Poveri ometti beta!


Anch’io, seguendo le orme di Lameduck e di Galatea, sono approdata alfine, se pur momentaneamente perche’ sono stati velocissimi a bannarmi esattamente come presumo siano velocissimi in altre cose, nel blog degli ometti beta. Coloro che ritengono di essere dei poveri derelitti perche’ noi donne brutte e cattive ma soprattutto poco intelligenti, invece di scegliere loro per scopare vogliamo essere pagate, oppure preferiamo tutt’altro tipo di maschio, oppure altre donne o tuttalpiu’ farlo con le dita!

Cio’ che penso dei frustrati che non hanno il coraggio di uscire dal bozzolo in cui la mammina li ha avvolti fin da quando erano piccoli, eternamente alla ricerca di una rassicurazione sulle dimensioni del loro pisellino, sfigati cronici destinati ad essere cestinati dal setaccio evolutivo, immaturi che vagano per il mondo convinti che se non li scegliamo e’ perche’ siamo mentecatte, l’ho scritto piu’ volte senza usare mezzi termini. Ma questi ometti beta sono ancor piu’ incoerenti e in malafede di altri perche’ pur dichiarandosi di sinistra e quindi discordi rispetto a quello che affermano i fascisti sessisti, hanno idee che non sono poi cosi’ distanti: in fondo anche loro sono convinti che noi donne siamo solo oggetti sessuali creati al solo scopo di sollazzare gli ometti, tutti, i quali hanno il diritto trascendentale di vedere i loro desideri soddisfatti. E guai a chi si permette di non acconsentire.

Solo che, poveretti, non sanno che nonostante i loro piagnistei infiniti questa volta la mammina non sara’ li’ pronta ad accontentarli, e la scelta che avranno sara’ fra cambiare atteggiamento, pagare oppure masturbarsi in eterno.

Come al solito (conoscete un po’ il mio carattere) mi sono lasciata coinvolgere e sono caduta nella polemica. Non ho saputo resistere. Lo so che avrei dovuto glissare e lasciar perdere, pero’ entrare in quel luogo non e’ stato del tutto inutile; ho avuto modo di conoscere anche Giosby che, da uomo, la pensa in modo del tutto diverso e che per le sue idee e’ stato, ovviamente insultato ed ostracizzato. Pero’ adesso il suo blog e’ definitivamente segnalato nel mio blogroll.

Agli ometti beta ed al loro “capetto”, quindi, dato che e’ talmente presuntuoso da credere che il mio interesse per il suo blog vada oltre la mera provocazione e la presa per i fondelli, dedico un articolo che, anche se non e’ mio e rubo dal blog di Fikasicula, descrive esattamente cio’ che penso.

Lettera ad un misogino mai evoluto

“Non so perchè ti scrivo o forse si ma non importa. Quello che è importante è che questa lettera arrivi a te e ti faccia capire che la terra che calpesti non ti appartiene perchè la calpesto anch’io. Il cielo che vedi non copre solo te e quei raggi lassù, li vedi?, non riguardano solo te. Riscaldano anche la mia carne.
L’aria è fatta per farci respirare entrambi eppure a guardarti sembrerebbe sia lì solo per te. Come se ogni volta che tiro il fiato io debba chiedertene un’oncia. Per favore. Con sguardo supplice.
La tua avversione per la condivisione si capisce da queste piccole cose. Ti sei appropriato di tutto e pensi che io debba pagarti un fitto per ogni giorno in più che mi concedi. Ti sei appropriato finanche di cose astratte, concetti che hai inventato per sottomettermi.
Ma tu davvero hai una vaga idea di cosa sia l’anima? Sei proprio sicuro che se anche ne esistesse una tu potresti rivendicarne il copyright?
Nei secoli di insulti me ne hai rivolti tanti. Mi hai considerata monca, malata, senza cervello, mancante di abilità e nel frattempo terrorizzavi il mondo ogni volta che mostravo di essere tutt’altro.
Mi ricordo ancora della prima volta in cui mi hai scoperta a toccarmi. Non facevo niente di male. Mi procuravo piacere. Per te fu più che una offesa. La ritenesti la privazione di un diritto. Mi denunciasti come si fa con un disertore.
Pensavi che il mio corpo potesse appartenere a te e mi hai sputato in faccia chiamandomi “perversa”, “posseduta dal diavolo”, “puttana”.
Mi hai confinata ai margini della vita, delle arti e delle scienze ritenendo perfino che io non meritassi il “dono” del “miracolo” della procreazione.
E ho combattuto tra doveri e pregiudizi, perennemente sotto sorveglianza di un tutore che mi ha trattata come se ogni mia scelta fosse il sintomo di una follia.
Oggi che le donne possono parlare e che io finalmente posso dirti quanto sei reazionario e legato ad un mondo che non dovrebbe esserci più, torni ad avere rimpianti, a manifestare misoginia in tutta la sua violenza, con le parole, con le azioni, con i gesti, con le aggressioni personali e collettive.
Tenti disperatamente di riacchiappare gli uomini che si sono evoluti e raggruppi cumuli di squilibrati per la tua personale crociata contro le donne. Un esercito di fanatici mercenari che immaginano ancora di poter demonizzare e criminalizzare la differenza tra i generi, voi contro di noi. Un esercito di mercenari che sfruttano e creano sovente anche divisioni di classe, di etnia, di cultura per sottomettere chiunque sia diverso da loro, chiunque non la pensi come loro.
E chiami infatti gli uomini che non la pensano come te “pentiti” o “froci”. Insulti le lesbiche, i gay e le trans perchè scelgono e vivono diversamente da te e a prescindere da te. Invece lusinghi le donne che ritieni di aver strappato all’altro fronte, corpi che consideri solo come colonie da annettere e assimilare, con parole viscide, incattivite, che offendono l’intelligenza di chiunque.
Non hai capito ancora, davvero, che il mondo è fatto di persone assai diverse che non puoi sottomettere e che la accettazione della diversità, l’integrazione, le pari opportunità, sono gli unici obiettivi possibili. La discriminazione non può aver posto e non c’è posto neanche per te, “uomo mai cresciuto”, che ancora pensi di poter costruire il mondo facendo di me una donna sottomessa e promuovendo ai ranghi superiori una donna che ti dichiara fedeltà.
La costruzione del tuo mondo ti porterà alla rovina perchè alla fine, tu sai, lassù dove ti poni, sei solo, infinitamente solo, circondato di maschi squilibrati e di donne che disprezzi, che non stimi perchè le domini e le sottometti.
Sei solo, immaturo, codardo, incapace di affrontarmi ad armi pari, senza mandare avanti le pedine, senza schemi militari, senza tirare fuori bugie e pregiudizi.
Sei solo e io ti scavo dentro e ti senti già sconfitto. Perchè sai che ho ragione e perchè il tuo è un fallimento. In fondo, sai bene, che se non vuoi crescere non è e non sarà mai per colpa mia.
Sei solo e non meriti nè il mio odio nè la mia pietà. Tu esisti, sei un parassita, sai vivere solo sfruttando la mia pelle e io ne tengo conto. Se mi aggredisci mi difenderò. Se mi violenti, se mi sottometti, se mi privi della libertà, se vuoi mettere un marchio sulla mia vita e sul mio corpo… allora agirò e mi difenderò.
In fondo, diciamolo, sei tu che hai paura di me perchè io sono la vita e la ragione e tu sei solo un povero, mediocre, egocentrico, miserabile, idiota. Datato, perdipiù.”


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