L’ometto beta e altri sfigati


Ho scovato per caso in un forum un articolo molto interessante attribuito ad un certo Andrea Vigna. Ho cercato l’originale in giro per il web, ma non l’ho trovato, per cui non ho avuto modo di verificare se l’attribuzione sia giusta. In ogni caso, la prima cosa di cui sono rimasta colpita e’ che proprio un uomo sia riuscito ad esprimere, meglio di qualunque donna, quei concetti che a tratti sono emersi qualche settimana fa nei vari post dedicati agli ometti beta.

Dico il vero, non sono piu’ entrata nel loro blog. Ci ho provato un paio di volte quando ancora c’era Nicole che, come Orazio Coclite, tentava strenuanente di difendere quel minimo di ragionevolezza fronteggiando da sola un branco di lupi arrabbiati. Ma alla fine ho capito che star li’ a leggere tutte quelle farneticazioni di gente in palese crisi d’astinenza di figa era tempo perso. Percio’ ho abbandonato e di loro mi ero persino dimenticata.

Quando pero’ ho letto Andrea Vigna che ridicolizza un certo tipo di maschio, mi e’ subito tornato in mente l’ometto beta classico. Quello che, pieno di pretese, detesta le donne se non acconsentono a soddisfare i suoi bisogni primari (leggi: sesso). Ciononostante, in un conflitto perenne in cui si dibatte fra odio viscerale e desiderio, e’ continuamente alla ricerca di qualcuna che lo noti, che lo desideri per quello che lui ha “dentro” da donare (non si sa ancora bene cosa, ma pare che Indiana Jones si sia gia’ messo in ricerca) e che quindi, affascinata da tanta personalita’, gliela smolli possibilmente gratis perche’ le vacche di questi tempi sono assai magre…

Una missione quasi impossibile per chi, oltre che di cervello e di denaro, si presume carente anche sul piano fisico, costretto quindi alla pratica autoerotica compulsiva sulla quale elabora a volte bizzarre tecniche e teorie per il miglior raggiungimento della felicita’ “in solitario”. Praticamente il perfetto stereotipo dell’onanista sfigato ed astioso, emblema universale della pena infinita che nessuna donna sana di mente vorrebbe mai.

***

Non sapevo chi fosse questo “rino barnart”, l’ho cercato sul web e mi sono trovato davanti ad un fantomatico “movimento maschile” che già nel nome è tutto un programma: movimento “maschile” !!! uauu!

Dopodichè, dopo il primo “oh, madonna!” che mi è scappato quasi senza accorgermene, ho letto un po’ qua e là le lamentele di questi maschi “oppressi” e devo dire che, al contrario di quello che mi capita da sempre con i movimenti femministi, questi più li leggevo e più mi facevano un po’ sch… ehm, chiamiamolo “disagio”?

Insomma, questi qui si sono rotti le palle, naturalmente dopo decenni di perfetto accordo con i movimenti di emancipazione femminile e pieno sostegno, ma ci mancherebbe, di tutte queste donne che ormai hanno alzato la cresta e lo tartassano da tutte le parti, fanno le furbe, si pensano le più fighe, lo prendono in mezzo se hanno figli e gliene fanno di tutti i colori mentre dall’altro lato sostengono che lui sia sempre il solito emerito stronzo, che non capisca una mazza perchè non gli conviene per niente capire, che faccia il furbo per non pagare il dazio da quando è nato ed altre “ingiustizie” del genere che decisamente il maschio “non si merita”.

Ora come non parteggiare immediatamente per lui mi sono domandato? Con delle streghe del genere è il minimo, anche se non capivo perchè contemporaneamente, proprio mentre leggevo e più continuavo, più pensavo esattamente le stesse cose dette dalle donne senza che nemmeno me le avessero suggerite. Boh?

Forse sarò troppo di parte, mi sono detto, troppo influenzato anch’io da quelle disgraziate lì, senz’altro è così, ma quei pensieri aumentavano e si insediavano sempre di più.

Eppure sono un maschio anch’io, e nemmeno tanto effemminato, anche se devo dire che il maschio l’ho patito da sempre solo a guardare come si comportava, già soltanto a vederlo mentre inebetito si piazzava davanti a quel televisore di merda a vedere quel branco di bambini idioti che si contendevano un pallone, o quando lo vedevo fare branco nei bar per rompere i coglioni alle ragazze sghignazzando dietro di loro ogni sorta di sconcezza e via dicendo, ma questo pensavo fosse solo un mio “limite” e che invece ci fosse dell’altro “sotto”, ben altro.

Solo che quest’altro non ero mai riuscito a trovarlo. Boh?!?

Vedevo invece sempre e soltanto il mondo pieno dei soliti branchi di coglioni che si pensavano furbi e che corrispondevano esattamente, anzi molto in peggio, a quello che le donne più sveglie dicevano di loro, e non mi ero mai capacitato di come poi riuscissero pure a scoparsi qualcuna di loro, magari non proprio la più sveglia diciamo, ma comunque in qualche modo ci riuscissero invece di essere presi a calci nel culo come si sarebbero ampiamente meritato.

E fin qui la mia storia.

Dopodichè qualcuna che ha cominciato a mollarglieli questi calci nel culo è finalmente arrivata, alla buon’ora, e adesso mi trovavo davanti il coro di questi mezzi froci (ovviamente non nella penosa accezione affibbiata agli omosessuali da sempre) che si lamentava che gli avevano fatto male.

Poverini!!! Qui allora bisogna fare qualcosa, e allora cominciamo un po’ a vedere queste loro “teorie”, questo parto miracoloso delle menti maschili migliori tutte riunite assieme, allora…

La fine del Senso di Rino Barnart (cioè “la fine del senso” e basta, non “la fine del senso di rinobarnart”, e quando mai ne ha avuto uno?)

Qui si afferma che il maschio, dopo essersi accorto di non servire più a niente, di non essere più “indispensabile” per cacciare quel cazzo di bufalo, di essere diventato superfluo e scontato, portatore di una sottocultura vecchia come il mondo, e per questo addirittura mal sopportato e sempre più “sospetto”, si sente felice come una pasqua e leggero perchè è finalmente finita l’era dell’utilità (ma perchè? prima c’era?).

Adesso potrà fare ancora più il coglione di prima – lui lo chiama “autosenso” – perchè è arrivata “l’età del gioco”!!!! Adesso solo più bar, stadi e partite e nessuna gli sfrugugli più la minchia che ne ha pieno diritto.

Tu donna sei stata cattiva? Hai voluto fare tanto la furba? E allora goditela! Io maschio “vero” finalmente ti faccio vedere quello che sono e sono sempre stato nella realtà: e cioè proprio quel cazzo di niente che dicevi tu! Tieh!

In pratica l’Übermensch di Nietzsche calzato e vestito!

E fin qui ok, (cominciamo bene…)

Stupro. Due prigioni e due libertà di Rino Barnart

Dopodichè passiamo allo stupro, e qui, poverino, è un vero disastro. Con queste qui che prima vogliono e poi non vogliono – vorrei e non vorrei, mi batte forte il core – che prima ti dicono che ci stanno, che sei un eroe, l’unico uomo degno di questo nome, e dopo, non appena si accorgono di quello che sei sul serio, si farebbero a pezzi da sole soltanto all’idea di avertela data. Insomma qui non si può più vivere.

Ti ritrovi in galera con l’accusa di stupro come niente e in tutti i casi. Che bastarde!!!

E poi vagli a raccontare che non era soltanto la figa quella che volevi, che era proprio lei tutta intera, che più che altro erano i suoi occhi quelli che ti prendevano e il resto poteva anche non esserci, che mai avresti nemmeno osato pensare di fartela in qualsiasi modo raccontandole qualsiasi stronzata, ma sempre e soltanto per amore, solo per amore e basta.

Queste dannate vipere, insieme alla loro avvocatesse peggio di loro, non ti crederanno mai! Bastarde!!!

Ma purtroppo (e per fortuna per le donne) il consenso NON SI PUO’ PROVARE, in qualsiasi momento lei può denunciarti per averle estorto con la truffa e la frode, quando non con la droga o con l’alcool, un consenso che LEI NON AVEVA NESSUNA INTENZIONE DI DARTI, per cui mettiti l’anima in pace e magari comincia pure a prendere in considerazione la possibilità di cambiare e di farti finalmente furbo sul serio che è più che ora.

Se no saranno sempre più cazzi tuoi e della tua mano. La vita è ingiusta, ma puoi sempre fondare un movimento “maschile”, fosse mai, tu prova.

L’utero ferito e la maternità delle macchine di Rino Barnart

E dulcis in fundo arriva l’utero artificiale! E qui, secondo il nostro eroe, la donna crollerebbe distrutta e pentita come San Paolo a Damasco.

Solo che non è affatto così, per il semplice fatto che lei se ne frega degli uteri artificiali o meno, sa lei come fare in queste cose e non sono di certo cazzi del maschio; non lo sono mai stati figuriamoci adesso che finalmente non è più il figlio lo scopo centrale e unico della vita di una donna ma la vita stessa: LA SUA VITA!

E qui altro che “fauci del Niente sulla Grande Matrice”; qui finalmente non c’è più né “matrice” né il niente che ne è sempre derivato alla donna dall’esserlo stata. Adesso potrà finalmente cominciare ad essere quello che PUO’ e poteva da sempre essere, e possiamo essere certi che sarà sempre mille volte meglio di quello che mai avrebbero potuto essere “questi” uomini qui. Questo è poco ma sicuro.

Per cui, anche qui cari “maschi”, non state lì a menarvela tanto con questioni che NON vi riguardano e non vi hanno MAI riguardato e morta lì.

E allora andiamo a vedere che cos’è poi questo fantomatico “deserto del senso” verso il quale saremmo entrambi diretti, maschi e femmine, in una infinita quanto inesorabile apocalisse segnata dall’avvento del Male Universale!

E qui vediamo subito che questo “deserto” non è poi niente male, che qualcuno lo chiama Postmoderno e magari corrisponde proprio, o almeno abbastanza da vicino, a quello che Nietzsche ci aveva indicato come la condizione di base per il superamento di quella fase idiota dell’uomo – la corda tesa tra l’animale e l’Oltreuomo, appunto – connotata dalla necessità; necessità che si dava appunto come unico “senso” possibile mentre non lo era per niente.

C’erano ben altri sensi da scoprire, ben più articolati e complessi, soprattutto nei confronti di quell’irrisolto rapporto natura/cultura di cui non sappiamo ancora un beneamato cazzo.

Sappiamo soltanto che mentre la Donna costituisce “da sola” il senso del mondo (di per sé), e lo esprime in tutta la sua “Entità” ponendosi da sempre come punto di “partenza” dell’intero genere umano e sua espressione più “naturale”, il maschio, al contrario, è ancora tutto da inventare e definire.

E questo proprio per il fatto che il maschio dovrebbe costituire il punto di “arrivo” della razza umana – ma attenzione! NON QUESTO MASCHIO QUI, per carità – la massima espressione della sua “Essenza” nei termini di quella prerogativa ontica che è il pensiero quale massima espressione della vera “naturalità” del genere umano e del suo “naturale” darsi.

Ma qui è ovvio che non è che questo voglia dire disimpegno da parte del maschio perchè è terminata l’era dell’utilità e iniziata quella del cazzeggio perenne, ma al contrario vuol dire impegno molto maggiore sia nei confronti della Cultura espressa dai secoli precedenti che della Donna che sono SECOLI che aspetta che il maschio si decida A DIVENTARE FINALMENTE UOMO!

In questo momento, e come sempre, è lei che gli offre su un piatto d’argento la possibilità di diventarlo, vedremo questo eterno coglione cosa saprà fare di questa ennesima occasione.

Secondo Nietzsche avrebbe dovuto trattarsi della nuova “Aurora” del senso, a me, invece, scappa da ridere solo a immaginarmi i risultati se i primi sono questi.

Andrea Vigna

Articolo tratto da QUI


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