Marketting


Quello che e’ davvero importante e’ il metodo. L’ho sempre sostenuto. E’ semplicemente una questione d’approccio. Di sicuro, chi e’ aiutata da un arido perfezionismo che a tratti ha del patologico, trovera’ il tutto molto naturale. Ma di solito bastano l’impegno, la dedizione e la pervicacia. Per riuscire ci si deve credere fermamente, dimostrando un’incrollabile fiducia nelle proprie capacita’ ed uno scrupolo oltre ogni limite. Anche il background culturale aiuta; e’ assai importante il luogo dal quale si proviene e che ha talvolta i suoi vantaggi. Ci sono infatti ambienti dove fin da quando si e’ molto giovani, s’impara a gestire la trattativa, analizzare il mercato, muoversi sul territorio infaticabili come venditrici a provvigione.

“Marketting is not the art of finding clever ways to dispose of what you make. It is the art of creating genuine customer value” ha detto Philip Kotler. Non so se siano state queste le sue esatte parole, in ogni caso, tradotto, significa: il marketting non e’ l’arte di trovare modi intelligenti per disporre di quello che fai. E’ l’arte di creare reale valore per i clienti. Per cui ricordare le quattro P del marketting mix e’ in questo caso indispensabile. Non che sia facile applicarle al nostro modello, ma di sicuro chi ci riesce e’ in grado di ottenere grandi e redditizie soddisfazioni.

La prima P, come “Prodotto”, e’ quella sulla quale ho sempre avuto qualche dubbio; almeno per quanto mi riguarda. Devo essere sincera; anche se mi hanno sempre assicurato che sono una bella donna, con un corpo sinuoso e molto sensuale, personalmente non mi sono mai ritenuta tale. Tuttalpiu’potrei ritenere di rientrare nella norma. Si’ certo, so di avere qualche piccola particolarita’ che molti considerano apprezzabile, ma chi non ne ha? In ogni caso sono convinta che difficilmente potrei riuscire ad essere davvero appetibile senza un adeguato make-up o senza mettere una certa cura nel “packaging”. Preferibilmente con un look abbastanza costoso – esiste un motivo ed e’ collegato alla seconda P. Non si deve dunque badare ai soldi quando si tratta di spendere per l’abbigliamento. Soprattutto se il denaro non e’ nostro e si tratta di regalini extra; come accade molte volte. Comunque, si deve prestare attenzione ad evitare un tipo abbigliamento troppo trendy o da ragazzina, in quanto risulta essere fuori luogo per il genere di clientela che si frequenta.

La seconda P e’ il “Prezzo”. Non ci si deve mai svendere. Se si hanno le carte in regola, puntare il piu’ in alto possibile non solo si puo’, ma si deve. E’ essenziale che chi acquista percepisca il valore, la rarita’ e la ricercatezza del prodotto, ed in questa ottica l’approccio ambizioso e’ appunto sinonimo di tutto cio’. Il mercato tende a ricompensare il venture capital ed un’alta valutazione iniziale, anche se soggettiva, alla fine dara’ i suoi frutti al di la’ delle inevitabili critiche e lamentele che possono giungere dalle tante volpi che non riescono – e mai riusciranno – ad arrivare all’uva.

La terza P e’ il “Punto vendita”. Come e dove posizionarsi. Quindi la scelta del mercato di riferimento considerando le problematiche logistiche da affrontare, e gestendone i tempi e gli spazi. Non e’ dunque solo la scelta se preferire di essere una Porsche oppure una Panda (problematica ricollegabile al packaging), il succo e’ studiare il mercato in ogni suo aspetto cosi’ da comprenderlo bene prima di avventurarvisi. Conoscere il territorio tenendo presente che il ghiaccio al Polo Nord e’ qualcosa di totalmente invendibile, per questo e’ perfettamente inutile scegliere il punto vendita laddove esiste gia’ una concorrenza agguerrita e magari fornita di prodotto migliore e a minor prezzo del nostro. Passare al setaccio tutti gli sbocchi, dunque, e capire anche quando e’ indispensabile alleggerire la pressione di vendita laddove esista un mancato assorbimento del prodotto, sia per riduzione dell’interesse, sia per una diminuzione della capacita’ di spesa della clientela abituale.

Infine la quarta P: la “Promozione”. E’ il marketting in senso stretto. O meglio, quello che i profani ritengono tale: e’ la comunicazione – verbale e non -, le pubbliche relazioni, la pubblicita’ e tutto cio’ che occorre a far conoscere il prodotto. E’ in definitiva smerciare qualcosa di diverso da cio’ che si e’, da quello che e’ reale, da come siamo veramente.

Se utilizzato nel modo corretto il marketting mix e’ qualcosa di davvero fenomenale, efficace in qualsiasi settore dell’economia. E dal momento che “l’economia e’ vita”, e’ uno strumento assai utile anche per chi sceglie di percorrere quella strada che ho percorso io.


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