Le donne ungheresi sono davvero dei frigoriferi?


Non e’ mai semplice trattare argomenti come questo. E’ risaputo che generalizzare e’ sbagliato in partenza, ma ditemi come si puo’ rispondere ad una domanda del genere senza cadere per forza nella generalizzazione. Certo potrei rispondere semplicemente che non so come siano le ungheresi in quanto, pur essendovi nata in Ungheria, non le conosco mica tutte, ma se lo dicessi, potrei anche concludere a questo punto, e sarebbe stato del tutto inutile l’aver iniziato questo post. Inoltre, saprei di non essere del tutto sincera.

Sappiamo, infatti, che ci sono delle caratteristiche peculiari che accomunano le persone nate e cresciute in un determinato contesto sociale: comportamenti ricorrenti indotti dalla cultura e dalle abitudini diffuse un certo luogo e che sono quindi in relazione a dove si nasce, si cresce, si vive. Non si puo’ non tenerne conto e queste peculiarita’ permangono, sopravvivono fra le pieghe del carattere, anche se alla fine siamo tutti diversi poiche’ abbiamo avuto vite ed esperienze differenti, e rappresentano in ogni caso quelle piccole note della nostra personalita’ che non possono essere in alcun modo nascoste. E’ quindi naturale e persino logico che queste note riguardino anche aspetti molto intimi, come un diverso approccio nei confronti della sessualita’ che puo’ tradursi in una maggiore o minore passionalita’.


Non posso negare che le attese di un uomo italiano nei confronti di una risposta sensuale da parte di una donna siano diverse da quelle che puo’ avere un ungherese, un russo, un tedesco oppure un francese e quindi, sinceramente, posso affermare che a volte, ad alcuni maschi appartenenti a culture che possiedono un diverso approccio alla sensualita’, quella di un’ungherese possa apparire fredda, distaccata, poco interessata al sesso. Anche se non si puo’ negare che esistano le eccezioni, perciò non e’ improbabile incontrare magiare piu’ calde della piu’ passionale delle latine.

Ma generalmente e’ il contrario. Generalmente, infatti, il modo di vivere la sessualita’ per un’ungherese, e’ diverso da quello di un’italiana oppure di una russa, una tedesca o una francese, ed e’ a proposito di questo che vorrei scrivere. Lo faro’ pero’ non negando assolutamente che una donna magiara possa comportarsi in modo diametralmente opposto da come la descrivero’, e cercando di essere piu’ sincera possibile, terro’ conto del fatto che, anche se alla fine sono le scelte personali che ci portano a comportarci in un certo modo piuttosto che in un altro, non sempre riusciamo a rinnegare quel condizionamento culturale e sociale che abbiamo ricevuto e seppur generalizzare sia sbagliato, talvolta non si puo’ evitarlo.


Ad esempio, proprio ieri un’amica mi raccontava come sia una caratteristica ricorrente del sud Italia quella che lei ha denominato del “chiagni e fotti”, cioe’ il lamentarsi continuamente, piangendosi addosso per qualsiasi cosa, evitando cosi’ di affrontare i problemi ed assumersi le proprie responsabilita’. Un atteggiamento che pare sia assai diffuso. Ebbene, io non so se cio’ corrisponda davvero a verita’ oppure si tratti solo di una generalizzazione come quelle che anche io mi trovo spesso a fare, ma reputando quest’amica persona seria e poco propensa a cadere nella trappola dei luoghi comuni, non posso fare a meno di credere alla sincerita’ delle sue convinzioni.

Ovvio che in tutto cio’, almeno dal punto di vista in cui vorrei affrontare il discorso, non c’e’ niente di scientifico, niente di provato, niente che sia avvalorato da statistiche o sondaggi, ma si basa esclusivamente su sensazioni ed esperienze personali. Per cui cercate di prendere cio’ che scrivero’ per quello che realmente e’, vale a dire una specie di gioco, senza per forza attribuirgli una valenza antropologica.

Corrisponde dunque a verita’ cio’ che si dice delle donne ungheresi, cioe’ che non sono passionali come invece lo sono le latine, anzi sono cosi’ fredde e distaccate da essere considerate dei “frigoriferi”? Potrei a questo punto dire che, essendo anch’io ungherese, sono come me, e quindi se sono frigoriferi, allora anch’io lo sono. Pero’ mentirei. Non mi pare d’essere o di essere stata mai un frigorifero, almeno senza che ci fosse un motivo preciso per comportarmi freddamente, e sinceramente non mi pare di ricordare un solo uomo o cliente che si sia lamentato per una mia scarsa passionalita’. Anzi se mai e’ stato il contrario. Pero’, se guardiamo bene, io non sono completamente ungherese. Come dice mia madre, sono un frullato misto, ma cosi’ frullata e mista che neppure lei, che mi conosce meglio di chicchessia, riesce piu’ ad individuare quali sono i miei veri sapori. Ma sono nata e cresciuta in Ungheria, e prima di frullarmi viaggiando e vivendo altre realta’, assorbendole, facendole diventare parte della mia personalita’, ho sempre avuto ben chiari certi principi, comportamenti ed aspettative tipicamente ungheresi. Quelle cose che, se si riesce ad assaggiarmi bene, anche se mischiate a tutte le altre, possono essere ancora individuate e non sono poi cosi’ diverse da quelle di qualsiasi altra donna ungherese.

Queste caratteristiche, come dice Salinger a proposito di bocche, orecchie e culi, sono uniche e ben distinguibili. Sono peculiarita’ che in qualche modo sono influenzate anche dalla nostra fisicita’, che ci offre possibilita’ e capacita’ relazionali diverse da quelle di chi, ad esempio, ha caratteristiche fisiche diverse. Per questo, fin da piccole, siamo portate alla cura quasi ossessiva del nostro aspetto, e l’aspetto fisico e’ in grado, infatti, di modificare il comportamento delle persone. E talvolta tutto cio’ avviene in modo cosi’ “silenzioso” e naturale che neppure ce ne rendiamo conto. Ma i comportamenti si plasmano in modo diverso anche a seconda dell’ambiente e del substrato culturale nel quale si cresce, si matura e si vive. Per questa ragione, come e’ appunto probabile che al sud Italia sia diffuso l’atteggiamento del “chiagni e fotti” – che nel mio Paese sarebbe del tutto inconcepibile – e’ altrettanto probabile che in Ungheria, sia gli uomini che le donne abbiano un diverso modo di comportarsi nelle relazioni interpersonali, soprattutto quelle amorose e sessuali, da quello che magari e’ normalita’ nella penisola italica.

Fra genere maschile e femminile esiste difatti un rapporto biunivoco: il comportamento della donna influisce sul comportamento dell’uomo e viceversa. E’ in tal modo che il “meccanismo” emotivo, amoroso e sessuale funziona. Come gli ingranaggi di un orologio, ogni rotellina gira cosi’ da far ruotare tutte le altre che sono fabbricate, calibrate e programmate affinche’ quel particolare orologio funzioni. Ma cosa avverrebbe se in un orologio italiano venisse inserita una rotellina di un orologio ungherese, che non e’ adatta a quel meccanismo ma ad un altro? Facilmente le cose non funzionerebbero o, nel caso funzionassero, forse l’orologio non segnerebbe l’ora giusta, oppure qualora lo facesse si tratterebbe di autentica fortuna.


Ecco perche’ un uomo italiano o in ogni modo chi e’ abituato ad un altro tipo di femminilita’ piu’ passionale, magari che chiagne e che fotte di continuo, trovera’ nel relazionare con un’ungherese qualcosa di diverso; una donna piu’ distaccata, che piagnucola meno e che non e’ abituata cadere dentro alla trappola dei meandri mentali dei tira e molla senza fine, in cui una porta chiusa non e’ mai chiusa veramente e dove un no spesso vuol dire si’ e viceversa. Una donna che, per questo suo carattere potrebbe essere anche interpretata come gelida, menefreghista, che si emoziona di meno, e soprattutto poco incline a credere ai discorsi inconcludenti con i quali i tanti uomini latini abbindolano le loro femmine.

Se tutto cio’ significa che una donna cosi’ e’ un frigorifero, allora le ungheresi lo sono veramente ed anche io lo sono, perche’ se c’e’ una caratteristica molto diffusa che ci contraddistingue e’ che non temiamo l’abbandono, non ci fa paura la solitudine, e non abbiamo problemi a disfarci di un rapporto quando le cose non vanno. Prima di tutto perche’ sappiamo che dietro l’angolo esiste sempre una nuova possibilita’ e qualcuno che potra’ apprezzarci, poi perche’ fa parte proprio di un’aspetto della nostra personalita’ che altrove e’ poco compreso e coltivato, che per noi e’ importante come lo e’ la cura del nostro corpo e la salute, e che si chiama “autostima”.


Per questo motivo difficilmente saremo succubi delle emozioni incontrollate quando si trattera’ di valutare la qualita’ del rapporto sentimentale che stiamo vivendo. Ed un uomo potra’ arrivare a forzare in ogni modo la situazione, cercando di convincerci con ogni mezzo, facendo appello ai sentimenti ed anche alla sua capacita’ amatoria, ma se le cose non funzionano in cio’ che per noi e’ essenziale, non esiste niente che puo’ farci recedere dalla nostra decisione, anche se dolorosa. E, senza alcun rimpianto, la porta una volta chiusa restera’ chiusa per sempre, senza troppi tira e molla, perche’ un insegnamento che s’impara fin da piccole e’ che quando una tazza si rompe, la si potra’ rimettere insieme e servira’ per berci il the, ma sara’ sempre una tazza rotta e piena di crepe. Ed una donna ungherese non ama molto tutto cio’ in cui sono visibili troppe imperfezioni.

Infatti, anche se la passione e’ importante, e’ spesso su altro che basiamo la scelta del partner, perche’ ogni cosa per noi deve essere dosata con la giusta misura, e sappiamo bene che la troppa passione alle volte porta con se’ l’irrazionalita’, la gelosia, l’incomprensione e le relazioni a non funzionare. E se una relazione non funziona, e’ molto meglio chiuderla subito per ricostruirne un’altra, magari meno passionale, ma che forse ha migliori possibilita’ di successo sul lungo periodo, perche’ ad un certo punto della vita la passione, e’ inevitabile, si affievolisce e se mancano altri presupposti, quelli sui quali deve essere costruita la solidita’ di un’unione ed una famiglia, allora tutto crolla quando non si ha piu’ l’eta’ per ricominciare. E’ fondamentale comprenderlo questo punto, perche’ sta proprio in questa diversa concezione del rapporto con il partner che si annida quell’aspetto che a molti fa dire che la donna magiara sia una specie d’animale a sangue freddo.


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