Segni particolari: praticamente nessuno… o quasi


Oggi vorrei trattare un argomento leggero: tatuaggi e piercing. Voi cosa ne pensate? Vi piacciono? Li ritenete volgari? Intriganti? Ne avete qualcuno? Anche se da sempre sono attratta da questo genere di decori – alcuni sono davvero delle straordinarie opere di body art – quella che era la mia professione non mi consentiva di disegnarmi la pelle come avrei desiderato.

Draghi cinesi disegnati sul fondoschiena, anelli infilati nel naso o cose del genere, anche se sarei stata curiosa di provare per vedere come stavo, di certo non mi si addicevano. Il motivo? E’ molto semplice: una cortigiana che voglia mantenere una clientela danarosa non deve mai farsi tentare da certe tendenze del momento che la possono dequalificare. Soprattutto se, come nel caso dei tatuaggi, una volta fatti non possono esser cancellati senza che ne resti traccia.

Mi sono sentita dunque in obbligo di mantenere la mia pelle piu’ intatta possibile, pulita e senza alcun segno particolare, come un foglio bianco sul quale ogni persona potesse avere l’impressione di essere la prima a scriverci. Oltre a cio’, e ad una questione che riguardava una mia fisima – essere ricordata in giro per “quella con il serpente disegnato sul culo” non era invero esaltante – i riscontri avuti parlando con le persone incontrate mi avevano resa ben consapevole che tatuaggi o piercing, fossero da evitare ad ogni costo, anche per quella reazione di diffidenza istintiva che provocano facendo immaginare strane corrispondenze con l’uso di sostanze stupefacenti, oppure con stili di vita ben lontani da quello che, per clienti di un certo tipo, una cortigiana d’alto bordo dovrebbe avere.

Sappiamo benissimo che non e’ vero e che si tratta solo di un pregiudizio, di un luogo comune. Tatuaggi e piercing non etichettano una persona come drogata oppure malavitosa. Oggigiorno e’ un fatto legato alla moda, ma credo sia impossibile evitare la correlazione che l’inconscio crea fra il buco del piercing ed altri buchi fatti con la siringa, oppure fra un tatuaggio decorativo e quei tatuaggi di chi ha passato troppo tempo in galera. E talvolta puo’ crearsi la sensazione di avere a che fare con una persona che conduce un’esistenza a tinte fosche. Sono convinzioni del tutto fuori luogo, da gente con mentalita’ piccolo borghese, ma poiche’ la mia clientela era quasi tutta proveniente quell’ambiente, cio’ avrebbe significato una notevole riduzione del mio giro d’affari.

Tatuaggi troppo evidenti – che fra l’altro sono antiestetici quando s’indossa un vestito elegante o da sera – oppure piercing esasperati e troppo particolari – che possono essere anche un eccessivo numero di buchi nelle orecchie – oltretutto non rendono per niente una donna sexy, ne’ la ringiovaniscono come credono alcune, ne’ sono adatti a corpi che non siano piu’ che perfetti dal punto di vista fisico, ma soprattutto creano in molti un’indefinibile sensazione di diffidenza, quando invece durante un incontro dovrebbe essere tutto il contrario, in quanto l’obiettivo primario di una professionista e’ quello di rendere la persona che incontra il piu’ possibile rilassata.

Un uomo, soprattutto la prima volta che conosce una ragazza, e’ sempre un po’ teso. Anche se non lo da’ a vedere, dentro di se’ e’ continuamente in uno stato di grande agitazione dovuto a quei fattori che in definitiva sono comuni ad ogni “primo appuntamento”: la curiosita’, l’eccitazione, l’ansia… anche da prestazione. Aggiungere un ulteriore elemento di stress puo’ dunque risultare controproducente.

Se qualcuno avesse quindi in mente oggi di esaminare il mio corpo alla ricerca di tatuaggi o piercing ne troverebbe? Potrei dire di no, ma forse mentirei. Infatti, a parte tutto cio’ che ho scritto, credo che talune cose, se sono minuscole, quasi invisibili, possano essere veramente sexy. Non devono pero’ palesarsi a chi osserva con occhi distratti o superficialmente. Quello che rende certi dettagli intriganti e’ che devono essere cercati, portati alla luce come tesori nascosti, inaccessibili ai piu’, ma che solo pochi riescono ad individuare e quindi ad ottenere al di la’ del fatto che una donna che esercita l’antico mestiere si conceda a chiunque la paghi. E sono proprio queste piccole cose da poco, nascoste, invisibili che fanno la differenza. Sembra incredibile, ma e’ cosi’. La bellezza di un corpo per quanto straordinaria a volte significa meno di un dettaglio, perche’ in quella piccola cosa che puo’ sembrare di poca importanza e’ spesso racchiusa un’intera storia.

Adesso lo posso confessare: anch’io ho un minuscolo tatuaggio. Individuarlo non e’ facile per chi non lo sa. E’ piccolissimo e per trovarlo bisogna cercare molto attentamente, scendendo giu’ fino ai piedi. Si trova all’interno dell’alluce e vi sono indicate le iniziali del mio nome, quello vero. Si’ lo so, pare incoerente da parte mia se si tiene conto di tutto quello che ho scritto finora riguardo ai tatuaggi, ai fogli bianchi, alla pelle intatta e a tutto il resto, ma farmelo e’ stato come un gioco, una sfida, ed il motivo per cui ho voluto le mie iniziali invece di una qualsiasi altra cosa e’ perche’ ho pensato che chi avesse pazientemente cercato e fosse arrivato a conoscermi fino a quel punto, avrebbe meritato anche di sapere come mi chiamo.


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