Confessioni di una viaggiatrice compulsiva


C’e’ stato chi mi ha detto che ho un linguaggio che, per quanto sia esplicito, non riesce mai ad essere volgare. Quindi posso scrivere o parlare tranquillamente di ogni tipo di pratica sessuale ed e’ come se parlassi di fiori, di fotografia, di viaggi o di qualsiasi altra cosa. Questo non significa che le persone che mi leggono non s’immedesimino nelle situazioni che descrivo, ma pur essendone coinvolte, fino anche al punto di trarne eccitazione, non riescono ad intravedere quell’aspetto pornografico che e’ proprio di tanta gente che racconta storie in cui ci sia di mezzo il sesso, e per quanto io sia esplicita nelle descrizioni, cio’ che emerge non e’ mai la volgarita’, ma l’erotismo.

Credo sia un bel complimento. Soprattutto perche’ mi viene riconosciuta non solo un’abilita’ nell’uso del linguaggio ed una conoscenza dei termini dei quali mi sono appropriata, pur non essendo di madre lingua italiana, ma anche perche’ e’ evidente un mio distacco – qualcuno lo ha definito “ingenuo” – da tutto cio’ che rende il sesso e certi comportamenti legati ad esso, volgari e a tratti disgustosi.

So che cio’ dipende anche dalla professione che ho esercitato, che mi ha fatto conoscere, se non tutte, molte sfaccettature della sessualita’ maschile e femminile, tanto che parlarne per me non rappresenta un problema, come del resto non sarebbe un problema per un marinaio parlare di barche e di mare, ma credo anche che dipenda dal mio carattere, da come sono fatta e dal rispetto che porto per la liberta’ e le scelte personali di ciascuno. Infatti, non ho mai giudicato nessuno in base alla sua sessualita’, per quanto bizzarra fosse, e posso dire che di cose strane ne ho viste. A volte vi ho anche partecipato, quando per curiosita’, quando per lavoro, ma sempre reputandole manifestazioni di scelte personali e private che nessuno ha diritto di valutare negativamente poiche’, io lo so, quasi tutti, uomini e donne, prima di giudicare gli altri, dovrebbero guardare se stessi riconoscendo che, forse, il loro modo d’intendere la sessualita’ non e’ poi cosi’ meno stravagante di quello altrui.

Durante la mia avventura di escort, breve se considerata con il senno di poi ma a suo modo intensa e significativa, ho potuto assistere a comportamenti che, per chi ha un’idea tutta sua della “normalita’”, possono essere considerati fuori dal comune, ma non mi sono mai permessa di giudicare nessuno. Al limite posso essermi rifiutata di assecondare alcune pratiche che ritenevo e ritengo non adatte al mio stomaco. In effetti, anch’io, nonostante la grande apertura mentale che credo di avere, ho i miei limiti, ma riguardano solo il punto oltre il quale mi disgusto e non certo un voler giudicare il lato morale della questione.

Se c’e’ chi si eccita inzuppando la brioche nelle feci di una donna, oppure gode nel vederla mentre viene penetrata da un animale, quello che posso dire e’ che a me fa schifo, pertanto mi rifiuto di partecipare a certi “giochi” – allo stesso modo mi rifiuterei di prendere parte a festini in cui gira la droga – ma se c’e’ chi gode nel farsi orinare addosso, oppure vuol vedere una donna che fa sesso con piu’ uomini, oppure desidera essere portato al guinzaglio e comportarsi come un cane, oppure vuol essere legato, imbavagliato e maltrattato da una tizia in tuta di lattice col frustino, oppure si eccita al pensiero di scopare con una vestita da infermiera, poliziotta, adolescente o suora, tutto cio’ non mi scandalizza. L’ho visto fare diverse volte e posso anche confessare di avervi partecipato. Soprattutto se pagavano bene.

Perche’ in fondo, quando la sessualita’ e’ vissuta in liberta’, con il consenso responsabile e non sono coinvolti minorenni, credo che qualsiasi cosa sia lecita e nessuno abbia il diritto di valutare negativamente cio’ che fanno gli altri nel privato del loro letto, giudicandolo immorale solo perche’ la propria sessualita’ e’ diversa. Ed accade spesso che i novelli Savonarola siano alla fine quelli che piu’ degli altri hanno una sessualita’ spesso insana, inficiata da problematiche sessuofobiche derivanti da traumi infantili oppure a causa di un’educazione troppo rigida, autoritaria, tale da impedire il libero sviluppo dell’emotivita’, della relazione con gli altri e con il proprio corpo.

Avere un sano rapporto con il sesso, una predisposizione a farlo e saper vivere in liberta’ l’erotismo, lo dico sempre, non e’ cosa alla portata di chiunque. Qualche volta l’ho paragonato ad un talento d’artista, qualcosa che non tutti hanno, perche’ non tutti sono in grado di vedere i colori. E’, infatti, molto probabile che chi e’ daltonico sia penalizzato in ogni attivita’ per la quale una corretta visione dei colori e’ indispensabile, come la pittura. Ciononostante, pero’, puo’ essere in grado di intravedere altre sfumature “cromatiche”, come quelle delle emozioni, cosi’ da saper riconoscere immediatamente quali “pennellate” usare in altri tipi di “dipinti”.

Detto questo, dato che il post s’intitola “confessioni”, posso rivelare che anch’io ho, come tutti, la mia piccola caratteristica sessuale che a qualcuno puo’ apparire bizzarra. Niente di particolarmente “spinto” dal punto di vista del “pudore”, e’ solo una fantasia che, quando ho modo di concretizzarla, non c’e’ niente che riesca a farmi desistere; neppure il fatto di essere legata a qualcuno. In quel caso, e solo in quel caso, qualora non sia egli stesso a farmi da partner accompagnandomi in questo mio piccolo desiderio, deve subire la mia infedelta’.

Tutto nacque quando, per la prima volta, mi capito’ di far sesso in un ascensore. E’ una cosa banale, lo capisco bene; chi non ha mai avuto questa fantasia? Un ascensore in movimento, mentre si va su e giu’ con il rischio di essere sorpresi se per caso si ferma ad un piano dove c’e’ qualcuno in attesa. Ebbene, per me e’ una situazione oltremodo eccitante, e mi piace soprattutto per la tensione che si crea, per l’adrenalina, per il fatto di essere appunto vista da qualcuno mentre in piedi, con i vestiti addosso ma con la gonna alzata, c’e’ chi m’infila le sue dita dappertutto e poi senza troppi preamboli mi penetra.

All’inizio non capii esattamente perche’ mi fosse piaciuto tanto. In fondo neppure me lo chiesi, mi piacque e basta, ma poi in seguito mi sono accorta che la stessa sensazione la provavo a farlo in auto, con lui che, guidando, con la mano mi toccava e mi faceva godere, oppure quando ero io ricambiargli quel piacere con la bocca. E devo confessare che anche quando gli incontri erano di lavoro, non mi dispiaceva gustarlo come antipasto.

Sono in ogni modo situazioni che non hanno niente d’incredibile. Chissa’ a quante persone sara’ capitato di farlo nel modo che ho descritto, sennonche’ una volta, in vacanza a Bonarie, mentre ero in immersione, mi prese la voglia di farlo proprio in quella situazione, con i pesci colorati che mi giravano intorno, con la maschera, il boccaglio, la bombola, e tutta l’attrezzatura da diving. In quel luogo, essendo l’acqua caldissima, ci si puo’ immergere senza muta, semplicemente indossando il costume. Inoltre non c’e’ l’obbligo d’essere accompagnati da istruttori e neppure di rispettare determinati luoghi d’immersione: ci si puo’ immergere dalla riva ovunque si voglia, purche’ si abbia un buddy, cioe’ un partner che ci assiste se ci capita un malore. Quindi e’ facile trovarsi in due, da soli, senza nessuno intorno.

Ricordo che l’orgasmo fu intensissimo, qualcosa di mai provato prima, che mi fece uscire un grido e, se non fossi riuscita a fatica a trattenerlo dentro il boccaglio, avrei corso il rischio di affogare. Fu in quella particolare occasione che notai cio’ che davvero mi era piaciuto. Era stata quella sensazione di essere sospesa; sentire il mio corpo che fluttuava abbandonato al piacere, in balia di qualcosa che non potevo controllare. La stessa sensazione che provavo anche in ascensore e in auto e questo mi fece capire che cio’ che davvero mi eccitava e stimolava la mia sensualita’ in quel modo esagerato era la sensazione di movimento.

E’ stato allora che ho iniziato ad amare le crociere dove ho potuto far sesso sentendomi trasportare sull’acqua, ed anche in aereo, a 10.000 metri, non mi sono fatta mancare gli orgasmi, facendomeli donare dal mio vicino di posto, quando e’ capitato, oppure semplicemente da sola. Ma e’ soprattutto in treno dove ho potuto soddisfare completamente questa innocente fantasia, come quella volta sul Danube Express: tre giorni fantastici passati interamente a letto con uno splendido uomo, a godere mentre il paesaggio sfrecciava fuori dal finestrino.

Sono tanto strana? Non credo. Il mio e’ un semplice esempio di come tutti quanti, in fondo, abbiamo un diverso modo di concepire il sesso, diverso modo di eccitarci, desideri diversi ed una diversa capacita’ di concretizzare quelle che sono le nostre fantasie. Nel mio caso ho capito che l’immobilita’ di un letto d’albergo scarsamente riesce a stimolarmi come invece puo’ farlo la cuccetta di un vagone letto, e se qualcuno volesse davvero farmi trascorrere una bella vacanza e vedere esattamente dove riesco a spingermi con le mie fantasie erotiche, non dovrebbe far altro che organizzarne una nel modo che piu’ mi piace.

Comunque, nell’attesa di chi sapra’ sorprendermi, parto da sola. Ogni viaggio che affronto, anche se breve, e’ sempre un’avventura. Non so mai dove arrivero’, chi incontrero’ e cosa potra’ capitarmi e, sono sincera, talvolta le situazioni impreviste amo proprio andarmele a cercare. Molto spesso infilandomi in grossi guai, ma del resto, non mi stanchero’ mai di dirlo, alla fine di tutto la meta e’ il viaggio.


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