Bianco, nero o grigio?


Buon giorno italici! Anche oggi, mentre vi affannerete a far tornare i conti ed il bilancio familiare e sarete alle prese con le bollette sempre piu’ care, i prezzi sempre piu’ alti, i servizi sempre piu’ insufficienti e scadenti, gli stipendi sempre piu’ esigui – per chi ha un lavoro, e chi non ce l’ha con le speranze sempre piu’ ridotte di trovarne uno – e non capirete che fine stanno facendo i vostri risparmi, se ne avete ancora, le vostre prospettive, le sicurezze che pensavate di avere per il futuro, vostro e dei vostri figli, ci sara’ chi come al solito si godra’ la vita pensando ai cavoli propri, a come preservare i privilegi ottenuti, a come commettere reati e non farsi processare, a come evadere le tasse facendole pagare solo a voi, a come favorire i propri sodali, i parenti, gli amici, le amanti… alla facciaccia vostra e di chi li ha votati.

So che avrei potuto iniziare questo post in un diverso modo, cercando di non insultare chi dentro di se’ prova quel cosiddetto “orgoglio italico” e che, per queste mie perfide parole, potrebbe soffrire (poverino), ma mi andava di fare cosi’. Sono stronza, che ci volete fare? E poi in questo periodo, posso dirlo sinceramente e liberamente, certa gente che con il suo voto ha permesso a dei buffoni, truffatori e mafiosi, di aver ridotto un paese straordinario come l’Italia ad un luogo sempre piu’ degradato e corrotto in cui, per un numero sempre piu’ crescente di persone, svegliarsi la mattina deve essere davvero angosciante, mi sta veramente sulle gonadi, non la sopporto, si puo’ dire che la detesto e non voglio neppure ragionarci perche’ la sola presenza, oltre che fastidio, mi da’ persino la nausea. Ed insieme a questa gente mi stanno sulle ovaie anche quelli dei “ma… mo… mu… mi…”, quelli dei distinguo, quelli del “tutto il mondo e’ paese” oppure de “la colpa non sta mai da una parte sola… a sbagliare si e’ sempre in due”.

A sbagliare si e’ sempre in due un cazzo! C’e’ sempre un inizio, c’e’ sempre chi per primo aggredisce e chi per primo subisce, e mi stanno sulla passera anche costoro, si’, questi intrallazzatori della diplomazia ad ogni costo, questi paraculi cosmici che cercano sempre il pelo nell’uovo anche in presenza delle cose piu’ abiette. Mi sarebbe piaciuto vederli proferire questa loro grande saggezza ai milioni di ebrei che sono stati sterminati nell’Olocausto o ai cinquecentomila zingari morti fra atroci sofferenze durante il Porrajmos. Si’, avrei voluto vederli li’, di fronte al dottor Mengele ed al bambino zingaro nel quale venivano iniettati i germi di malattie terribili, oppure fatto a pezzi per valutare la sua resistenza al dolore, dire: “La colpa non sta mai da una parte sola… a sbagliare si e’ sempre in due, gnegnegne’…”

Eccola la filosofia della minchia di chi preferisce i “toni di grigio” ed il cerchiobottismo, quella di chi evita di schierarsi perche’ stando nel mezzo puo’ sempre scegliere all’ultimo da che parte buttarsi, quella che, sempre piu’, qualcuno tenta di spacciare per spessore morale, maturita’… saggezza.

Sono sprezzante? Ecchisenefrega! Da sempre manifesto questo mio carattere estremo e non ne provo alcuna vergogna. Non ne ho mai fatto mistero con nessuno. Chi mi conosce sa come sono fatta, come la penso, e che con me il machiavellismo non attacca. Non ho due facce, io! Non ho mezze misure, io! Per me o e’ bianco o e’ nero. I toni di grigio mi fanno schifo, mentre i colori, ahime’, lo sapete, resteranno per me solo un mistero. Ma esiste sempre una ragione ed un torto, un carnefice ed una vittima, qualcuno che soffre e qualcuno che di quella sofferenza gode. Nessuno potra’ mai convincermi del contrario e chi mi vuole mi accetta cosi’, perche’ questa sono io. Prendere o lasciare… les jeux sont faits, rien ne va plus!

Non vivo la mia vita con lo scopo di attirare soltanto consensi, non ho intenzione di piacere a tutti, ma soprattutto non ho intenzione di prostituire le mie idee per godere della vicinanza di chi, nella sua grande magnanimita’, puo’ farmi la grazia di tollerarmi. Per questo non costringo mai nessuno a starmi vicino o ad avere un qualche tipo di rapporto con me. Anzi, se a dispetto di questo brutto carattere che mi ritrovo non avessi comunque accanto decine di persone che mi stimano, mi vogliono bene e desiderano in ogni modo starmi vicine, sarei felice anche da sola. La solitudine non e’ una cosa brutta, rappresenta per me un momento di grande maturita’ in cui ci si rinnova e si cresce, per questo motivo a volte, secondo i ritmi ed i cicli della mia vita, la ricerco e la bramo piu’ di ogni altra cosa. Ed e’ a quel punto che rompo con tutto, chiudo ogni porta, rimuovo dal mio cuore ogni storia, allontano ogni rimorso, dimentico ogni rimpianto e sparisco per sempre allontanandomi da tutti.


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