verdi che si fa beffe della carne di cui si nutre”, come scrive Shakespeare nell’Otello, ma c’e’ anche chi afferma che la gelosia sia un elemento indispensabile in un rapporto d’amore, e che non possa esistere passione sincera senza essere anche un po’ gelosi. Ma chi lo stabilisce e soprattutto qual e’ il limite oltre il quale una sana gelosia necessaria al rapporto diventa autentica patologia?

Sono davvero curiosa di conoscere il parere di chi mi segue, sincero, detto con parole proprie, magari raccontando esperienze personali. Pero’, per cortesia, gradirei fossero evitate segnalazioni di articoli trovati in internet dei quali, vi assicuro, ho gia’ letto tutto.

La foto e’ presa dal film “Případ nevěrné Klary”. In italiano: “Il caso dell’infedele Klara”.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: