Premesse


Premessa uno: so che, come il solito, ci sara’ chi pensera’ che sono ripetitiva, che ormai scrivo sempre delle stesse cose, noiose, e che questo blog non propone piu’ quei raccontini intimi e quelle situazioni che piu’ volte – me lo hanno confessato – hanno aggiunto quel sapore di “trasgressivo” che, per quelli che vanno in giro per il web in cerca di facili masturbazioni mentali e non, rappresentavano forse l’unico motivo per leggermi, ma ho notoriamente un carattere di merda e quando la mia realta’ e’ sconvolta ed intorno a me accadono fatti che io reputo importanti che assorbono tutta la mia attenzione, non riesco piu’ a “giocare” come invece sono capace di fare quando mi sento rilassata. Per tale motivo questo e’ un periodo in cui e non me la sento di essere soltanto quell’ammasso di pixel rappresentato dal mio nickname e dal mio avatar, e che, per quanto mi riguarda, e’ anche un momento di gran concretezza, in cui il lavoro m’impegna moltissimo e che inevitabilmente mi allontana da chi ha del “virtuale” un’idea del tutto diversa, quasi adolescenziale, del teatrino in cui le marionette recitano un copione che e’ frutto soltanto di quella nevrosi tipica di chi tende sempre di piu’ a confondere la vita reale con la fantasia.

Premessa due: spero che quanto scrivero’ non offenda la sensibilita’ di nessuno. Sono ben consapevole che esistono persone che, quando mi leggono, trovano in ogni parola, in ogni termine che uso quella malafede che, anche se non lo sanno, e’ originata solo dal loro pregiudizio. Per questo, qualsiasi cosa scrivessi, qualsiasi termine usassi, anche il piu’ vezzeggiativo, pur di ritenersi insultate vi troverebbero ogni nota sarcastica possibile, ma sinceramente di costoro me ne fotto. Dopotutto il mio blog non e’ una testata giornalistica, non e’ un volantino di un movimento, non e’ una comunicazione destinata alla folla. Non si paga per entrare e nessuno vi trattiene all’uscita. Leggermi e’ una vostra azione autonoma e responsabile, nessuno vi costringe e qui non si arriva per caso. Se lo volete, una volta capite le mie idee, potete cestinarmi come io cestino i commenti che mi giungono in cui, oltre a darmi della sporca troia zingara, si augura la peggior fine a me ed anche ai membri della mia famiglia. Tutto cio’ non mi scompone di un millimetro. Come ho detto non tengo conto di qualche mucchietto di pixel che vaga per il web nascondendosi dietro ad un nome e ad una personalita’ inventata – probabilmente qualche frustrato che cerca di sfogarsi verbalmente perche’ bastonato duramente dalla vita – e certe reazioni dimostrano solo che alcune cose che scrivo, come freccette riescono a colpire quel bersaglio che sta al centro della sensibilita’ di chi, per ritrovare un proprio equilibrio malato, non ha altri mezzi se non l’insulto triviale lanciato via web. Ma poiche’ questo luogo non e’ pubblico, ma e’ solo una stanza, la mia personale, alla quale si puo’ accedere perche’ al momento lascio aperta la finestra, chi vi si affaccia guardandovi dentro deve tenere un atteggiamento rispettoso e consono a quelle che sono le mie prerogative, mentre io, diversamente, essendo in casa mia posso permettermi di usare le parole, i termini e gli atteggiamenti che voglio. Almeno fin quando non infrangero’ la legge e Google mi consentira’ di poterlo fare.

Premessa tre: da qualche giorno ho piazzato il banner “Boycott Italy”. E’ un’iniziativa che dovrebbe servire a boicottare i prodotti ed i servizi italici fino a quando il governo xenofobo del nano non cessera’ con la politica repressiva e razzista nei confronti delle minoranze, soprattutto contro i Rom. Anche se mi attendo adesso un’analoga iniziativa nei confronti della Francia, devo dire con tanta sincerita’ che a mio parere si tratta di qualcosa di troppo blando che di sicuro non otterra’ alcun risultato. Sono convinta dunque che le espulsioni e le ghettizzazioni, inclusi i vari teatrini di Strasburgo, continueranno, mentre per la povera gente, quella a cui ormai non sono rimasti piu’ neppure gli occhi per piangere, tutto restera’ come prima, anzi peggio. E non parlo solo dei Rom. D’altronde, un ministro degli interni a caso, e’ stato chiaro: la politica d’espulsione che lui intende applicare deve riguardare chi non ha un reddito adeguato; che sia cittadino comunitario o no questo non fa alcuna differenza e adesso comincio a pensare che forse non fa alcuna differenza neppure che sia italiano oppure no. Ormai certa gente senza piu’ alcun pudore o vergogna sbologna tranquillamente l’idea che e’ la poverta’ stessa ad essere inaccettabile, e che deve essere eliminata rendendo la vita impossibile ai disgraziati cosi’ da costringerli a fare fagotto e a togliersi definitivamente dai coglioni qualora non accettassero di essere rinchiusi in qualche bel campo lontani dalla vista e dal delicato olfatto di chi non potrebbe mai sopportare di vivere a contatto con cotale abbrutimento. Metodi che ricordano regimi che in passato hanno fatto felici milioni di persone (basta vedere i documenti filmati dei lager e dei gulag per notare come tutti ridevano e si divertivano), e che nei tempi piu’ recenti mi fanno pensare a caserme e stadi usati come centri benessere per adulti incorreggibili, mentre ai loro bambini veniva riservata una sorte di tutt’altro genere. Situazioni che sarebbe errato ritenere del tutto appartenenti al passato e che vengono in modo crudo riportate alla memoria quando si leggono notizie come QUESTA. Cosi’ non posso fare a meno di notare che mentre un sacco di brave persone attente ad ogni sopruso s’indignano per decisioni come QUESTA, c’e’ il rischio che, nel totale disinteresse, iniziando proprio con la ghettizzazione dei poveri e con il togliere loro i diritti fondamentali, si stiano ricreando le condizioni per qualcosa di gia’ visto e che a mio parere coinvolge qualcosa di piu’ importante dell’orribile sorte riservata alle cavie da laboratorio. Quindi, anch’io so bene che il “Boycott Italy” e’ qualcosa di totalmente inutile che serve solo a provocare e niente piu’. Non sono cosi’ sciocca da illudermi che qualcuno ne riceva un qualche danno perche’, se andra’ bene, al massimo fara’ vendere, forse, qualche forma di parmigiano reggiano in meno. Dei Rom e dei poveracci, come ho gia’ detto, non interessa niente a nessuno… e conviene rendersi conto che sono addirittura meno importanti dei criceti.

Premessa quattro: sono anch’io convinta che le mie preoccupazioni appaiono a volte eccessive, a qualcuno persino paranoiche, ma chi ha una visione della realta’ basata sull’immediato e non sul lungo periodo – come anch’io non avevo, ma di cui ho dovuto imparare a tener conto – difficilmente potra’ riuscire a comprendermi. Purtroppo, tale modo di concepire la vita, oggigiorno e’ tipico degli italici, come afferma anche la Bellucci, e tutto cio’ che prevedo e’ talmente in la’ nel futuro da non preoccupare minimamente chi non riesce a vedere oltre la scadenza della prossima bolletta del telefonino. Cio’ di cui parlo e’, infatti, un fenomeno che avviene in modo progressivo di cui la gente difficilmente si rende conto se non quando e’ troppo tardi, cioe’ quando ne viene toccata direttamente. In fondo ci sono cosi’ tanti problemi dentro la propria casa che pensare anche a quella degli altri diventa pesante. Ma e’ in tal modo che il mondo si restringe al solo ambito di una esclusiva, squallida, egoistica esistenza, fatta sempre piu’ di nulla e che ben si esprime nell’uso eccessivo del virtuale oppure della tv, alla quale la gente si aggrappa sperando che nel frattempo accada qualcosa di trascendentale che eviti di staccare il deretano dalla poltrona sulla quale troppo comodamente sta seduta.

Premessa cinque: lo so bene che non tutti in Italia siete come a volte, provocando, vi descrivo. Non sono cosi’ sciocca. Ci sono anche moltissime persone diverse; ne conosco tante e sono rappresentative di una gran parte dei sessanta milioni di abitanti della penisola italica, ma queste non esprimerebbero mai sentimenti d’orgoglio nazionale in un momento in cui il loro Paese sta raggiungendo uno dei punti piu’ bassi di tutta la sua Storia ed in cui e’ presente una parte consistente di gente, la maggioranza, che con il suo voto riesce a tenere al governo la peggior genia che la politica abbia mai generato; una mafia che ha scardinato ogni valore etico e morale e che, basandosi sul pregiudizio e su un diffuso sentimento di razzismo, si appresta a continuare nella sua opera di disgregazione della societa’ civile cercando il consenso per varare leggi infami che in qualsiasi democrazia mai sarebbero concepite, volte sovvertire l’etica e la morale, ad allargare ancor di piu’ la forbice fra “lavoro” e “rendita”, fra una ristretta casta di privilegiati, spudorati, impuniti, avidi, pieni di quattrini ed un’enormita’ di persone comuni che sbarcano il lunario come possono, sempre piu’ vicine al baratro della poverta’ e dell’indigenza. Quindi, se potete, fate uno sforzo e cercate di non offendervi se dico che gli italici fanno schifo quando leggo di fatti come QUESTO, come QUESTO, come QUESTO, oppure se dico che gli italici sono dei pusillanimi quando accadono fatti come QUESTO o come QUESTO, o ancora se affermo che gli italici crescono i figli trasmettendo loro dei valori di merda quando si assiste a fatti come QUESTO, come QUESTO… come QUESTO.

Ecco, le premesse sono finite. A questo punto non credo ci sia rimasto molto altro da aggiungere. Il fastidio che provo nei confronti di una certa indolenza e di un dilagante menefreghismo tutto italico, che non riguarda le singole persone che non vi si riconoscono, le quali possono benissimo sentirsi escluse, e’ palese; nutro infatti nei confronti di tale atteggiamento tutto proteso alla preservazione del proprio ego ed incurante dei problemi altrui, un sentimento di forte avversione, quasi di schifo, non lo posso negare, ma cio’ non deve far pensare che per questo io mi creda superiore. Sono semplicemente diversa e magari per chi sta dall’altra parte sono io quella che e’ destinata all’estinzione o in ogni caso a vivere una perenne esistenza fatta di frustrazione. Probabilmente se per certe cose fossi piu’ pratica, meno diretta, piu’ diplomatica, e forse anche un tantino ipocrita ed egoista, come lo ero una volta, potrei vivere meglio la mia vita, almeno dal punto di vista delle soddisfazioni materiali… ma cosa ne sarebbe in tal caso dei miei sentimenti, di quello che provo dentro, dei miei progetti e di cio’ in cui mi sto impegnando da anni rinunciando quasi a tutto? Percio’, per quanto mi riteniate sbagliata, non chiedetemi di cambiare. Non lo faro’ mai. A meno che non ci sia chi sappia davvero dimostrarmi che sono completamente fuori strada, che quello che sto facendo e’ inutile, che sto buttando via la mia vita per un sogno irrealizzabile. Qualcuno che mi dimostri, cioe’, che una goccia nel mare non ha alcun valore.

PS: si’, lo so, la foto non c’entra nulla col post, ma e’ cosi’ bella… non e’ vero?

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