Zingari, risentimento e razzismo


Esiste un proverbio nella nostra lingua che tradotto dice piu’ o meno cosi’: “Se c’e’ chi ti disprezza, anche tu vorrai disprezzare qualcuno”. E’ come se, con queste parole gli tzigani vogliano giustificare quel risentimento che hanno nei confronti di chi zingaro non e’. Sono parole dure e forse in un passato non molto lontano anche io le ho condivise, ma oggi non riesco piu’ ad accettarle ed in tutti i modi cerco di contrastarle, perche’ un bimbo che cresce con questa convinzione, difficilmente da grande riuscira’ a liberarsene.

Il disprezzo puo’ creare ferite non rimarginabili. Si rischia di diventare ostili, ribelli, ed aggiungo anche arroganti, ma allo stesso tempo avviliti. Cio’ puo’ risultare incomprensibile a chi, in vita sua, il disprezzo non lo ha mai subito. La nostra forte identita’ tzigana e’ un misto di caratteristiche positive, ma anche negative. C’e’ l’orgoglio e la fierezza di appartenere al nostro popolo, ma al tempo stesso anche la vergogna. Ed e’ a causa di questo conflitto interiore che l’autostima a poco a poco s’indebolisce ed origina quei comportamenti discutibili che sfociano nel risentimento. Di questo me ne rendo conto, e mi rendo conto anche dei gravi problemi che tutto cio’ comporta. E’ per tale motivo che da anni mi batto perche’ i bambini Rom si liberino fin subito da questo sentirsi disprezzati e dal sentimento di vergogna. Anzi, se possibile, in loro non abbia mai modo di nascere.

Per chi e’ gia’ una persona adulta, invece, non e’ semplice uscire da un certo schema. Capita anche a me di attribuire continuamente le responsabilita’ di tutto cio’ che la mia gente subisce a coloro che da sempre hanno gestito il potere, e spesso, generalizzando, metto sul banco degli imputati persino tutta quanta la popolazione di un Paese sol per il fatto che accetta in silenzio che certe ingiustizie siano commesse. Anche perche’, non so come la pensiate, ho l’impressione che la visione che avete degli zingari sia molte volte formata da situazioni stereotipate, dettate dal pregiudizio o che sono facilmente manipolabili da chi detiene i fili dell’informazione, e la vostra reale opinione si dibatte comunemente tra l’essere attratti dal nostro mondo e dal provarne repulsione.

Da sempre chi non e’ Rom ci considera come un problema sociale, culturale, etnico e criminale da risolvere subito e con il minimo sforzo, quando invece tutti ci si dovrebbe impegnare a trovare il metodo per convivere pacificamente. Sarebbe bello se fosse cosi’, ma guardandomi intorno capisco che e’ pura utopia, e piu’ cresce la distanza tra la nostra scala di valori che si sta progressivamente disgregando e la societa’ civile che fa sempre piu’ fatica ad accettarci, piu’ il distacco fra noi e voi diventa incolmabile. E per avere l’illusione di raggiungervi, le nuove generazioni tendono sempre piu’ spesso a non disdegnare l’uso di un comportamento illecito, scavando un solco sempre piu’ profondo. Cosi’ la frattura tra gli zingari e la maggioranza della popolazione che gia’ e’ grande in modo quasi inaccettabile, rischia di crescere all’infinito, soprattutto se chi governa e’ intenzionato a dare sempre piu’ forza ai pregiudizi per puro scopo elettorale.

Per quanto riguarda il problema dell’integrazione, l’Ungheria si trova in una situazione assai migliore rispetto ad altri paesi europei. Dove vivo io, le parole di odio verso gli zingari non sono poi cosi’ comuni ed a parte alcune pubblicazioni che fanno capo a Jobbik, sui giornali ed in tv non compare mai materiale esplicitamente razzista, mentre in altri paesi sui giornali gli articoli che incitano contro gli zingari sono sempre piu’ numerosi. Parlo della Romania e della Repubblica Slovacca, ma anche della Croazia dove alcune minoranze che ci vivono sono colpite da gravi forme di discriminazione.

Sembra pero’ che la situazione peggiore sia in Italia, anche se su questo punto i mass media del vostro paese fanno finta di niente, come estranee al problema sembrano le varie parti politiche comprese quelle d’opposizione, e cio’ m’intristisce ancor di piu’ perche’ mi convinco che in fondo agli italici interessi di piu’ trovare il modo per non farsi mancare il nuovo modello di telefonino, oppure la sorte della propria squadra di calcio, piuttosto che occuparsi seriamente della questione dei Rom. E che le cose in Italia vadano proprio male lo testimonia persino l’eurodeputata ungherese Mohácsi Viktória che dopo aver fatto un lungo giro ed aver osservato personalmente le condizioni in cui vivono gli zingari in Italia, ha riferito al Parlamento Europeo accusando il governo italiano di aver agito manipolando le informazioni al solo scopo di giustificare una politica discriminatoria e repressiva nei confronti dei Rom ai quali, nel completo disinteresse di tutti, vengono addirittura sottratti i figli (l’intervista in italiano rilasciata da Viktória la si puo’ vedere in due parti QUI e QUI, mentre il suo intervento a Strasburgo, per chi conosce l’inglese, e’ disponibile QUI).

La soluzione ideale e definitiva sarebbe quella di darci la possibilita’ di ritrovare l’unita’ che riteniamo di aver perso da molto tempo e spiegarci, se possibile, per quale ragione dovremmo essere svantaggiati e discriminati da un punto di vista sociale. Solo in questo modo, se davvero lo si vuole, avrete modo di aiutarci a mettere fine ad una situazione che si protrae da oltre mezzo millennio, cosi’ da permetterci di entrare a far parte della vostra societa’ in modo paritario, da esseri umani liberi e non da liberti, cosicche’ anche noi possiamo abbandonare definitivamente un sentimento che solo in apparenza puo’ sembrare razzismo, ma che e’ solo quel rancore che prova chi la Storia ha reso eterna vittima nei confronti di coloro che giorno dopo giorno assumono sempre di piu’ atteggiamenti da carnefici.


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