La voce


Ieri e’ stata a suo modo una giornata, per cosi’ dire, particolare. La ricordero’ perche’ per la prima volta ho accettato di cimentarmi in comunicazione vocale – il cosiddetto “voice” – in Second Life. Da moltissimi anni, infatti, come Chiara di Notte mi sono sempre limitata a comunicare solo tramite chat, email oppure con i post ed i commenti scritti sia nei forum che nei blog. La ragione di questa mia decisa chiusura ad ogni tipo di comunicazione che non fosse totalmente “virtuale”, oltre a mera strategia – ritengo infatti che il mistero sia un elemento che contribuisce ad aumentare l’interesse nei nostri confronti e quindi uno strumento da utilizzare a piene mani quando si e’ narcisiste come lo sono io – e’ forse stata anche un po’ psicologica. In realta’ non mi trovo a mio agio quando parlo al telefono oppure con aggeggi come microfoni o altro, dove mi sento stupida e non so mai cosa dire se non le stesse, banali, cose di sempre. Mi sono sempre sentita molto piu’ sicura davanti ad una tastiera, dove invece, stranamente, sono molto piu’ stimolata a discutere ed a condividere argomenti. Proprio come sto facendo in questo momento.

Oltre a cio’, pur conoscendo la lingua italiana quasi alla perfezione, nel leggerla non ho problemi a comprenderla, mentre nel “dialogato” alcune parole possono sfuggirmi, soprattutto se, come avviene spesso, le persone parlano con qualche inflessione dialettale. Lo stesso problema ce l’ho anche con l’inglese: una cosa e’ leggerlo e scriverlo, un’altra e’ discorrere con chi parla con l’accento del Wisconsin, quando l’abbiamo studiato leggendo Shakespeare, Shelley, Orwell e con insegnanti dalla perfetta inflessione “british”. Ma credo anche che sia per una ragione “logistica”, vale a dire che il mio computer non ha web cam e microfoni. Posso quindi ascoltare, ma non posso parlare; per questo motivo, in tutti questi anni, nessuno, almeno tramite internet, era mai riuscito a sentire la mia voce, suscitando talvolta quel mistero a cui ho accennato poc’anzi, ma che ha anche contribuito ad alimentare molti dubbi sulla mia reale identita’ e sul mio genere. Dubbi soprattutto di chi ha iniziato a relazionare con me solo in negli ultimi tempi e non mi conosceva quando ero “famosa” per ben altri motivi.

In ogni caso, ieri, l’occasione per poter comunicare a voce si e’ presentata poiche’ una mia sorella mi ha gentilmente offerto di poter usare il suo portatile che, nonostante i minuscoli tasti sui quali le mie unghie sono state messe seriamente a rischio, ha sia la web cam sia, ovviamente, il microfono. Li’ per li’ ero titubante. Sapevo che se lo avessi fatto, se avessi deciso di far sentire la mia voce, avrei sgretolato un pezzettino di quel muro di mistero che da molti anni, compiacendomi, mi sono costruita intorno, ma poi la vanita’ ha avuto il sopravvento ed ho preso la decisione. Dopotutto in Second Life moltissime persone hanno usato il “voice” con me, e non ricambiare mi sarebbe parso segno di scarsa “amicizia”, anche se “amicizia” in internet e’ un termine abusato e dal significato tutto proprio che, chi come me ha bisogno di un contatto solido e duraturo prima di concedere un minimo di fiducia, talvolta non comprende.

Non sto qui a raccontarvi la scena perche’ evidenzierebbe una parte di me troppo umana che, credo, scalfirebbe un po’ quell’immagine algida e distaccata che ho voluto piu’ volte mostrare, pero’ questa esperienza, di per se’ insignificante, mi ha sollecitato una riflessione sul modo in cui ci “percepiamo”. Modo che ho scoperto essere molto distante da quello con cui ci percepiscono gli altri. Parlando sinceramente, oltre ad un marcato accento dell’est Europa che ho sempre pensato ridicolizzasse in qualche modo il mio parlare in italiano, ho sempre creduto di non avere una bella voce. Di certo non orrenda, ma sicuramente non qualcosa per cui ci si potrebbe svenare. Mi sono sempre sentita la voce fredda, con una tonalita’ acuta, mentre a me le voci piacciono profonde e calde, al limite anche rauche. Voci come quella di Claudia Cardinale che penso sia assolutamente molto piu’ piacevole e sexy di quella Rosa Russo Iervolino.

Non mettetevi a ridere adesso, lo so bene che le due non sono neppure paragonabili, ma provate ad immaginarle senza il supporto visivo, ascoltando solo le loro voci ed avrete chiaro com’e’ importante “il suono” di una persona al di la’ del suo aspetto fisico. Sono peraltro certa che quello che sto dicendo sara’ condiviso immediatamente dalle donne che mi stanno leggendo, mentre gli uomini avranno qualche difficolta’ a comprendere l’importanza che per me hanno i suoni, come ad esempio la voce di una persona. So bene, infatti, che per il mondo maschile sarebbe assai piu’ gradevole una Claudia Cardinale – magari quella di “C’era una volta il West” – persino con la voce di Rosa Russo Iervolino, piuttosto del contrario, ma vi assicuro che, se anche incontrassi Viggo Mortensen, non sentirei alcuna voglia di passarci neppure un attimo a letto se parlasse con la voce di Lino Banfi.

Sono questi gli aspetti che ci differenziano fra uomini e donne. Non sono cose nuove e piu’ di una volta ho avuto occasione di parlarne. E’ infatti appurato, direi scontato, come tra l’universo maschile e quello femminile, ci sia un’enorme differenza nell’uso dei sensi. Questa diversita’ e’ forse la piu’ marcata, e influisce su come uomini e donne vivono il mondo dell’eros e l’arte dell’amore che interpretano con modalita’ e schemi totalmente differenti. La sessualita’ femminile e’ di tipo cerebrale, si affida piu’ alle emozioni e meno ai genitali. E’ una sessualita’ che, proprio per queste sue caratteristiche peculiari di sensorialita’ e cerebralita’ estreme e’ definita “di mucosa” e tra i cinque sensi che entrano in gioco sotto le lenzuola, quelli che vengono particolarmente attivati sono l’olfatto, capace di evocare ricordi, sensazioni e passioni, ripescando nella memoria odori importanti associati alla sessualita’ ed alla sfera dell’emotivita’, e l’udito, associato molto spesso al desiderio di “verbalizzazioni”, cioe’ a farsi dire “cose” durante l’amplesso perche’, come direbbe lo scrittore Yukio Mishima, non “sentire la musica” potrebbe essere un problema per arrivare all’orgasmo. Gli uomini, invece, sono indubbiamente piu’ “tattili” e “visivi”. La loro sessualita’ e’ definita “d’organo”. E’ piu’ visibile, piu’ quantizzabile, molto piu’ meccanica e la voce di una donna, sebbene sia importante, lo e’ sicuramente molto meno del suo aspetto fisico.

Ebbene, a parte queste banali considerazioni, quello che ho scoperto e’ che la mia voce, cosi’ com’e’ recepita dagli altri, uomini e donne che erano presenti alla mia storica “performance”, non risulta essere poi cosi’ male. Anzi – forse per gentilezza e qui puo’ sorgermi qualche dubbio – tutti mi hanno confermato che e’ bella e che l’accento dell’est non fa altro che darle un piacevole sapore d’esotismo. Ovviamente, il mio narcisismo e’ immediatamente schizzato alle stelle, e per circa mezzora ho galleggiato sospesa su una nuvoletta, mentre pensavo che e’ profondamente sbagliato giudicarsi da soli. Cio’ che percepiamo della nostra persona, inclusi i giudizi che diamo sul nostro carattere e sui nostri comportamenti, puo’ essere completamente falsato da una specie di “risonanza” che modifica cio’ che ascoltiamo.

Se non altro, alla veneranda eta’ di [omissis…] ho scoperto di essermi sbagliata sulla voce. Pero’ adesso mi sovvengono altri problemi: se ho sbagliato sulla voce posso aver sbagliato su innumerevoli altri aspetti di me stessa. Anche su tutto cio’ che io invece ho sempre ritenuto essere il mio punto di forza.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: