Il fiammifero e la candela


Esistono meccanismi che, una volta attivati, vanno avanti da soli e fintanto non accade qualcosa che li inceppa, continuano a funzionare senza che si debba far quasi nulla, anzi godendo dei loro risultati benefici. Si chiamano circoli virtuosi. E’ come se con un fiammifero accendessimo una candela, e poi con il fuoco di quella candela accendessimo altre candele fino ad illuminare tutta la stanza.

Con un fiammifero non avremmo mai potuto illuminare molto piu’ della nostra mano, ma il circolo virtuoso fa si’ che la fiamma, passata di candela in candela, abbia alla fine come risultato quello di poter illuminare un’intera stanza, un palazzo… una citta’. Questo significa che, assumendo un atteggiamento politico, economico, culturale, o introducendo nuove tecnologie o altro, si da’ inizio ad un miglioramento della societa’ non solo relativamente ad un ambito specifico, ma a tutti i suoi molteplici aspetti.

Ad esempio, dopo la grande depressione del 1929, il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, con il New Deal, cambiando la politica del suo predecessore, inizio’ ad investire moltissimo nelle opere pubbliche come strade, edifici o ponti. In tal modo si mise in moto un circolo virtuoso che fece diminuire la disoccupazione. Molti piu’ lavoratori, percependo un salario, aumentarono il loro potere d’acquisto ed iniziarono ad acquistare piu’ merce facendo riprendere forza al mercato, cosi’ il prodotto interno aumento’ e ci fu piu’ denaro per ulteriori lavori pubblici e cosi’ via, facendo uscire gli Stati Uniti dalla crisi.

Ma non e’ il solo esempio che si puo’ fare. Nel passato, il miglioramento delle conoscenze agrarie ha portato a produrre molto piu’ cibo. Piu’ cibo ha significato persone piu’ forti e crescita della popolazione, quindi piu’ manodopera che ha potuto coltivare e produrre ancora piu’ cibo, creando dunque un circolo virtuoso.

Il contrario di un circolo virtuoso e’ invece il circolo vizioso, un meccanismo perverso che quando e’ messo in moto produce, invece di benefici, un peggioramento generale delle condizioni di vita. In tal caso, se con l’agricoltura si sfruttano troppo i campi, la terra s’impoverisce e produce di meno. Meno cibo significa minore popolazione e piu’ debole, quindi meno manodopera che coltiva i campi, meno cibo e cosi’ via…

E’ ovvio che la persona saggia dovrebbe sempre cogliere l’occasione per innescare un circolo virtuoso piuttosto che vizioso, ma non sempre la saggezza trionfa, anzi, in periodi in cui non riesce ad avere freni al suo individualismo sfrenato, l’essere umano e’ portato a considerarsi piu’ importante ed esclusivo di chiunque altro, per cui l’unico fine della sua esistenza diviene soddisfare solo i propri bisogni, infischiandosene di tutto il resto. Allora s’innescano meccanismi di avidita’ e di odio in un conflitto sociale che a sua volta porta ancor piu’ le persone ad isolarsi nel proprio egoismo e a ripetere all’infinito il circolo vizioso.

Mentre il rispetto per gli altri, invece, l’interesse per i bisogni di chi e’ stato meno fortunato a costo di rinunce anche proprie, ed una piu’ equa condivisione delle risorse, porta ad una maggiore coesione sociale innescando un circolo virtuoso in termini di convivenza civile: meno conflitti, piu’ fiducia, piu’ sicurezza, meno odio, meno avidita’, piu’ felicita’.

Purtroppo, anche se avessi la ricetta, non avrei modo di innescare un circolo virtuoso su larga scala. La mia condizione e’ troppo umile per poter sperare di accedere sol anche per un istante alla stanza delle decisioni. Nel mio piccolo posso solo creare un microcosmo intorno a me dove certi valori inneschino un meccanismo, quel circolo che io reputo appunto virtuoso e che, una volta messo in moto, vada avanti da solo producendo felicita’ e benessere, e tenga lontane quelle condizioni che, creando meccanismi perversi, porterebbero di sicuro alla distruzione di quel poco che insieme alle mie sorelle sono riuscita a costruire.

“Quindi non chiedermi di piu’” lo dico ogni volta che una nuova persona entra a far parte di questa famiglia. “Io posso solo offrirti il mio fiammifero, ma la candela devi mettercela tu”.


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