Il segreto della bellezza – II parte


Quando ebbe modo di averle tutte e tre di fronte, guardandole attentamente penso’ di trovarsi nel bel mezzo di un sogno, e se per caso non stava sognando, quelle zingare dovevano davvero possedere il segreto della bellezza. Ma verosimilmente avevano avuto solo la fortuna di essere nate belle ed era probabile che non fossero neppure sorelle come le avevano fatto credere. Forse avrebbe dovuto provare un po’ d’invidia, non era estranea a quel sentimento, ma non ci riusci’. C’era qualcosa di diverso in loro, di misterioso, di magico. Quasi certamente per com’erano abbigliate, come se provenissero da un altro tempo o da un’altra dimensione, o magari per il modo in cui erano apparse che ancora non riusciva a spiegarsi oppure, semplicemente, erano soltanto delle abili donne d’affari dotate di fantasia ed inventiva che avevano escogitato quel bizzarro metodo per vendere i loro prodotti; creme e cremine inutili ma condite con una scenografia sovrannaturale che alle gonze come lei sarebbero sembrate balsami miracolosi.

Pero’ sarebbe stato bello illudersi, anche solo per un istante, dell’esistenza di un tale segreto, e che anche lei, come Alice, avesse avuto l’opportunita’ di varcare la soglia di un mondo magico per scovare proprio li’, in quella strana bottega, il segreto della bellezza… lei che non si era mai piaciuta, che si era sempre considerata insignificante, goffa ed esclusa da tutto quel mondo di donne vincenti ed apprezzate in ragione di un’immagine estetica per la quale, ne era certa, gli uomini perdevano la testa.

Si’, certo, qualche storia era capitata anche a lei, e si era anche illusa di essere piaciuta a qualcuno, ma negli occhi dei suoi rari compagni Simona non aveva mai visto sul serio quell’ammirazione che invece notava ogni volta nello sguardo di chi aveva accanto donne affascinanti, desiderabili, sicure di se’. Tutto il contrario di cio’ che lei si sentiva di essere. Solo donne cosi’ fortunate potevano compiacersi nel vedere negli sguardi dei loro tanti amanti il desiderio, la passione, la soddisfazione. E persino la paura, quella che le persone provano quando temono di perdere l’unica cosa bella di tutta la loro vita. Un sentimento che lei aveva piu’ volte provato, ma che non avrebbe mai suscitato in nessuno perche’ sapeva di essere insignificante, mediocre, niente di unico e speciale della cui perdita qualcuno si sarebbe dovuto preoccupare. Pero’ quanto lo desiderava… quanto avrebbe voluto provare il piacere di quegli sguardi che fanno venire il formicolio sulla nuca, sentire i sussurri d’ammirazione, le proposte audaci… ma tutto cio’ le era precluso, negato. A lei non sarebbe mai capitato, ed era gia’ una fortuna se, ogni tanto, qualcuno si degnava di prenderla in considerazione, magari per riempire un po’ di solitudine nell’attesa di trovare qualcosa di meglio.

“Eppure sono convinta che se solo lo volessi riusciresti a vedere quanto sei carina… perche’ ti disprezzi cosi’?” Klára lo disse come se stesse leggendole il pensiero. “Lo sai che il modo in cui ci percepiamo influenza anche come ci percepiscono gli altri?”

“Ma… ma… come?” borbotto’ Simona pensando di essere nel mezzo di uno scherzo organizzato da qualche buontempone che conosceva bene quei momenti di sconforto che ogni tanto le prendevano.

“Come ha fatto a leggerti nel pensiero?” Mariska completo’ la frase rimasta a meta’. “Mia sorella ha molte qualita’, ma in una e’ davvero impareggiabile. Pero’ non credere che si tratti di qualcosa che ha a che fare con la magia. Nessuna magia, soltanto intuizione. Non e’ difficile. Chiunque puo’ riuscirci semplicemente leggendo quei segnali che compaiono sul volto delle persone. Le emozioni non sono poi cosi’ del tutto indecifrabili.”

“Magari esistesse davvero la magia…” concluse Zsanika. “Quanti affari in piu’ potremmo fare. Ed invece niente. Dobbiamo accontentarci di cio’ che la Natura ci mette a disposizione. E l’intuizione e’ appunto una dote naturale. A te non capita mai di indovinare quello che le persone stanno per dire oppure cio’ che stanno pensando?”

“Si’, a volte capita anche a me, ma stavolta pare che Klára mi abbia realmente letto nel pensiero. Anzi, abbia individuato con esattezza il mio problema. Da sempre mi porto dietro questo peso. La verita’ e’ che non riesco a considerarmi attraente. Sono convinta di non piacere, di non interessare agli uomini, di essere completamente insignificante dal punto di vista fisico. Non so se riesco a spiegarmi, ma sento che i piu’ mi considerano un’amica con la quale sfogare le loro pene d’amore dove non sono mai io la protagonista. Ed e’ inutile provare a consolarmi assicurandomi che non e’ cosi’, che in fondo non sono brutta, che e’ solo il modo negativo in cui mi presento che mi fa apparire tale. E poi che significa “in fondo non essere brutta”? Arrivare sempre ultima al concorso di bellezza? Enno’… questo proprio non riesco ad accettarlo! Pero’ che cosa posso farci? Le cose stanno come stanno e le pietose bugie non mi sono d’aiuto. Come non credo potra’ aiutarmi conoscere il segreto della bellezza che tanto reclamizzate in vetrina.”

“Ah… ecco per cosa sei qui… sei interessata a conoscere il segreto… ma ancora non dovrebbe essere in commercio” sibilo’ Zsanika. “Chi ha messo quel cartello in vetrina? Avevamo deciso di attendere prima di metterlo in commercio!” Alzo’ la voce manifestando tutto quanto il suo disappunto.

“Sono stata io a farlo” disse Klára. “Non ve l’avevo ancora detto. Simona e’ entrata in bottega che il cartello in vetrina era stato appena messo, ma ve ne avrei parlato non appena sareste arrivate per il the. Prego, sorelle, sediamoci e discutiamone. Ed anche tu, Simona, gradisci un po’ di the? Latte? Limone?” Klára verso il the nelle tazze e lo servi’.

“Ma non dovevi farlo! Non l’abbiamo ancora testato abbastanza. Tu sai quali problemi puo’ creare…” Zsanika era davvero furiosa. Ad un certo punto continuo’ in un’altra lingua. Simona non riusciva a comprenderla, ma intuiva che era quella la vera lingua che parlavano le tre zingare. Klára e Zsanika iniziarono a discutere animatamente non curandosi di lei che, in silenzio, seduta sulla sua poltrona e con la tazza del the tenuta fra le mani, si mise ad osservare quel bisbetico battibecco reprimendo una risata per l’assurda situazione nella quale si stava trovando. Sembrava proprio che litigassero. I loro sguardi, come saette di un azzurro intenso, balenavano come nel bel mezzo di un temporale ed uno strano vento che prima non c’era, strapazza i loro capelli, neri dell’una e biondi dell’altra, mentre Mariska, la rossa, nel mezzo tentava di placare gli animi. Poi, piano piano, come sempre accade dopo ogni tempesta, la discussione si placo’ e tutte e tre, come se niente fosse stato, rivolgendosi a Simona dissero quasi in coro: “Sei davvero sicura di voler conoscere il segreto della bellezza? Finora non e’ mai stato rivelato e potrebbero esserci delle controindicazioni. Le cose non sono mai come sembrano…”

“E’ qualcosa di velenoso? Danneggia la salute?” Chiese Simona continuando a bere il suo the con aria sorniona. Le venne da pensare che quelle tre non ci dovevano stare del tutto con la testa, ma la situazione era divertente e dato che era li’, tanto valeva partecipare al gioco. Se non altro avrebbe avuto una curiosita’ in piu’ da raccontare agli amici al suo ritorno a casa. Ma dentro di se’ non riusciva a scacciare del tutto la speranza di trovarsi veramente in una situazione irreale, in un luogo magico dove tutto era possibile. Persino scoprire il segreto della bellezza.

“Dipende da cosa s’intende per dannoso” rispose Klára. “Sentirsi belle, essere ammirate, desiderate ogni momento puo’ cambiare le persone, sai? Accetteresti di non essere piu’ te stessa? Non dico solo nel modo in cui potresti vederti fisicamente, ma anche come comportamenti. Perche’ questo e’ possibile che accada. La bellezza puo’ dare alla testa assai piu’ della ricchezza. Cambia la percezione della realta’, modifica i rapporti con gli altri, altera le relazioni. Alcune volte in meglio, ma anche in peggio. Cio’ che in questo momento pensi sia giusto, dopo potresti non pensarlo piu’. Sei sinceramente convinta di volerlo fare?

“Credi di essere una donna fedele?” chiese continuando il discorso Mariska. “Adesso, se avessi un partner, te lo terresti stretto. Credendoti non abbastanza desiderabile e temendo di perderlo, non rischieresti di tradirlo… e fra l’altro penseresti di non averne neppure l’opportunita’. Ma cosa accadrebbe se invece tutto cambiasse, se gli uomini iniziassero a guardarti in modo diverso, con desiderio, le donne ti scrutassero con invidia e tu stessa allo specchio ti osservassi con ammirazione e compiacimento? Non pensi che da fedele quale sei potresti cambiare atteggiamento arrivando a diventare, invece, volubile, capricciosa e capace di tradire senza provare un briciolo di senso di colpa?”

“E’ la nostra natura, di uomini e donne, quella di non essere fedeli. Spesso si e’ fedeli solo per causa di forza maggiore, perche’ ci e’ stato insegnato che infedelta’ e’ sinonimo di peccato, oppure perche’ non abbiamo abbastanza fiducia in noi stesse, o anche perche’ crediamo di non essere attraenti se non per un’unica persona che ci ha degnate d’attenzione e quindi abbiamo paura di perderla, ma le nostre intime fantasie non possono essere imprigionate dai retaggi, dalle insicurezze e dalle paure, e dentro di noi sappiamo che se avessimo l’opportunita’ di cogliere il frutto dall’albero del peccato, lo faremmo.” Concluse Zsanika.

Simona ormai si stava abituando a quella bizzarra sequenza con la quale le tre zingare le dicevano le cose; prima Klára, poi Mariska ed infine Zsanika. Sicuramente volevano metterla in guardia contro cio’ che, in vita sua, aveva sempre desiderato: sentirsi bella. Ma come poteva essere certa che quelle tre non si stessero burlando di lei?

(Continua…)


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