Attendendo il tramonto


Oggi sarei felice di capire perche’ fra le chiavi di ricerca, cioe’ quello che le persone digitano e per chissa’ quale strana alchimia giungono nel mio blog, sia “scoparsi una zingara” la frase piu’ ricorrente. Pare infatti che la maggior parte dei visitatori di questo blog che arrivano tramite Google, sia ossessionato da questa bizzarra fantasia sessuale, e magari si tratta proprio di coloro che nel segreto dei loro desideri vorrebbero vederla realizzata che poi, di fronte a tutti, mostrano il piu’ grande disprezzo verso gli zingari.


Oggi sarei felice se qualcuno mi spiegasse perche’ in Italia si consumi un omicidio in famiglia in media ogni 2 giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi. Un dato preoccupante, soprattutto se si considera che in Europa non esiste altro paese con un cosi’ alto numero di omicidi che hanno un movente passionale o comunque legato al rapporto coniugale, e perche’ sempre piu’ spesso siano le donne a pagare la violenza dei mariti in caso di divorzio o separazione.


Sarei felice di sapere per quali motivi le coppie italiane non vanno assolutamente d’accordo e se, come pare sia, il conflitto nasca dall’insoddisfazione nei confronti del coniuge che troppo spesso viene sopravvalutato ed idealizzato all’inizio, ma che delude pero’ quando la relazione richiede poi una piu’ seria assunzione di responsabilita’, come nel caso della nascita di un figlio, oppure quando deve essere presa consapevolezza che anche il piu’ ricco degli uomini puo’ trovarsi in difficolta’ economica, o che anche la piu’ bella delle donne col passare degli anni perde la tipica avvenenza della gioventu’.


Oggi sarei felice di sapere perche’, invece, in Ungheria le cose non stanno cosi’. Perche’ tre coppie su quattro siano felici. Perche’ le persone siano in larga parte soddisfatte del proprio rapporto sentimentale, soprattutto se ci sono dei figli, e che siano proprio gli uomini i primi a riconoscere alle donne di possedere la chiave di questa armonia. Non mi sono ancora del tutto chiari i motivi di questa differenza che esiste fra questi due paesi, anche se credo che molto dipenda da una diversa importanza data alla parte sessuale del rapporto, troppe volte origine di morbosa ossessione laddove il sesso viene da sempre considerato un fatto legato al peccato, e non un piacevole gioco da fare con chi ci piace.


Oggi sarei felice se potessi passeggiare a Margitsziget, l’isola di Margherita, a godermi il sole guardando da una parte e dall’altra il Danubio che scorre veloce. Oppure sarei felice se potessi sedermi a mangiare una carpa fritta in una di quelle tante rosticcerie che costeggiano il lungo viale a Római Fürdő, scacciando il polline che in questa stagione nevica giu’ dagli alberi e che, fastidioso, entra nel naso, oppure seduta in un söröző di Váci utca per una birra. Chi non ha mai vissuto l’atmosfera di Budapest in primavera, non puo’ capire. Sarei felice persino di stare in casa di fronte alla finestra che si affaccia ad ovest sul grande giardino fiorito, a bere il the e ad attendere il tramonto.


Molte cose potrebbero rendermi felice oggi, pero’ se devo essere sincera, lo sono lo stesso. Cio’ che mi rende felice e’ veder crescere le foglie sulle viti, vedere i filari che giorno dopo giorno inverdiscono sempre di piu’ le colline e che fanno prevedere un’ottima stagione per il vino. A Budapest ci saro’ la settimana prossima e realizzero’ tutto quello che ho immaginato oggi… forse anche di piu’. Intanto, nel frattempo, posso bere il mio the e magari offrirne una tazza anche a voi, guardando fuori della finestra in attesa del tramonto.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: