Una vuvuzela vi seppellira’


Non avrei voluto scrivere questo post. So che da oggi mi procurero’ qualche nemico in piu’ perche’ rischio di offendere la sensibilita’ di chi scambia i successi della nazionale di calcio per i propri; di chi si sente superiore solo perche’ undici milionari in calzoncini con nomi ridicoli (ditemi voi se “Pirlo” non fa ridere), nel rincorrere una stupida palla prendendola a calci, riescono ogni tanto ad infilarla in una stupida rete piu’ di quanto facciano gli avversari.

Non mi sono mai interessata di calcio. Non mi piace, lo ritengo uno spettacolo ripetitivo, noioso, adatto a menti semplici per le quali il massimo dell’impegno cerebrale e’ quello di riuscire a capire se c’era il fuori gioco oppure no, o se il fallo di mano era premeditato o involontario. E poi urlare a squarciagola quando la stupida palla ruzzola nella stupida rete, confondendo lo sport con uno spettacolo che ormai non e’ dissimile da una qualsiasi Isola dei Famosi o Grande Fratello.

La ragione della mia avversita’ e’ che forse non riesco a comprenderlo questo gioco e me ne dispiaccio. Quindi non ne percepisco la sublime bellezza, l’immensa portata della sua potenzialita’ culturale e la profondita’ del suo significato. Ma stavolta, anche se gli slovacchi non mi stanno del tutto simpatici, devo dire che mi sono proprio divertita.

PS: Ma Bossi non aveva detto che l’avevate comprata questa partita? Mi pareva che lui di gente comprata un po’ se ne intendesse.


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